Chi semina vento raccoglie tempesta o … peggio … teste mozzate!

Aversa terra avvelenata

Chi segue i ragionamenti che Leo Rugens fa dalla prima riga pubblicata, sa che i suoi redattori appartengono a quella ristretta cerchia di “ragionatori di cose complesse” che avevano previsto, non solo la “grande crisi finanziaria-politica-culturale” iniziata nel 2007, ma avevano indicato il momento più difficile per la comunità mondiale, nel triennio 2012-2013-2014.

Non c’è gusto e nessun compiacimento nella sottolineatura su chi avesse “torto complice” e chi ragione: oggi è tutto sotto gli occhi di tutti. Anche dei “cretini organizzati” che hanno preteso di guidare la Repubblica Italiana nella tempesta in corso. Mare agitato che, a quanto ci consta, nel 2014, ormai prossimo, girerà a “burrasca“. Non c’è, nell’attuale compagine governativa, un solo personaggio che possa produrre un libro, un intervento ad un convegno, una dichiarazione radiofonica, un saggio giornalistico, un trafiletto su un “blogghino” che attesti la sua capacità di pre-vedere e di saper navigare in mari tempestosi. Il silenzio assoluto o, peggio, per anni, dichiarazioni ottimistiche da veri “cazzoni-zuzzerelloni-tutto va bene madama la marchesa”.

Gente che oggi è primo ministro o, peggio, ministro della difesa o, “peggissimo”, ministro delle strategie economiche e finanziarie della stremata Italia, non ha uno straccio di prova da esibire di aver avuto capacità di pre-visione. Tenete conto che, da alcune settimane, questi destabilizzatori, questi terroristi associati a delinquere, vi dicono che si vede la luce della ripresa nel tunnel in cui ci hanno cacciato. Tenete conto che, viceversa e contestualmente, in queste ore, sono costretti a non smentire che il Tesoro non ha più soldi per pagare i fornitori. Gentarella a cui nessuno, se non i “responsabili di tutti i mali del mondo” organizzati da Giuseppe Grillo nel M5S, chiedono conto di tanta “vigliacca leggerezza” e incapacità. Sono dei veri incapaci ma, in alcuni casi, noi pensiamo che, questo “manipolo di eroi senza macchia e senza colpa”, potrebbe aver avuto “volontà” di tradire scientemente il Paese, a favore degli interessi dei nostri maggiori competitori geopolitici, spagnoli e francesi. Come un giorno si avrà prova, per noi di Leo Rugens, si tratta di “alto tradimento“. Il movente è, come si diceva un tempo, tutto nel motto “Francia o Spagna … purché se magna” e nella vanità di qualche onorificenza (leggi Legion d’Onore) concessa al momento opportuno.

Il 2014 sarà l’anno i cui i nodi verranno al pettine, come sta avvenendo, per primo, nel comparto strategico dell’intelligence di molti paesi al vertice della piramide del potere mondiale. Intelligence resa “stupida, incolta e sostanzialmente cieca” (come sosteniamo, in solitudine, dal 2006), per scelte indirizzate tutte verso la panacea tecnologica. Budget miliardari per organizzazioni onnivore, rese “obese e impotenti” dalla scelta arrogante e diabolica, di “voler sapere tutto di tutti”. Per poi, come è testimoniato dai tragici episodi in Tunisia, Libia, Egitto, Nigeria, Kenya non sapere “un cazzo di niente” un ora prima ma, sempre, un’ora dopo gli avvenimenti. Come nel caso “tutto italiano”, tragico per goffaggine e servilismo, del rapimento ed espulsione violenta della signora Alma Shalabayeva e di sua figlia. Ci sono voluti i “giovani inesperti” parlamentari del M5S in delegazione, per ridarci un po’ di dignità nazionale. Dignità e sovranità che il governo kazako ha, paradossalmente, ampiamente riconosciute proprio ai rappresentanti dell’opposizione eletti nelle fila del M5S.

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Meditate pochi e attenti lettori di Leo Rugens. Torniamo ai politici delinquenti. Di questa gente vogliamo le teste! Come nel caso denunciato dal criminale (quasi per bene rispetto a loro) Carmine Schiavone, per i rifiuti tossici interrati senza nessuna precauzione se non…di essere certi di essere pagati lautamente per uccidere innocenti e “a lento rilascio”. Come si fa con i ratti norvegesi. Ci trattano come “zoccole di fogna”. A lento rilascio come con il polonio che tanto ci fa inorridire quando si ritiene che lo usino dei terroristi cattivoni o gli 007. Vogliamo le teste di questi “politici” affaristi associati con la camorra! Che orrore, le “teste”! Cosa si vuole dire con questa richiesta perentoria? Vuole veramente decapitare qualcuno?  Ma allora, lei è un violentaccio giacobino e un vero Leo Rugens pronto a sbranare! Lei sì che è pericoloso! Non i complici di quei bravi ragazzi camorristi che si guadagnano il pane, con la complicità dei politici, locali e nazionali, interrando veleni ovunque! Tutta gente che, dopo aver “faticato la giornata” con i rifiuti, “rischia” i propri guadagni comprando droga (sa che non sempre si guadagna in questo “mercato” il 600% dell’investimento, come gli economisti di area governativa sanno) o “sbattendosi” per convincere qualche centinaio di minorenni o trans riottosi a prostituirsi “a poco” per venire incontro ai clienti, sempre più poveri. Poveri cristi i clienti in cerca di sfogo. Bisogna capirli: tra le “tasse governative per i rifiuti” (questi tosatori governativi, complici dei camorristi, sono anche ironici) e le slot mangia soldi, quanto gli può rimanere  in tasca per farsi fare il servizietto veloce in macchina? Soprattutto dopo aver messo benzina pagando l’accisa/addizionale per l’alluvione calabra del 1949!

Si, vogliamo le teste di tutti gli assassini annidati nella cosa pubblica, responsabili di questa strage continua di verità e di cittadini innocenti. Le stragi non sono solo quelle di “piazza Fontana” o della “stazione di Bologna”! Stragismo attuato coscientemente è stato e, come tale, deve essere trattato.

E così sarà.

Oreste Grani

 

Schiavone raccontò: “Rifiuti tossici sotterrati per sole 500mila lire”

“I Casalesi incassavano quei soldi per un trattamento che sarebbe dovuto costare almeno due milioni e mezzo”

13:03 – “I Casalesi, che hanno gestito il business dei rifiuti, hanno incassato fino a 500mila lire a fusto per smaltire nelle campagne il materiale che andava trattato in modo ben diverso e, ovviamente, con costi diversi”. E’ un’altra delle clamorose rivelazioni che arrivano dall’audizione del boss pentito Carmine Schiavone alla Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. I costi per un’operazione regolare sarebbero stati di due milioni e mezzo a fusto.

Schiavone raccontò: "Rifiuti tossici
sotterrati per sole 500mila lire"

Continuano ad emergere particolari raccapriccianti dall’audizione di Schiavone, fatta nel 1997 e rimasta segreta per anni per essere resa pubblica soltanto oggi.

Un vasto territorio fu degradato – Per smaltire questi fusti, disse Schiavone alla commissione, occorreva un’attrezzatura speciale, e i costi erano molto più alti. I clan della camorra si facevano carico invece dello smaltimento per sole cinquecentomila lire. In diversi anni i camion provenienti dal nord, ha aggiunto ancora Schiavone, avrebbero portato in zona di tonnellate di rifiuti.

“Le scorie arrivavano grazie a procacciatori” – A far giungere i rifiuti industriali scaricati per anni nelle campagne delle province di Caserta e di Napoli sono stati dei procacciatori, aveva detto ancora il boss pentito. Per Schiavone in alcuni circoli culturali di Arezzo e di Milano si sarebbero rinsaldati i rapporti per la gestione del ciclo di smaltimento di rifiuti industriali, tossici e così via.

Scarti smaltiti anche a trenta metri di profondità – I rifiuti venivano scaricati di notte e le pale meccaniche vi spargevano sopra del terreno. Ma talvolta la spazzatura finiva anche a 20 o a 30 metri di profondità, si apprende ancora dal racconto di Schiavone. Lungo la statale Domiziana, in vasche profonde anche 40 metri, negli anni è stato smaltito di tutto. Spazzatura che sulle carte sarebbe dovuta finire in discariche autorizzate. Sulle carte, secondo quanto ha raccontato Schiavone 16 anni fa, tutta l’operazione era regolare.

Si scaricava nei “laghetti” – Lungo il litorale domiziano si prelevava la sabbia, tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi dei Novanta, per confezionare il calcestruzzo e poi le vasche, indicati come i “laghetti”, venivano riempite di rifiuti.

Schiavone raccontò anche degli intrecci di interessi dei clan locali per la gestione del business dei rifiuti tossici ricordando che proprio in conseguenza del dragaggio della sabbia “vi era una potenzialità di scarico enorme”. Il boss pentito ha fatto anche riferimento a un evento accaduto nel mese di febbraio del 1991 quando un autista italo-americano rimase ferito agli occhi mentre stava scaricando alcuni fusti con sostanze nocive in un’area al confine tra i Comuni di Qualiano e Villaricca. In una cava della zona furono scaricati ben 520 fusti tossici