Ma in mano a chi stiamo? A Goffredo Maria Bettini Rocchi Camerata Passionei Mazzoleni, spingitore di Matteo Renzi

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Per i pochi italiani che ancora dovessero ricordare il settimanale “satirico” Il MALE e le sue campagne politiche e iconoclastiche (“vincenti” come poi nessuno seppe più fare), oggi riporto un narcisistico particolare autobiografico: la campagna tendente ad evidenziare l’obesità di Bettino Craxi come elemento di segnale di gravi disturbi della personalità del dirigente politico socialista, fu una mia idea di cui rivendico ancora oggi il valore scientifico e profetico. Chiariamo subito, prima che mi diano del razzista o altro: tutti noi, comuni mortali (io stesso, nonostante il mio cuore malato e la colonna vertebrale offesa, sono un po “cicciottello”) abbiamo diritto a pesare quanto vogliamo o quanto i nostri processi di trasformazione determinano con la nostra complicità e debolezza. Questa affermazione (non proprio vera e onesta nei confronti di noi stessi e della collettività che deve pagare l’onere dei nostri malanni), non vale per le donne e gli uomini politici che rivelano, con la fame smodata e irrefrenabile, un aspetto del carattere che non si adatta alla “cosa pubblica”.

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Il nostro modello è ancora l’essenziale Alcide De Gasperi o, se vogliamo volare alto e lontano, Gandhi. Fame vera o metaforica che sia. Tanto è che di “eccessi” di ogni tipo (politici, alimentari, sessuali, affaristici) è morto il “Socialismo italiano” quando fu incarnato da Bettino Craxi e dalla sua corte famelica. Torniamo al Il Male e a quando passai libri (ad esempio di Albert Simeons, specialista in scienza dell’alimentazione, “Presumptuos Brain an Evolutionary Interpretation) ed altro materiale scientifico sulla obesità e sui disturbi che essa comporta, al geniale ing. Piero Lo Sardo (Zut) di cui altre volte ho scritto. Animatore della redazione della rivista, l'”intellettuale rinascimentale” (così amo chiamarlo e a cui devo, tra l’altro, la scoperta del valore storico della “Battaglia della Montagna Bianca”, Praga 1621) capì subito cosa intendessi suggerire indicando la questione del “peso craxista” e, non mollò più la presa.

La lunga e un po farraginosa premessa per introdurre il tema del “peso sproporzionato” di Goffredo Bettini nella vita politica italiana e quanto questo ingurgitatore di potere e cibo, ritenga di poter ancora “orchestrare” sul palcoscenico sgangherato della povera e violentata Italietta. Bettini, con altri vecchi e impomatati arnesi di cui vi ho già accennato, deve essere considerato uno dei massimi responsabili dell’eventuale catastrofe (peggio di come stiamo? Si, al peggio, non c’è mai fine!) che si delinea nell’ipotesi che gli “spingitori” riescano a rifilarci, come salvatore della Patria, il vanesio Matteo Renzi.

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Per i giovani lettori, inesperti di nomenclatura politica italiana , segue una breve scheda di Goffredo Bettini. Per tutto quello che si dice di indicibile di lui, rimandiamo a Dagospia, e alle allusioni (informate?) dell’ex Guardasigilli Clemente Mastella, specialista in questi approfondimenti. Soggiorni prolungati in Thailandia, compresi.

Lascio, a noi di Leo Rugens, viceversa, il solito compito di allertare i saggi e per niente sprovveduti cittadini organizzati nel M5S, perché vigilino sulla “bilancia” e sulla “amoralità” degli eccessi alimentari del gigante Bettini. Per la sua salute e quella della Repubblica.

Oreste Grani

Schermata 2013-11-13 a 16.03.28

Schermata 2013-11-13 a 16.03.01