Come previsto mazzate in piazza e nelle sezioni del PD. Auspichiamo pernacchioni e calci (tenui) in culo ai Colaninno. Padre e figlio

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Cominciano a volare “mazzate” come, facili pre-veggenti, abbiamo scritto, giorni addietro. Si passa alle mani e ai corpi contundenti nelle piazze e, soprattutto, dentro il Partito Democratico. Mentre la violenza nelle piazze ci addolora e ci preoccupa (continuiamo a sognare la fine della “degenerazione partitocratica”, senza che gli italiani innocenti versino una goccia del loro e del sangue altrui e si liberino della dittatura, affidandosi solo a dei robusti sonori pernacchioni e, se proprio deve succedere, a qualche “tenue” calcio in culo), se volano le botte (o altro) nelle “sezioni” democratiche va tutto bene perché è lì, principalmente, che gli italiani sono stati traditi. Come ho sempre detto, Berlusconi Silvio ha fatto il suo percorso “gangheristico” alla “luce del sole”; “La resistibile ascesa di Arturo Ui” è una straordinaria e metaforica opera teatrale di Bertolt Brecht che doveva essere più nota e apprezzata a sinistra che a destra.

Sono i suoi avversari/complici, falsamente collocati a sinistra, che hanno reso possibile lo scempio delle regole e il saccheggio della cassa comune. Ad esempio, le “termiti dalemiane“, tutt’uno con i “formiconi berlusconiani“, li trovi dietro a ogni saccheggio. Ora, intorno alla salma della compagnia aerea Alitalia (un tempo di “bandiera”), compaiono anche i russi nella macabra danza a chi si porta via le spoglie.

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ALTRO CHE CONFLITTO D’INTERESSI! 

I Colaninno, ad esempio, dopo aver spolpato anni fa la Telecom, “fuggono” dalle loro responsabilità  facendosi “da parte” e lasciando la presidenza del “relitto senza ali”. Ma che bravi! Personalmente sono sempre più ricchi e, cosa ancor più grave, la “famiglia” ha acquisito diritto a blaterare nelle istituzioni repubblicane (Il Parlamento), strapagati dalla “cassa comune” alimentata dagli Italiani, sempre più poveri. Se questi Colaninno sono degli emeriti incapaci nelle gestioni imprenditoriali, perché consentiamo loro di assumere decisioni per noi tutti in Parlamento? Perché una persona che appare inadeguata ad elaborare un qualsiasi pensiero complesso, quale è Matteo Colaninno, deve prendere stipendio e, in futuro, una lauta pensione, senza fare nulla per la collettività, se non danni?

In queste ore, Colaninno Junior ha perso l’ennesima occasione di stare zitto, mettendosi a parlare della ministra Cancellieri e delle intercettazioni che la legano al caso Ligresti.

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A proposito: di “chi” si è avvalsa la procura di Torino per la “prestazione tecnologica”? Non scopriremo, per caso, che le Procure (mal consigliate) si avvalgono ancora di aziende “imbarazzanti” quali la RCS che, ad esempio, ha le radici imprenditoriali e relazionali proprio a Torino? Ma che cazzate scriviamo! In nessun paese al mondo una azienda come la RCS, dopo quanto le è accaduto, potrebbe riavere un NOS di sicurezza! C’è qualcuno nella rete che sa, ad esempio, se la RCS, dopo quel “servizietto del dischetto” (fa pure rima) a Berlusconi, continua a lavorare per la “Giustizia italiana”? Fateci sapere.

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Comunque facciamo un nodo al fazzoletto e ricordiamoci di questo argomento: chi lavora per chi e per che cosa, nel settore intercettazioni “in rete” e “ambientali”.

Torniamo a quel mantenuto dalle casse della collettività di Matteo Colaninno. Qualche pernacchio sonoro, glielo vogliamo dedicare a questo figlio di cotanto padre? Qualche calcio in culo (tenue) glielo vogliamo appioppare? Solo quello “sfigato” di Bossi deve pagare per il “Trota”?

Affidiamo, come sistematicamente facciamo, queste nostre riflessioni, ai 160 cittadini onesti organizzati nel M5S che ci rappresentano nel mal frequentato Parlamento. Ovviamente, quando ci riferiamo a cattive frequentazioni, non parliamo dei rappresentanti del M5S. Loro, al massimo, sono ancora poco informati e, appaiono, a volte, per questo, poco competenti. In ladrocini di Stato, giochi doppi, svendita dell’Italia a paesi terzi. In parole più semplici: alto tradimento della Nazione e della sua povera gente.

A noi cittadini determinati a non far prevalere l’orrore della degenerazione partitocratica, l’onere di informare i nostri rappresentanti. Che, come si vede, stanno imparando presto. E Leo Rugens, per questo, li ama e li informa.

la redazione