Papa Francesco e il dogma egualitario

Bartolomeo Veneto (1502-1555, Yael

Bartolomeo Veneto (1502-1555), Yael

Sì, tutti sono uguali!

Dovevamo aspettare un Papa, gesuita e un po’ francescano, per sentire pronunciare e ribadire parole in difesa del dogma egualitario e del diritto di tutti gli uomini al rispetto di tutti gli altri esseri viventi, uniti nella costruzione della Civiltà dell’Amore.

In attesa che tutti i passi necessari all’edificazione della casa comune, del Tempio dove non essere più soli, siano compiuti, mi godo Papa Francesco e la sua mentalità strategica gesuita un po’ francescana.

Francesco mi piace perché non perde tempo e agisce da subito con mezzi che anticipano il fine, scegliendo donne e uomini (Un salesiano per riformare lo IOR) per favorire la necessaria grande edificazione. Ogni parola, ogni disposizione, ogni nomina, ogni gesto tenero nei confronti della sua gente che accorre a salutarlo (infermi, bambini, religiosi, laici, giovani, anziani), sia pur in una evidente spontaneità mi appaiono ragionati e coerenti con un pensiero strategico degno dei grandi artisti edificatori che nei secoli proprio il papato promuoveva e sosteneva economicamente: Bramante, Michelangelo, Bernini e Borromini.

Questo Papa gesuita/francescano obbliga a non avere paura dell’onestà intellettuale e a entrare, tutti, nei luoghi a spazio aperto, per soccorrere questo suo agire impegnato, con coraggio e senza paura, nella soluzione del tema già posto nelle Sacre scritture: “Ne avete fatto un covo di ladri” e “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli“.

Siamo tutti uguali!

Lunga vita a Papa Francesco.

Oreste Grani