John Phillips è il nuovo ambasciatore USA e Brunetta continua a vaneggiare

borgo finocchieto

Da alcuni giorni, la Redazione di Leo Rugens cerca di capire perché, nel cuore del tornado che imperversa sulla nostra amata Patria, Renato Brunetta, il capo dei deputati del PDL, per sua leggerezza corporea – non potendo offrire grande resistenza alle violenti correnti ascensionali tipiche dei tornado –, si sia messo a difendere a spada tratta un super pagato consulente di non si sa che cosa, ormai esponente di una minoranza inascoltata sopratutto negli Stati Uniti, quale notoriamente è Edward Luttwak.

Forse è il caso di avvertire Brunetta che oggi si insedia John Phillips, nuovo ambasciatore statunitense dalle radici italiane (il nonno si chiamava Filippi, la nonna Colussi).

Auspico che, al pari dell’ex ambasciatore David Thorne, un dichiarato sostenitore del Movimento 5 Stelle, Phillips segua con la stessa attenzione quella che al momento mi appare l’unica opportunità seria di cambiamento per il Paese e che, all’affermazione di Luttwak: il pensiero di Grillo è di “un populismo sfrenato, con l’aggiunta di qualche idea pazzoide”, riservi la stessa attenzione che si presta all’abbaiare di un cane alla catena.

John Phillips, inoltre, ci sembra un uomo in grado di comprendere la complessità e i tormenti del Paese, a giudicare solo dalle parole della architetto Amalia Agnello che ha curato il recupero e il restauro di Borgo Finocchieto, dimora toscana del neo ambasciatore:

«È stato un recupero rigoroso e non invasivo, preceduto da un’accurata analisi storica per cercare di fare meno errori possibili, che ci scappano sempre. John Phillips ha un’apertura mentale “rinfrescante” che è dote rara e propria degli anglofoni: magari non gli era facile comprendere la lunghezza di certi passaggi burocratici e aveva le sue idee, ma poi si lasciava convincere, e alla fine ammetteva: “Avevi ragione tu”. Persona corretta, curiosa, esemplare, paziente, un vero signore».

Di questa sensibilità e approccio culturale è ciò di cui l’Italia ha bisogno.

Benvenuto Ambasciatore!

Oreste Grani