Perché abbiamo scelto il nome “Leo Rugens”. Mi ha scritto gentilmente il figlio di Enzo Caretti

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Il 14 febbraio 2012 venivo colpito (come alcuni di voi sanno), con gravi danni alle attività culturali e relazionali a cui  da anni ero dedicato ed, in particolare nel pieno della preparazione del convegno “Lo Stato intelligente. I finanziamenti europei per la sicurezza e l’innovazione”. Come sapete, riuscimmo, comunque, a realizzare il momento di riflessione scientifica sul tema dell’Intelligence, il 23 marzo 2012 in una sala messa a disposizione della Camera dei Deputati), da una “misura attiva” finalizzata, denigrandomi, a mettermi nella condizione di non poter proseguire il percorso “imprenditoriale” che, con grandi sacrifici (personali, familiari e dei miei collaboratori), ero riuscito a costruire.

Ingoiato il rospo, decisi di reagire e di rendere pubblico il senso complesso del mio agire e delle “motivazioni” che mi sostenevano, da sempre. Decidemmo, con le persone care che mi rimasero vicino, di “scendere nella Rete”, per difendere il “nostro onore”, usando l’arma informatica. Nacque così questo blog che assunse come denominazione, “Leo Rugens”. In esordio, pubblicammo una “dedica” a un Italiano, Enzo Caretti, che si meritava, a nostro giudizio per il suo agire riservato al servizio della Patria, un gesto d’omaggio. Non andammo oltre, nel dire di lui e delle sue attività “intelligenti”, per una forma di pudore nei confronti della “famiglia Caretti”, di cui non sapevamo se desiderasse o meno, che fossero rese pubbliche le attività del parente.

Oggi, l’amica rete, scioglie il dubbio e ci porta, silenziosa come solo lei sa fare, le parole affettuose del figlio di Leo Rugens, Marco Claudio. Ci sentiamo così, dopo la doverosa e rispettosa attesa, di aggiungere oggi, dopo quelli in esordio, altri pensieri su Enzo Caretti. Sperando di continuare a fare cosa gradita al figlio e di dare ai nostri lettori un ulteriore elemento di spiegazione della nostra scelta: “…dalla fine degli  anni Sessanta fino al 1977, opera in attività di “intelligence” svolgendo  incarichi di controspionaggio, in Italia e all’estero. Di rilievo, l’intercettazione di una corrispondenza riservata tra un sedicente politico straniero in esilio sospettato di atti ostili verso l’Italia (tale B.L. alias B.H. del quale riusciva anche ad individuare il rifugio segreto a Caracas) e la leadership di un Paese del Nord Africa”.

Grazie a lei, caro Marco Claudio, per le espressioni civili e “commosse” che ci ha voluto dedicare.

Oreste Grani

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