Il 1° dicembre, a Genova, Grillo si prepara a lasciare il segno

Warren McCulloch

Usiamo la “macchina del tempo” e andiamo indietro a quando Warren McCulloch si laureò in psicologia alla Colombia University, poi passò alla scuola di medicina della stessa università. Fatto l’internato al Bellevue Hospital, si specializzò nello studio dell’epilessia e delle lesioni celebrali. Dopo aver studiato per alcuni anni neurofisiologia alla Yale, si trasferì alla University of Illinois, dove diresse il Laboratorio di Ricerche teoriche del Dipartimento della Psichiatria. Nel 1952, infine, divenne membro del Laboratorio di Ricerca Elettronica del MIT e qui rimase per il resto dei suoi giorni. Morì nel 1969.

Walter Pitts

Figura eccentrica e originalissima, McCulloch non era un matematico, e questo è sicuramente il motivo per cui si associò a Walter Pitts, che lo era; quando pubblicarono il loro primo articolo scientifico (si dice che fosse pieno di errori!), Pitts aveva diciassette anni. Costretto ad abbandonare le scuole superiori dal padre, che voleva farlo lavorare, Pitts scappò di casa e alla fine si ritrovò a Chicago. Qui, secondo un aneddoto che McCulloch amava ricordare, il giovane Pitts passava lunghe ore, nel parco vicino all’Università, conversando di filosofia con un uomo che conosceva solo come “Bert”, e che poi si seppe essere, semplicemente, Bertrand Russell.

Bertrand Russell

Quando parlo di contaminazione, trasgressione, oltrepassamento, transdisciplinarità è a questo tipo di incontri e avvenimenti che mi riferisco.

È interessante notare che il grande von Neumann ravvisava un legame tra quelle ricerche e ciò che oggi si chiama intelligenza artificiale. Von Neumann subì profondamente l’influenza di quell’articolo scritto da McCulloch-Pitts nel 1943 intitolato “A logical calculus of Ideas Immanent in Nervous Activity”. Grazie all’interesse di von Neumann, quest’articolo, in breve tempo, divenne notissimo; ed è l’esempio di come un articolo profondo benché in parte errato possa avere, in campo scientifico, un’influenza assai maggiore di un articolo corretto ma meno significativo. Dopo aver letto l’articolo, scientificamente “inesatto”, von Neumann ne adottò le notazioni in gran parte dei lavori che scrisse in seguito sulla teoria degli automi. Di cui ancora usufruiamo.

Von Neumann

Con l’agire politico di Giuseppe Grillo sta avvenendo qualcosa di analogo: Grillo può avere torto (a volte o spesso) ma, nelle scienze politiche, lascerà il segno. Lui e non Matteo Renzi.

Grillo e i cittadini organizzati nel M5S, si propongono sulla scena del mondo politico (non circoscrivendo la loro azione ai confini nazionali) provando a mutare i paradigmi culturali che fino ad oggi hanno obbligato gli umani a accettare paradossi e oscene ingiustizie. La loro è, prevalentemente, un’azione tendente a mettere in discussione, se non in liquidazione, credenze accettate e condivise dalla comunità. Questo si intende per cambiamento di un paradigma. Certo, tutto si può dire meno che, l’agire dei cittadini organizzati nel M5S, dentro e fuori le istituzioni, non stia modificando una stereotipata scena politica e culturale, “accettata e condivisa”, in un “clima pre agonico” dell’Italia.

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Di giorno in giorno, le donne e gli uomini eletti liberamente nel M5S, sia pur con con i limiti e i segni di una “adolescenza” politico-culturale sbocciata nella e grazie alla rete, illustrano, a tutti noi, con parole e atti, gli abusi praticati da un oligarchia partitocratica, ignorante e autoreferenziale, travolgendo, nei fatti, le “imposture intellettuali” che gli “ultimi soldati giapponesi” al servizio dei parassiti di stato, provano a sciorinare, senza vergogna, recitando malamente termini tecnici e scientifici accompagnati da numeri totalmente inventati, allo scopo di continuare ad impressionare e, soprattutto, intimidire, i cittadini elettori. Tutto inutile.

Straziante e mortificante per loro, questo agire da impostori, se dovesse prolungarsi, potrebbe solo risultare pericoloso per tutta la comunità. Bisogna accelerare il passo.

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Il 1° dicembre 2013, nella Genova di Giuseppe Mazzini, sfidando la piazza più grande d’Italia, ci sarà il vero primo “controllo qualità” del M5S e della sua azione di richiamo alla responsabilità etica e storica, di chi pretende di guidare il Paese. M5S, compreso.

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Tutti a Genova

Oreste Grani