Il caso Moro e le cose che accadono in rete…

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Il 5 novembre appare in rete un post pubblicato da “Tirreno News II”: “Il blitz per salvare Moro era pronto, ma una telefonata del Viminale bloccò tutto” . Il post reca in fondo la nota: “Da https://leorugens.wordpress.com/2013/06/30/7692/“.

A seguito di ciò ci siamo sentiti in obbligo di scrivere alla rivista digitale quanto segue:

Gentili signori, nel tempo della “disinformazione permanente” e delle “misure attive diffamatorie” costruite appositamente, ci sembra inopportuno pubblicare notizie quali quelle che avete immesso nella rete sotto il titolo “Il bliz per salvare Moro era pronto, ma una telefonata del Viminale bloccò tutto”, attribuendole al nostro blog Leo Rugens.

Noi abbiamo scritto altro, come è verificabile a chiunque abbia buona volontà (vedi link). La materia è delicatissima e vi preghiamo di effettuare immediata rettifica o, altrimenti la rimozione dell’articolo, senza ulteriori indugi.

Avendo scelto di rielaborare solo una parte del post, per la precisione: “Moro poteva essere salvato. Il brigadiere Ladu racconta la sua verità”, avete escluso i ragionamenti di cui ci assumiamo la responsabilità e che portano la nostra firma. Il brano che avete pubblicato, attribuendocene la paternità, è una fonte aperta – “Articolo Tre” (vedi allegato) – e non porta, ovviamente, in calce, la nostra firma. L’omissione, cioè non avere citato la fonte (Articolo Tre) è avvenuta solo per un “refuso” elettronico. Comunque non firmato da noi. Per l’omissione ce ne scusiamo con voi e con i nostri lettori. Avendo fatto una scelta, avete pubblicato proprio quella parte del ragionamento che non era nostro. Ribadiamo, viceversa che tutto ciò che precede la firma Leo Rugens è farina del nostro sacco. 

Grazie anticipatamente.
La redazione di Leo Rugens