Ma Civati lo sa cosa succede a Siena da anni? Se no, lo chieda al Bisi

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Mi autodenuncio: ho un conto MPS

La strumentalizzazione del leasing della barca di D’Alema presso Bpi è ridicola tanto quanto è vergognosa. Sta a vedere che un uomo di Sinistra non solo non può avere una barca, ma non può nemmeno aprire un conto o chiedere un mutuo (nel caso di D’Alema, poi, fu l’azienda che gli vendeva la barca a proporre Bpi…). Ed è tenuto a far sapere a tutti se si compra una casa o se la vende. Ad esempio, sto seguendo con attenzione le polemiche che riguardano le vicende giudiziarie di Fiorani e di Consorte, ma ho un conto alla Monte dei Paschi di Siena, la banca che non ha partecipato alle operazioni Bnl. Mi domando: può essere un problema o lo diventerà? Assume rilevanza politica in ordine alle opa e ai furbetti? Mi fa dire che Consorte ha fatto bene o ha fatto male? Tutte cose assurde che sembrano però molto importanti nell’Italia di fine 2005. Che tristezza.

di civati

Quelle che avete appena letto sono le uniche parole che l’aspirante segretario del PD Giuseppe Civati detto “Pippo” è riuscito a esprimere nel suo blog (risalente al 2004) riguardo al Monte dei Paschi di Siena. Si diceva un tempo: “Ci fa o ci è?”. E aggiungiamo: Amicus Plato sed magis amicus D’Alema, in onore al suo passato di studioso serio e di belle speranze… tradite. Da un profondo conoscitore del Rinascimento e di Giordano Bruno, anzi da uno storico quale fu, ci saremmo aspettati nascesse un politico capace di approfondire la storia del Monte e di esprimere qualche opinione in proposito.

Di seguito, invece, trovate un documentato articolo che racconta il fallimento dell’assalto al Grande Oriente da parte di quel Bisi Stefano che un giorno del lontano 2011, pensò bene di indirizzare male accorte parole a un gruppo di cittadini, impegnati a sostegno delle liste civiche senesi, raccoltisi sotto le insegne di Ipazia. Mal glie ne incolse, tanto che ci ripensò immediatamente e dopo avere porto le dovute scuse propose un incontro riparatore, che non gli fu concesso. Che diamine!

Oggi, il sempre “informatissimo” Daniele Martini al Bisi glie le canta e glie le suona, dimostrandosi profondo conoscitore delle segrete cose senesi.

Insomma, non ci eravamo sbagliati nel sostenere che il “groviglio armonioso”, infelice definizione bisiana, al contrario fosse un “groviglio bituminoso”, secondo la plastica definizione di Claudio Martelli, così come una magistratura, forse un po’ timida, da mesi e mesi sta rivelando.

Oreste Grani

SIENA, LA CRISI DI MPS BLOCCA L’ASSALTO ALLA MASSONERIA
STEFANO BISI Il giornalista senese, proposto dai “Fratelli” toscani alla carica di Gran Maestro del Grande Oriente, è stato costretto alla resa. La banca non ha più la forza di prima
di Daniele Martini
Da quando il Monte si è schiantato, a Siena non ne va più bene una. Non girano più quattrini, la squadra di calcio è capitombolata dalla A alla B con un debito di 70 milioni di euro e per di più senza la rete di protezione di mamma banca. Quella di pallacanestro non può più esibire sulle magliette il logo Mps, che voleva dire soldi, perché tutte le sponsorizzazioni targate Montepaschi sono vietate dal decreto sui Monti bond. Mentre la Fondazione, affidata alla grintosa vicepresidente della Confindustria, Antonella Mansi, deve rinunciare alla parte della simpatica Befana che con i suoi regalini faceva tutti felici. Per non parlare degli sciccosi premi di un tempo, ormai un ricordo. Come il Paolo Frajese, consegnato nel 2008, con Berlusconi al governo, a Gianni Letta alla presenza delle più alte autorità cittadine, tutte Pd, a cominciare da quelle bancarie, ovviamente.
   PERFINO LA MASSONERIA senese non è più quella che fu, onnipresente e onnipotente. La prima volta che ha tentato di rialzare la testa dopo lo scandalo è stata immediatamente risospinta indietro con perdite. È successo questa estate quando ha provato a scalare la carica più alta, quella di Gran Maestro del Grande Oriente, intendendo piazzare il suo rappresentante, Stefano Bisi, al posto di Gustavo Raffi che dovrà lasciare la prossima primavera.
   Insieme al potere bancario, a quello universitario e a quello politico, rigorosamente esercitati in stile bipartisan, il potere massonico era uno dei fili d’oro del “groviglio armonioso” senese, il più avvolgente di tutti, quello che legava gli altri in un unico ordito. A Siena la massoneria vincente da anni si identifica proprio con Bisi, capo del collegio dei Maestri venerabili della Toscana. Giornalista di professione, Bisi è il caporedattore del Corriere Senese, giornale locale che vende poche migliaia di copie, ma molto ambito, soprattutto dal Pdl, così come risulta dalle intercettazioni di Daniela Santanchè. Un tempo la testata era di proprietà del Monte, dei cementieri umbri Barbetti e delle Coop, ma poi fu trasferita sotto l’egida degli Angelucci grazie anche all’interessamento proprio della Santanchè. Il 25 marzo 2010, per esempio, la “pitonessa” telefonò al presidente del Monte, Giuseppe Mussari, pregandolo di ricevere Giampaolo Angelucci, cliente della banca con la Tosinvest che di lì a non molto sarebbe diventato anche editore del Corriere Senese. Finché ha potuto, il Monte si è mostrato assai benevolo con la Santanchè riservando pingui contratti a favore della sua concessionaria di pubblicità. Nell’era del Montepaschi imperante, Bisi era così in simbiosi con la banca e il suo potere da poter sussurrare scelte, strategie e nomine a Mussari, sicuro di essere ascoltato. E Mussari, d’altra parte, si faceva coinvolgere volentieri dallo stesso Bisi e dal Collegio toscano del Grande Oriente partecipando da riverito ospite ai convegni massonici sui temi più disparati, compresi quelli economici e creditizi. E si mostrava riconoscente a Bisi concedendo un bel po’ di pubblicità al giornalino on line Siena News fondato dal portavoce di Mussari, David Rossi, morto suicida nei giorni più duri dello scandalo, e di cui lo stesso Bisi è direttore.
   A Siena tutti sanno che Bisi fu determinante per la scelta del presidente del minuscolo aeroporto di Ampugnano, che poteri locali e Monte, uniti come un sol uomo, volevano trasformare da scalo inesistente a centro grande e trafficato. Per concretizzare il sogno, Bisi sostenne Enzo Viani, ex dirigente del Monte in pensione, ma soprattutto fratello massone della loggia fiorentina Lando Conti, tessera numero 884.
   Proprio per gli oscuri traffici intorno ad Ampugnano, sei mesi fa Viani e Mussari sono stati rinviati a giudizio e Viani è stato anche punito dalla giustizia massonica, sospeso a tempo indeterminato con il decreto 331, il primo caso dopo lo storico repulisti della P2. Poi, però, Viani è stato confermato alla guida di Urbs, la società immobiliare e finanziaria che tiene i cordoni della borsa massonica.
   PER SOSTENERE la candidatura di Bisi a Gran Maestro, un gruppo di suoi fan guidato dal vice dello stesso Bisi, Moreno Milighetti, ha preso un’iniziativa assai poco in sintonia con la coltivata riservatezza massonica, una “lettera aperta ai Fratelli Maestri” in stile campagna elettorale classica, un volantino in cui si illustra il candidato come un qualsiasi politico a caccia di preferenze, con un elenchino di buoni propositi in cui si dice che Bisi è pronto a “fare squadra” massonica perché si considera “Fratello tra i Fratelli”.
   Il Gran Maestro Raffi non ha affatto gradito la scapigliata missiva e l’ha fulminata con una circolare affidata alla firma del Gran segretario, Alberto Jannuzzelli. Una fucilata fin dalla prima riga: “Si diffidano i Fratelli ad astenersi dall’utilizzo di lettere aperte, trasmesse anche via email, per promuovere future candidature, chiedendo adesioni”. Minacciosa la chiusa: “Poiché tali comportamenti delegittimano l’attuale Gran Maestranza, non verranno tollerati ulteriormente”. Orfana del Monte, la massoneria senese ripiega sconfitta.