Scaroni Paolo, il boss dell’Eni, è sotto tiro di cecchini infallibili: Anonymous e M5S. Difficile, questa volta, salvarsi!

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foto di Alessandro Albert

Nel lontano febbraio del 1995, per i tipi della casa editrice Castelvecchi, usciva un libretto “Sabotaggio Elettronico“, con prefazione di Emanuele Bevilacqua che, ancora oggi mantiene la sua capacità di stimolo e riflessione. L’autore, “Critical Art Ensemble”, era una sigla collettiva dietro la quale si celavano importanti massmediologi americani, intenzionati a combattere lo strapotere dei gruppi d’interesse che si stavano impadronendo dei media, mettendo a rischio la democrazia. Il loro programma prevedeva l’abbandono delle vecchie armi della politica a favore di nuove forme di antagonismo tra cui, come rimedio estremo, il sabotaggio. Da allora le regole della resistenza politica e culturale sono ulteriormente cambiate e la rivoluzione tecnologica prodotta dal rapido sviluppo del “computer” e delle “immagini in movimento” ha creato una nuova geografia delle relazioni di potere: le persone sono ridotte a dati, la sorveglianza (vedi Datagate e altro) si sviluppa su scala mondiale, la mente si fonde nel flusso realtà-schermo, ed emerge un potere autoritario che fiorisce sul vuoto.

Così assistiamo a fenomeni di resistenza politica e culturale che, tipo Anonymous, si costituiscono in uno spazio elettronico. I nuovi oppositori spesso riescono a seminare il panico nelle fila/file degli avversari come, ci sembra stiano facendo con l’Eni/Saipem. Vi riportiamo una tempestiva segnalazione, a cura dell’attenta antenna elettronica Key4biz, notizia 220920, dell’attacco sferrato, in queste ore, da Anonymous contro il Gruppo ENI, guidato da Paolo Scaroni. Tra Giuseppe Grillo che non ci sembra abbia sparato, negli anni, molti colpi a vuoto (in realtà, nessuno) e i “cecchini” di Anonymous (altrettanto tiratori infallibili) ci sembra che, per Paolo Scaroni, il periodo residuo alla guida dell’Eni, si annunci tempestoso.

Leo Rugens

eSECURITY: Anonymous all’attacco di ENI, pubblicato materiale riservato

Lo avevano annunciato su tutti i canali di comunicazione online, da Facebook a Twitter, nonché attraverso il loro blog ufficiale, e alla fine Anonymous ha dato il via all’operazione Green Rights. Da stanotte, diverso materiale riservato e sensibile (mail, account, documenti, file di varia natura) appartenente all’ENI, ex Ente Nazionale Idrocarburi, è stato riversato in rete e offerto alla libera consultazione.

In particolare, i militanti di Anonymous hanno ‘hackerato’ la Saipem, controllata ENI, con il rilascio progressivo di leaks online che contengono dati in gran parte di poca importanza, ma allo stesso tempo relativi alle infrastrutture, alla logistica, alle basi operative della compagnia, ai suoi dipendenti, alle valutazioni tecniche, alle aziende partner di progetti. Una gran quantità di informazioni in decine di MB che, messe insieme, danno un quadro molto ordinato sull’ENI e il suo operato a livello globale, che magari possono nascondere qualche dato più riservato, facilmente individuabile da occhi esperti.

Dalla pagina del blog, Anonymous accusa l’ENI e la sua controllata di aver sistematicamente devastato diversi Paesi e causato la morte di milioni di persone per avvelenamento ambientale (acqua, animali, piante, terreni, aria): “Molti non conoscono il vero volto di ENI, società assetata di denaro, insanguinata, che porta con sè uno strascico di disastri ambientali e umani”. In un lungo post sono ricordati tutti gli orrori di cui è accusata la multinazionale italiana, da Molfetta a Taranto, dalla Toscana a Porto Torres. Numerosi anche gli esempi internazionali, tra cui il Congo e il Mar Caspio (Filanovsky Project).

A chiudere, gli attivisti ricordano: “Anonymous si batterà sempre contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo del quale ENI ed altre industrie sono responsabili, perciò pubblichiamo i vostri documenti con l’intento di dare un contributo alla lotta dei molti che rifiutano la vostra  brutale oppressione!”.

© 2013 Key4biz

(31 ottobre 2013, notizia 220920)