Tutti a casa o in pensione. Scegliete voi

Backstage della serie tv "Il Prigioniero" (1967-68). Il protagonista è un agente segreto che rinuncia all'incarico e viene rinchiuso in un villaggio dal quale non può scappare. Gli altri abitanti sono ex agenti in pensione o controllori dei suddetti.

Backstage della serie tv “Il Prigioniero” (1967-68). Il protagonista è un agente segreto che rinuncia all’incarico e viene rinchiuso in un villaggio dal quale non può scappare. Gli altri abitanti sono ex agenti in pensione o controllori dei suddetti.

E ora, estensori della relazione 2011 “Le criticità dello scenario estero e le ricadute sulla sicurezza nazionale” presentata al Parlamento nel tentativo di fare il punto sui rivolgimenti socio-politici in Africa e in Medio Oriente, come la mettiamo? Forse, avete redatto  un documento  da analisti miopi  se non ipovedenti, se non ciechi. A quella data, ancora potevate chiamare la vostra cecità, “una sfida per l’intelligence”. Ci dispiace per voi e soprattutto, per l’Italia ma, temiamo, che  questa partita sia ormai  persa. Anzi, come raramente succede anche nello sport, non ci hanno fatto neanche scendere in campo. Non siamo risultati iscritti alla Federazione e non ci hanno fatto partecipare al torneo denominato  “Grande Gioco”. O, come lo chiamiamo noi di Leo Rugens, il “Nuovo grande gioco”.

Dice Piero Messina, mai smentito, nel suo libro Il cuore nero dei servizi, BUR 2012: “il documento trasmesso al COPASIR racconta una storia parziale: «La copertura informativa della crisi in Libia ha costituito una assoluta priorità per l’Aise, a partire dalla pressione operata nei confronti delle manifestazioni antigovernative in varie località della Cirenaica e della Tripolitania, sino all’offensiva militare delle formazioni insorgenti […] infine all’uccisione di Gheddafi…». L’Aise, in realtà, a potuto fare ben poco. […] Con i licenziamenti e i prepensionamenti, infatti, l’Aise ha perso parecchi pedine preziose nello scacchiere internazionale. Soltanto così si spiega il flop della nostra intelligence rispetto alle rivoluzioni nel Nord Africa e nel Maghreb. Addirittura, poche settimane prima della rivolta in Tunisia e della crisi libica, i nostri 007 presentavano al Copasir focus rassicuranti sulla stabilità dell’area“.

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Eppure i segni anticipatori di quanto è in essere (parlo della fine del tempo del “faccio come cazzo mi pare” da parte delle amministrazioni statunitensi, inglesi, francesi) erano ben descritti nei documenti ufficiali che l’intelligence statunitense da anni produce.

Vogliamo essere ancora più precisi: già il rapporto del novembre 2008, redatto proprio per il presidente  Barack Obama all’atto del suo primo insediamento (gennaio 2009) era intitolato Global Trends 2025: A Transformed World, intendendo dire che nulla sarebbe stato mai più come prima e che, anzi, sarebbe stato inopportuno, se non pericoloso per la sicurezza degli USA, non tenere conto di questi paradigmi mutati. “Culturalmente” mutati, amici miei.

Bastava leggere o, meglio, intellegere, dedurre e, poi, rischiando il culo (professionalmente!) fare  previsioni di scenari possibili. Dove sono i documenti che, da quella data (gennaio 2009) giustifichino  la struttura dei costi degli stipendifici  denominati Aisi, Aise? Sono documenti  classificati riservatissimi per cui non li potete far vedere a noi poveri cretini che siamo destinati a sentir parlare d’Egitto e di Mubarak solo a proposito delle presunte nipoti di Berlusconi Silvio? Sono “segreti di Stato” per cui non li potete mostrare a noi analfabeti che dobbiamo solo stupirci delle amazzoni a guardia del corpo del fedele alleato libico? In ultimo ma non ultimo, la questione siriana: bastava leggere, pedissequamente, quanto, da anni, scrive ” Il Corriere della collera “. Gratuitamente!

Oreste Grani

P.S.   Per quanto riguarda i documenti di cui sopra comprovanti un significativa attività di intelligence, preparatevi a mostrarli e ad argomentarli, in modo convincente, davanti a quei rompicoglioni, rappresentanti del popolo italiano, organizzati nel MoVimento 5 Stelle. Da come i “ragazzi” si sono mostrati preparati e abili sul terreno della diplomazia necessaria a trattare le questioni israeliano-palestinesi e, soprattutto, la Kazakistan-Alma Shalabayeva-Ablyazov, saranno cazzi acidi.

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