Qui succede un “quarantotto”: in Basilicata ha votato (quasi!) il 48% degli aventi diritto al voto. Il comitato d’affari riesce, ancora una volta a impadronirsi del governatorato

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E così, uno dei tanti “Pittella” (Marcello) che fanno di professione “il politico”, sarà il Governatore della Basilicata. Nel frattempo, un altro, Gianni (sempre della stessa famiglia Pittella), ha fatto, fino a ieri, il “disturbatore” nelle primarie del PD, lautamente spesato (14.000 euro mese!) dalle casse del Moloch denominato, “Parlamento europeo”. Tempo addietro, mentre in Italia cadevano, mal pagati (forse, anche ingannati) servitori dello Stato sotto i colpi di farneticanti giovanotti e giovanotte (i terroristi delle Brigate Rosse), un altro Pittella (Domenico) riteneva suo dovere proteggere la pluriomicida Natalia Ligas (BR), ferita in uno scontro a fuoco nel giugno ’81, durante un attentato. Tutti parenti, padri e figli, radicati in quel territorio (calabro/lucano), nel quale, da secoli, ha modo di germogliare quella particolare pianta fatta di fusto, rizomi, radici profonde di chi ha una sola idea chiara in testa, la solita di sempre: l’esercizio del potere. Così, dall’élite di Adriano Lemmi, massone teorico del “partito dello Stato”, agli “stracciaculi” grezzi, pseudo colti, violenti, amici e protettori di stragisti, estensori e promotori del “Piano di rinascita democratica” ideato dalla P2 e dal materassaio che la dirige e la ispira da sempre (notare, cortesemente, il tempo presente), è ricorrente nella storia d’Italia la tentazione di mettere la “cosa pubblica” sotto il segno di una qualche obbedienza.

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Le “logge” hanno, ovviamente, tutto il diritto di esistere ma è opportuno che si dedichino al pieno sviluppo morale dei loro iniziati perché, divenuti “fratelli consapevoli”, sappiano, con l’esempio, “scavare profonde prigioni al vizio e innalzare templi alla virtù”. I “fratelli” e i loro “Maestri”, per quanto ne so io, dovrebbero, ispirandosi all’Universalità, dedicarsi a prepararsi alla vicinanza all’Umanità che soffre e che è offesa, quotidianamente, dagli arroganti, dai violenti, dai “ciucci presuntuosi”. A quanto ne so io, la finalità della Massoneria, dovrebbe essere quella di contrastare l’ingiustizia, l’intolleranza, l’ignoranza. Non mi sembra che questo faccia in Basilicata e in tutto il nostro Sud. Ma, forse, io prendo lucciole per lanterne. Quello a cui ho solo accennato è un dibattito ancora in corso dentro gli ambienti che ritengono di essere gli eredi della complessità che va sotto il nome di “Istituzione” e che, invece, nella sua quasi totalità, è frequentata da gentarella che confonde lo Stato con gli interessi parziali di chi “punta al sodo”. In questo caso specifico, al petrolio e alla “non equa” distribuzione delle ricchezze che genera. Questi “non luoghi” di dibattito politico e culturale trasparente hanno reso vano (sia pur nella parzialità di un minoritario 35% che è quanto, degli aventi diritto al voto, il Comitato d’affari, controlla in Basilicata, con artifizi clientelari e paure ancestrali), ancora una volta, il coraggio di pochi. Per ora gli astenuti, 52%, stanno a guardare.

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Il “localismo clientelare e partitocratico” (chiamo così la tentacolare rete del malaffare), ha messo  in difficoltà il MoVimento 5 Stelle. Prova che gli esponenti di quella realtà politica non si sono sporcate le mani con nessuna forma di  sottogoverno. Evidentemente, il Comitato d’affari è riuscito a rendere funzionale al proprio disegno anche i lucani per bene che, il 25 febbraio 2013, avevano votato/protestato (quasi il 25%) scegliendo Giuseppe Grillo e i cittadini organizzati nel M5S. Misteri misteriosi d’Italia! Per capire gli avvenimenti in corso, è opportuno, con la solita “Macchina del Tempo”, andarsene, senza paura, al 17 gennaio 1992 , trenta giorni prima dell’avvio di “Mani Pulite”, (17 febbraio, veniva arrestato di Mario Chiesa, PSI) (come vedete ci vuole poco per mettersi a fare i dietrologi) e a quando, gli amici dichiarati di Licio Gelli, Domenico Pittella (PSI) e Enrico Viciconte, fondarono la “Lega italiana-Lega delle Leghe” con un guazzabuglio di personaggi provenienti dal MSI, dal Movimento lucano aderente alla Lega nazionalpopolare a sua volta fondata da Stefano delle Chiaie e, dulcis in fundo, dalla Lega Sud di Calabria. A questi signori, noti per l’alto senso dello Stato, si unirono, udite udite, anche i fondatori del cosiddetto “Partito di Dio” di tale Mauro Boccone di cui continuo a cercare tracce e attività politica. Che non trovo, nonostante la formazione politica fosse, come dice il nome scelto, “ispirata dall’alto”. L’ispirazione divina deve aver lasciato terreno fertile, tra Matera e Potenza, se la Basilicata è riuscita, nelle “regionali del 2010”, a dare l’8% dei voti espressi, a un “aizzatore di conflitti esasperati” quale Magdi Allam, già giornalista di “Repubblica”, una volta credente in Allah, una volta solo in Cristo e che oggi, non si sa bene cosa faccia o in cosa creda. Terra strana quindi, la Lucania che quasi non si è accorta, in questa tornata elettorale, che il Ministro degli Esteri, Emma Bonino (il numero due del Governo!), si è candidata al Consiglio Regionale. In questo crogiolo alchemico politico e “minerale”, un dato, comunque emerge e, ciò che sembrava impossibile che accadesse è avvenuto: la maggioranza dei Lucani inconsapevolmente (?) incazzati neri come nero è il petrolio, hanno invalidato, di fatto, il sistema partitocratico affaristico che oggi pretende di amministrare la cosa pubblica e i loro destini. Ora, dopo questo gesto inequivocabile (più della metà degli aventi diritto al voto non si è avvalso del proprio diritto), in Italia, la strada verso la democrazia compiuta è meno in salita e, certamente affrontabile. Tempi duri per chi riteneva di poter disporre, a proprio piacimento, di ciò che è della Repubblica e dei suoi cittadini. Anche perché, Leo Rugens e i suoi fedeli amici, hanno deciso di non distrarsi, in tempi tanto difficili e di povertà diffusa, rispetto a quanto Eni, Total e “istituzioni” varie fra di loro complici, pensano di poter continuare a fare, indisturbati. Anche aiutando, con opportuni consigli e riflessioni, i cittadini onesti organizzatisi nel M5S.

Leo Rugens

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