Quest’anno “l’influenza” sarà un’epidemia o, una pandemia devastante?

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Sia pur lentamente, si avvicina il “vero” autunno e con esso il cambio delle condizioni meteorologiche che potrebbero favorire la “vecchia cara amica influenza”. Questa ipotesi, si porta dietro il necessario ragionamento sui vaccini e sull’ipotesi che un giorno scoppi una “vera e propria pandemia universale”. Alcuni mesi addietro “Leo Rugens” ha inaugurato una delle “sezioni elettroniche” in cui è diviso, chiamandola BIG PHARMA.

Da allora abbiamo scritto poco sull’argomento che è, viceversa, uno dei più complessi. Le possibili pandemie, ad esempio, riguardano la “convivenza” di miliardi di persone con altri “variegati” esseri viventi e la loro messa in “sicurezza”.  Proviamo ad avvicinarci a questo mondo (BIG PHARMA) cercando di dare un contributo alla conoscenza delle sue “regole” e ai macroscopici interessi che lo abitano. Per meglio comprendere la differenza che esiste tra epidemia e pandemia è sufficiente ricordare che ogni anno si verificano episodi di diffusione epidemica dell’influenza (quella cosiddetta stagionale) su scala mondiale, diversi per gravità ed estensione nelle aree colpite.

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Generalmente tutto inizia con dei piccoli focolai isolati, cui segue un aumento improvviso del numero dei casi, con un picco massimo dopo 3-4 settimane e una regressione spontanea del fenomeno dopo circa un altro mese. I tassi di infezione sono quanto mai eterogenei, variano da zona a zona e dipendono in larga parte dai livelli delle difese immunitarie presenti nella popolazione. Le pandemie, invece, sono epidemie influenzali molto ampie, che si verificano su scala mondiale, ma per ora in modo assai raro. Le pandemie sono enormemente più gravi e pericolose perché sono causate da virus molto diversi da ciò che il sistema immunitario ha già conosciuto. Un passaggio chiave per lo sviluppo delle pandemie umane è rappresentato dalla trasmissione del virus dagli animali all’uomo. Nel corso di una pandemia il tasso di infezione può essere molto elevato, tanto da vedere contagiato più del 50% della popolazione. Nel corso dell’ultimo secolo sono comparse più volte pandemie influenzali: l’influenza asiatica (russa) 1889-1890 con circa un milione di morti; la “Spagnola” 1918-1920 fece 30 milioni di morti; l’asiatica 1957-1958 (la presi anch’io) si limitò a 1,5 milione di morti; la Hong Kong 1968-1969 meno di un milione. Come si evince da questi numeri, le pandemie, non solo sono rare ma, fanno sempre meno morti.

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Di cosa dobbiamo preoccuparci ? Alla prossima puntata. 

Oreste Grani