“Gladio”: chi era costui? La magistrata Sylvie Conter sta indagando

La magistrata lussemburghese Sylvie Conter, sta indagando su Gladio. In Italia, nessuno se ne accorge perché son tutti presi a dividersi sugli stracci Santanché e Renzi e sulle difese, a “spada (gladio?) tratta”, di Renato Brunetta per l’americano Edward Luttwak.

Riportiamo un articolo pieno di spunti informativi strategici per comprendere la complessità implicita nel tema della Sicurezza Nazionale che compare questa mattina su Il Corriere della collera:

SPIE E SABOTAGGI: UN TRIBUNALE IN LUSSEMBURGO INDAGA SU GLADIO: AHI, AHI, C’È UN PENTITO. ITALIANI A BORDO?

Una magistrata lussemburghese Sylvie Conter, sta indagando su Gladio.
Difficoltà di traduzione mi impediscono di capire di quale magistratura si tratti( europea o lussemburghese) – c’è n’è più di una – ma tutte con sede in Lussemburgo.

Qualche affezionato lettore ricorderà come l’ex capo dell’intelligence lussemburghese accusò lo stesso Granduca di essere al soldo dell’intelligence Service britannico ( M I 6), ma naturalmente nessun media italiano riprese la notizia.( mio post datato 4 dicembre 2012 e ribloggato oggi 6 luglio.
È probabile che anche questa notizia non trovi spazio e sembri essere una risposta all’attacco subìto dalla casa regnante.
Di certo, volano bei nomi.

In Lussemburgo lo chiamano già il processo del secolo o anche Bommeleeër
( collocatori di bombe) e riguarda gli anni ottanta e la struttura N.A.T.O. ” Stay behind” una rete segreta stesa sul continente e destinata a compiere sabotaggi in caso di invasione dell’Europa da parte dei paesi del Patto di Varsavia.

 

Di questa organizzazione ha scritto in forma documentata Philippe Bernert nel libro SDECE , Service 7 edito da Presses de la cité) che è in realtà una dettatura del colonnello Le Roy Finville che diresse il servizio citato seminando l’Europa di bombe ; Aldo Moro ne accennò nelle sue lettere dal carcere delle Brigate Rosse , mentre Giulio Andreotti, più prudente e longevo, si limitò a parlarne in una intervista nel 1990.

Delle spassose e inconcludenti inchieste della magistratura italiana siamo tutti edotti e sorvolerò , passando direttamente al Giugno 2013 e alla comunicazione scritta del signorGiorgio Pizzedaz di Trento che si firma ” il segretario” che invita a diffondere la notizia che , cito testualmente : ” venerdì prossimo 28 giugno alle ore 10, su RAI 3, il programma la storia siamo noi di Minoli verrà chiuso con la trasmissione del filmato ” Gladio-Stay Behind” girato a suo tempo intervistando diversi personaggi tra cui il capo servizio belga alcuni di noi ed altri ancora. sembra che lo stesso venga poi replicato alle 21, sempre su RAI 3.”

Per la verità, ne ho parlato anch’io in due post ( del 3 dicembre 2010 ” Con Wikileaks facciamo la prova del nove? Cerchiamo wikidetectives” e del 23 gennaio 2011 ” sciagurati in arrivo: Duanne Clarrige”) in cui ho raccontato una, a mio avviso, interessante storia sul furto dei due quadri di Modigliani dal museo di Brera. Ovviamente senza risultati apprezzabili.

Questa volta, pare che l’inchiesta poggi su un pentito ( sconfessato dalla sorella) , lo storico tedesco Andreas Kramer che un paio di settimane fa avrebbe rinnovato la sua testimonianza esternando sospetti che, in quegli anni, poliziotti e membri dei servizi segreti avrebbero collocato bombe che fecero decine di vittime, con l’intento ( dichiarato da lui) di allontanare le sinistre dal potere. Personalmente, penso che siano stati colpiti i paesi che meno spendevano per la sicurezza. Noi compresi.

Kramer avrebbe anche detto ai giudici che suo padre Johannes , deceduto lo scorso anno, membro del servizio segreto tedesco ( BND), avrebbe posto 18 di queste bombe, coordinando con l’allora capo del servizio segreto lussemburghese Charles Hoffmann le attività di una rete terroristica che seminò il panico in Europa negli anni 80.
Il governo tedesco nega l’appartenenza al BND, ma ammette che era un ufficiale dell’esercito.

Nessun indizio autorizza per ora a ritenere che ci siano invischiati attentatori o attentati italiani: dalle deposizioni – se provate – risulterebbe l’esistenza di una rete di 40 persone.

L’unico elemento già certo, è un corso di formazione agli esplosivi seguito da due agenti lussemburghesi in Inghilterra a cura dell’MI6 britannico.

Le attività terroristiche sarebbero state note soltanto ai servizi di intelligence di USA,UK, GERMANIA BELGIO E LUSSEMBURGO ( coincide per difetto coi paesi che hanno evitato l’attacco della finanza mondiale alle proprie valute).

Si cita la bomba dell’octoberfest 1980 a Monaco di Baviera.
Altri attentati tra il 1983 e l’86 in Belgio e Lussemburgo furono addossati a inesistenti ” cellule comuniste combattenti , pare grazie a esplosivi ottenuti con complicità nella base americana di Vielsalm , sempre in Belgio.

Saranno certamente chiamati a testimoniare Jean-Claude Juncker ( ex capo dell’Eurogruppo ed ex primo ministro lussemburghese e Jacques Santerre ( ex presidente della commissione europea), oltre ai principi Guglielmo e Giovanni.

Staremo a vedere se alla magistrata sarà tolto il limite del segreto di Stato come ha chiesto.

Per ora, di questo problema che tocca almeno inghilterra, N.A.T.O., Germania, Belgio e Lussemburgo, ne ha parlato solo” La Vanguardia” di Barcellona – tre articoli tra marzo e Aprile- e una piccola stazione TV tedesca gli ha dedicato sette minuti. Poi il silenzio.

da http://corrieredellacollera.com

 

Antonio De Martini segnala che ci potrebbe essere un pentito pronto a disvelare retroscena che nessuno in Italia ha voluto seriamente indagare. Tra i necessari approfondimenti di queste notizie lussemburghesi e i possibili soggiorni di Snowden  quest’estate non ci annoieremo.

 

Leo Rugens