SOSTENIAMO LA LOTTA DEI LAVORATORI DELLE BANCHE. POTREBBE ESSERE L’INIZIO DELLA FINE DELLO STRAPOTERE DEI BANCHIERI

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L’ABI comunica la disdetta dei contratti nazionali di lavoro degli oltre 330.000 dipendenti del settore bancario. L’ABI, dopo quel capolavoro di banchiere per bene e lungimirante che rispondeva al nome di Mussari, ora è guidata da quel signore per bene e lungimirante di Pattuelli. Calabrese prestato alla città della giostra, al PCI e ai bisogni di Verdini, l’uno, romagnolo, liberale, forse massone, l’altro. Di male in peggio, per i lavoratori e le loro famiglie. Le Banche hanno deciso di cominciare a liberarsi di un certo numero (40.000) di dipendenti per mascherare i deficit che sono riusciti, fino ad oggi, a nascondere sotto  bilanci falsi. Gli straccioni-milionari, i servi del Bilderberg, i tirapiedi delle monarchie (Gran Bretagna,Spagna, Svezia, Olanda, Lussenburgo, Belgio, Danimarca, Liechtenstein) ora, sono seriamente preoccupati: se alle garanzie taroccate di cui è infarcito il mondo delle banche, si dovessero aggiungere l’onesta applicazione degli aumenti tabellari previsti e di quelli altrettanto di legge legati all’inflazione che sarebbero scattati dal 1° luglio 2014, la miscela dei bilanci, potrebbe farsi esplosiva e, per molti presidenti super pagati, potrebbero non esserci più ” trippa per i gatti “.

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Noi di Leo Rugens, più che alla trippa, siamo interessati a quanto potrebbe accadere se, spinti dalla protervia che, ancora una volta, i banchieri mostrano, quelli che Ida Magli chiama i “piccoli”, cioè gli impiegati, funzionari, controllori di bilanci, tributaristi, commercialisti, giornalisti delle innumerevoli rubriche di economia, quelli che, in realtà, non hanno nessuna ricchezza da difendere, si incazzassero , nello specifico, e appassionandosi al segreto della creazione del denaro, scatenassero un passaparola quotidiano ed elettronico sulla affermazione che la creazione del denaro è diritto del popolo visto che nella Costituzione italiana si afferma che “la sovranità appartiene al popolo”. Che le donne e gli uomini dipendenti dal mondo che l’ABI dice di rappresentare usino l’occasione di questo periodo di conflittualità per aiutare, fraternamente, i cittadini ignari a scoprire, quanto più possibile, l’ingiusto che si cela dietro all’agire di chi dichiara di aver diritto a fare violenza agli esseri umani con la scusa del possesso legittimo del denaro. Proviamo a contrapporre a questa carneficina dei più deboli, il principio che nessuno debba rimanere indietro. Proviamo a dire, chiaro e forte, che stampare moneta è un diritto dei popoli sovrani e che ribellarsi contro gli anti-italiani, servi del Bilderberg, non è reato. Vediamo come va a finire.

Oreste Grani