Appleir.ir – La pace tra Usa e Iran è alle porte

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4 gennaio 2016

Oltre due anni fa, ci permettevamo di dire che USA e Iran volevano la pace e nessuno ci prese sul serio, anzi, ci confutarono riducendo il film “Argo” a una specie di auto celebrazione dell’intelligence americana con la finalità di elaborare il lutto della sconfitta. Per carità non citerò il ben pagato io credo consulente di Finmeccanica nonché docente di intelligence ed esperto di geopolitica ecc. ecc. che scrisse queste parole, rintracciabili, per chi ne avesse voglia e tempo in Facebook.

Il tagliamento di teste delle ultime ore, evidenzia quanto l’Arabia Saudita, retta a quanto si dice da un re con gravi problemi neurologici, sia alle strette e che purtroppo sia arrivata all’appuntamento con gli arsenali pieni zeppi di armi. Chi le ha vendute a questi bei personaggi, si chiedono i giornali tedeschi che nel frattempo auspicano che si interrompano le forniture militari ai sauditi.

Ma non è finita qui, dal momento che in Gran Bretagna Cameron è chiamato in causa per avere appoggiato la candidatura di un saudita all’ONU a presiedere il Consiglio per i diritti umani; la classica volpe a paco del pollaio.

Del resto, per quanto i cinesi siano sbarcati a Londonstan in forze, non risulta che i sauditi abbiano disinvestito dalla City e, oltre a lucrare, di certo avranno avuto anche preziosi consigli dai colleghi di Le Carré e Forsyth, ma consigli per fare cosa? Provocare l’Iran?

Turchia e Arabia Saudita sono al momento i due veri stati canaglia tra i quali si barcamena una Israele in crisi di identità, almeno da quando ha appreso che lo sterminio fu ideato da un Muftì qualsiasi e non dalla Belva nazista.

Urge a questo punto che USA, Cina e Russia, come ai bei vecchi tempi, facciano sentire la propria voce e rimettano museruola e guinzaglio ai mastini guerrafondai, assumendosi ruolo e responsabilità fino a ora respinte. Infatti, se il momdo è multipolare e l’impero americano ha perso il suo ruolo, è ora che anche gli altri poli si mettano in gioco, seriamente.

Chiudo con la notizia che il Presidente Nazarbayev ha deciso di investire a Wall Street cifre da capogiro e mi chiedo se non sia una vera sberla in faccia ai doppiogiochisti britannici che sulla vicenda Ablyazov-Shalabayeva siamo certi abbiano ciurlato nel manico con i finti nemici francesi.

Buona lettura del vecchio post.

La redazione

24 settembre 2013

Aggiornamento al post delle 23.00: l’incontro Obama-Rohani è saltato per difficoltà sollevate da parte iraniana (immaginiamo il conflitto interno tra i sostenitori dell’ex presidente negazionista e i vincitori attuali) ma non notiamo un inasprirsi dei toni. Sarà per la prossima volta. C’è un tempo per ogni cosa.

ore 17.13

I redattori di Leo Rugens studiano le tecnologie con sensibilità diverse e formazioni culturali eterogenee. Oggi, 24 settembre, giorno in cui il blog saluta il millesimo post, ci siamo concessi di sbirciare il sito della Apple Non-Apple iraniano (appleir.ir), spinti dalla notizia che l’iPhone 5 ha venduto 9 milioni di pezzi e a Cupertino tutti godono come matti.

Oltre alla notizia che Apple e Iran hanno stretto un accordo commerciale per la vendita degli oggetti più rivoluzionari e desiderati al mondo (iPad e iPhone) siamo informati dai media che il neo presidente iraniano Rohani e il presidente Obama forse si incontreranno.

Avevamo scommesso che tra Usa e Iran era in corso un qualcosa che abbiamo interpretato come la costruzione di una pace necessaria. Lo abbiamo compreso leggendo la trama del film “Argo”, leggendo le dichiarazioni di sei ex numeri uno dello Shin Bet, leggendo la notizia che Google inaugurava un mega ufficio a Tel Aviv.

Chi può pensare che se Apple (100 miliardi di dollars di liquidità) vende i propri prodotti in Iran, possa scoppiare una guerra?

Un saluto a tutti gli strateghi da Risiko.

La redazione

P.S. Curiosa la dicitura, foglia di fico, in fondo alla pagina di appleir.ir :

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