Totò Cuffaro, Massimo Pizza ed altri “uomini onesti” impegnati a garantire il futuro dell’Italia e dei loro amici

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Nel pieno dell’attività imprenditoriale/investigativa di Kami Fabbrica di idee Srl, (erano i primi anni duemila) mi venne chiesto di dare sostegno ideativo ed economico, ad una manifestazione denominata Trash Day, organizzata da Federambiente e, in modo particolare, da alcuni dirigenti dell’AMA di Roma. Ambiente, rifiuti, inquinamento, partitocrazia rapace e amica dei criminali legati alle ecomafie: dissi, ovviamente, di si.

Si trattava di dare un contributo di contenuti, di personale Kami “distaccato” per la realizzazione di un evento annuale dedicato ai ragazzi delle scuole medie provenienti da tutta Italia e, “piccoli soldi” come li chiamava il mio collaboratore Fabrizio S. formatosi nel Battaglione San Marco, distintosi in combattimento (fu anche ferito) nella spedizione a Beirut sotto il comando del gen. Franco Angioni, perché il budget, per un momento formativo e di cultura della prevenzione dei processi degenerativi intorno ad uno dei massimi problemi della società dei consumi, era, ovviamente, ridottissimo. Gli operatori del settore avevano altro da fare che porre attenzione ad una manifestazione finalizzata ad alimentare una coscienza rispettosa dell’ambiente negli studenti, futuri cittadini.  Kami, per gli accordi presi dal solerte Fabrizio S., sembrava incassare qualcosa ma, in realtà, tutta l’attività di accreditamento, era una remissione secca. In quello stesso periodo stavo mettendo a punto l’elaborazione teorica e i primi documenti formali denominati “Ubiquità, ovvero la dimensione necessaria di un Intelligence culturale” e  la teoria della Strategia di Sicurezza Nazionale.

Palermo 2002-2

Inoltre le azioni di contrasto e di intelligence culturale nel settore giustizia (braccialetto elettronico ed intercettazioni) mi tenevano impegnato, soprattutto ad evitare che la strana cordata composta dalla WEA srl, riconducibile a Carmelo Sparacino detto Manuel, più la notissima Carro/Monitoring srl di Patrizia PerrottiGiovanni e Francesco Pirinoli (successivamente della COFITO di Bruna Segre), più il misterioso piazzista di armadi blindati (Addicalco srl) Mario Traverso e, dulcis in fundo, il galantuomo Alberto Dell’Utri, non si impadronisse del comparto delle intercettazioni telefoniche dopo aver già snaturato spirito e finalità del progetto denominato “Braccialetto Elettronico”.

Questo gruppo eterogeneo, se ricordate quanto da me asserito, senza smentite, oltre un anno fa, era in accordi con tale Marcello Caruti Antonelli, dirigente Telecom, proprio nel periodo in cui si consumavano i complessi avvenimenti che il Gruppo Editoriale “Espresso/Repubblica” denunciava sotto il nome “Super Amanda“. Parlo del caso “Giuliano Tavaroli ed altri”.

Come ho più volte detto, il sistema “incriminato”, si chiamava giornalisticamente Enigma ma, per motivi che ancora mi sfuggono, veniva etichettato dai giornalisti investigativi, Super Amanda.

Torniano all’immondizia e al racconto iniziale. Quello del denaro era l’ultimo dei problemi. E, in effetti, non vi volevo parlare di quadrature di conti ma, della prima volta che ebbi modo di conoscere, formalmente, durante l’incontro previsto con le scolaresche coinvolte nella manifestazione di cui ho fatto cenno, niente meno che il Presidente della Regione Sicilia,Totò Cuffaro. Dirigente politico, già noto all’epoca col soprannome di “O zu vasa, vasa” (lo zio bacia, bacia), per l’abitudine estroversa e “rituale” di baciare gli amici, … degli amici, aggiungo io.

Magg.Particolari-Palermo 2002

Il programma didattico della manifestazione dell’edizione 2002, era dedicato alla musica e alla costruzione di strumenti che si potessero realmente suonare, realizzati con rifiuti ingombranti, recuperati in discarica, dagli studenti. I ragazzi e i loro abilissimi insegnanti, ad esempio, riuscirono a trasformare la carcassa di una vecchia automobile in una “batteria” che emetteva suoni armonici e che veniva suonata “da dentro” da novelli, giovanissimi, Gegè Di Giacomo. Altri, addirittura, trasformarono una vecchia barca in un “violino”. Anche la barca, suonò!

Tornerò sul resoconto di questa straordinaria manifestazione che tenemmo, con migliaia di bambini entusiasti, ai cantieri della Zisa a Palermo, appositamente resi agibili dai miei efficientissimi collaboratori. Di quei giorni e di quelle attività mi sovviene, tra gli altri, il ricordo di una funzionaria di una Azienda municipalizzata palermitana, gentilissima e capace nella soluzione dei mille problemi che una manifestazione come quella comporta. La signora era, tra l’altro, nipote del commissario Nino Cassarà, eroicamente caduto, proprio per l’intelligente attività investigativa e di vero contrasto alla mafia. Entrambi, zio e nipote, esponenti di quel “Sud di qualità” che stenta, ancora, a prevalere.

Tornerò sul racconto di perché si da retta, in operazioni di intelligence culturale, a “questuanti” tipo Federambiente, (o Federculture in altro episodio che narrerò) ma lo farò, in un post, tutto dedicato al settore dei rifiuti (caso SISTRI, per intenderci, e il solito giro dei delinquenti alla fratelli Stornelli), cuore della Strategia di Sicurezza Nazionale.

In questo articolo, in modo strumentale, voglio solo fare riferimento al politico, ormai definito mafioso, a norma di legge e sentenza definitiva con condanna quasi del tutto scontata,Totò Cuffaro, per poter dire, in che occasione e con chi lo avessi incontrato, una “seconda volta”. La seconda volta lo incontrai, a Roma, in pieno centro, a due passi dal Parlamento. Eravamo riuniti, in quattro (capito, cretino, perché ti accompagnavo, mentre tu provavi a millantare, con i tuoi sodali, mie appartenenze ad istituzioni potenti?) per ragionare dell’introduzione, a livello sperimentale, nella regione Sicilia, della cosiddetta cartella clinica elettronica, strumento necessario per una prima razionalizzazione di tutto il sistema sanitario nazionale.

Palermo 2002-1

L’organizzatore dell’incontro tra il Cuffaro e un imprenditore del settore elettronico, (il cretino di cui sopra, anche lui, negli anni successivi, arrestato) vide, nella veste di padrone di casa e “garante della riservatezza” , tal Massimo Pizza (si, proprio lui, quello dei crocifissi di cui ho scritto nel post LEGITTIMATI DAL RIGORE DI PAPA FRANCESCO, È ORA DI FARE “PIZZA” PULITA ANCHE IN ITALIA).

Povera Italia“e non, “Italia povera” come, in troppi, continuano a dire.

Orbene, ho incontrato  solo due volte Totò Cuffaro, definito dai tribunali della Repubblica, colluso con la mafia: la prima volta si interessava di ambiente mentre, la seconda di sanità e di elettronica applicata ai dati sensibili del cittadino malato. Capite come funziona il vostro Paese? Il lupo vorace è sempre messo a contatto con i succulenti agnellini.

Ma da chi? Ovviamente, dai “sussurratori” di professione.

Mai che venga posto nel luogo giusto, una persona competente e onesta.

Vi sembra credibile questa sistematica incapacità? Quando si discuteva, in quella casa-museo nella disponibilità di Massimo Pizza, di appalti per implementare la sicurezza elettronica nella sanità, i tre convenuti erano tutti dei criminali o, si preparavano ad essere così giudicati, dalle autorità competenti.

Per fortuna che, come si dice, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Questo raccontino autobiografico (vero,falso o autentico?), è un esempio, marginale, di come “tutto”, nella “sicurezza nazionale”, debba essere ripensato. Per prima cosa chi, realmente, decide le nomine alla Telecom, alle Poste, alla Rai, alle Ferrovie e in tutta la “Rete delle Reti“.

Oreste Grani

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