Io … Presidente del consiglio. Nel pomeriggio di sabato 9 novembre… ovvero come fu ordito l’inizio della fine

FRANCESCO COSSIGA

Gentili lettori, di seguito potete leggere perché considero Giulio Andreotti, anche da morto, un  perfido nemico della Repubblica Italiana.

Oggi 9 novembre 2013, a 39 (trentanove) anni da quegli avvenimenti, pubblico lo sfogo che Randolfo Pacciardi scrisse per denunciare il clima in cui Giulio Andreotti, volle precipitare la Repubblica. Lo “scommettitore incallito di corse di cavalli”, colluso storicamente con gli ambienti criminali mafiosi, si dimostrò un diabolico sabotatore/destabilizzatore della già fragile Italia. Il Paese, da quella data e per quella “messa in scena accusatoria”, cominciò a  scivolare verso la palude in cui ancora si trova;  preda del “caimano” prima e ora di chi vorrà divertirsi con Lei, “violentandola”.

Oreste Grani

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