Italo Calvino e le Lezioni americane. Chi sta forzando la mano al Presidente degli Stati Uniti d’America?

 National Intelligence Director John Negroponte past a video screen at National Security Agency at Fort Meade

Chi sta forzando la mano al Presidente degli Stati Uniti d’America? E perché?

Signor Presidente, oggi è l’anniversario del discorso di Martin Luther King tenuto davanti a 200.000 persone a Washington, D.C. il 28 agosto del 1963. Anche io ho un sogno: che gli spendaccioni della NSA, grazie al software, creato dalla società “Narus” che è ora parte della Boeing (fonte: http://www.clubcapretta.it/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=185&Itemid=206#.Uh21Z2TQpZs), le sottopongano il mio suggerimento, di leggere, subito, prima di ordinare, forse, il primo passo verso la Terza Guerra Mondiale, l’ultima opera letteraria di Italo Calvino, “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio.”

Poi, Calvino morì il 19 settembre del 1985, a Siena.

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“Siamo nel 1985: quindici anni appena ci separano dall’inizio d’un nuovo millennio. Per ora non mi pare che l’approssimarsi di questa data risvegli alcuna emozione particolare. Comunque non sono qui per parlare di futurologia, ma di letteratura. Il millennio che sta per chiudersi ha visto nascere ed espandersi le lingue moderne dell’Occidente e le letterature che di queste lingue hanno esplorato le possibilità espressive e cognitive e immaginative. È stato anche il millennio del libro, in quanto ha visto l’oggetto-libro prendere la forma che ci è familiare. Forse il segno che il millennio sta per chiudersi è la frequenza con cui ci si interroga sulla sorte della letteratura e del libro nell’era tecnologica cosiddetta postindustriale. Non mi sento d’avventurarmi in questo tipo di previsioni. La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici. Vorrei dunque dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore, cercando di situarle nella prospettiva del nuovo millennio.”

Queste parole precedono nel libro il testo delle cinque conferenze dedicate alla “Leggerezza“, “Rapidità“, “Esattezza“, “Visibilità“, “Molteplicità“. Cinque e non sei perché la sesta non fu mai scritta.

Più rileggo i ragionamenti di Italo Calvino, meno trovo suggerimenti ad affrettare il tempo dell’Apocalisse. Questo consiglio vale anche per Lei che sembra essere l’uomo più potente della Terra.

Qualcuno, in Italia, anni addietro, sostenne che Obama, nel suo agire, si ispirasse a Gioacchino da Fiore. Altri studiosi affermarono, mai smentiti, che Lei non sapeva neanche chi fosse Gioacchino da Fiore.

Spero che Lei, o qualcuno di cui si fida, conosca, almeno, Italo Calvino.

Oreste Grani