Il Papa è in pericolo? Il caso Shalabayeva non è chiuso? Di queste complessità, da mesi, ci occupiamo. Con “vibrante” soddisfazione

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Michael Parkes

La programmazione televisiva di ieri sera, 25 novembre 2013, (“8 1/2” di Lilly Gruber con ospite, il nostro mito Nicola Gratteri e “Report” di Milena Gabanelli dedicato, per metà, al caso Alma Shalabayeva e di sua figlia) ci ha  lasciato una strana sensazione “dicotomica”, di luci ed ombre: ad “8 1/2” si è delineata, con chiarezza, la realizzazione del sogno/desiderio espresso il 6 ottobre 2013 nel post pubblicato sotto il titolo “SOGNO UN TRIANGOLO INTELLIGENTE AL SERVIZIO DELLA LEGALITÀ: PAPA FRANCESCO, NICOLA GRATTERI ED ENRICO LETTA” e che oggi riproponiamo in un narcisistico confronto con le dichiarazioni del “consulente” governativo, calabrese di qualità, che più incarna la figura del servitore dello Stato, così come noi la concepiamo.

Aspettiamo l’ulteriore passo della possibile collaborazione dello Stato italiano, a protezione della persona e delle azioni di papa Francesco, con la chiusura di quel triangolo che abbiamo auspicato. È opportuno definire “narcisistica” l’attività di “raffronto e riscontro” fra ciò che abbiamo scritto il 6 ottobre 2013 e quanto è stato detto nella trasmissione di ieri sera, per non chiamarla come, onestamente, andrebbe definita: “capacità di delineare scenari possibili”. Pensateci voi, pochi e onesti lettori, a dare un nome alla nostra attività e a parlar bene di Leo Rugens. Comunque siamo veramente felici per l’accaduto.

Libro Shalabayeva

Viceversa, la serata è rimasta in ombra e con un po’ di amaro in bocca, per quanto riguarda la trasmissione “Report”. Vi invito, pertanto, a comprare l’e-book di Alberto Massari “Shalabayeva. Il caso non è chiuso” e a riscontrare se una sola cosa detta in trasmissione, non fosse già stata scritta, da mesi, in quel testo. Se si eccettua la parentesi canterina, in perfetto italiano, della deliziosa piccola “rapita” (la figlia della Shalabayeva), la Gabanelli non ha aggiunto niente di nuovo a quanto non avessero già detto i rappresentanti del M5S andati tempestivamente in Kazakistan a verificare lo stato delle cose, il blogger, tra i più autorevoli in politica estera, Antonio De Martini con il suo “Corriere della Collera“, Antonio Stango (radicale e analista esperto di questioni kazake, come pochi) e, ovviamente, Alberto Massari autore del libro già citato, primo a mettere a punto in questa intricata vicenda, la teoria “scacchistica” del “sacrificio”, cosciente, della Regina Alma.

figlia Shalabayeva

Giriamo pagina. Finalmente, sembra che la signora ministra Emma Bonino, prenda in mano la situazione (forse ben consigliata proprio da Antonio Stango, suo compagno di avventura politica negli anni d’oro del Partito Radicale Trasnazionale) e si decida a porre anche in sede europea, la questione del rientro in Italia delle due “donne”, inopportunamente “scaraventate” sul fatale aeromobile affittato, in fretta e furia, perché venissero, seduta stante, trasferite e messe sotto la “tutela” del maggiore avversario politico del loro padre e marito. Ritengo che sia chiaro ormai, a tutti gli uomini in buona fede, che i comportamenti delle nostre strutture preposte alla sicurezza dello Stato, nel migliore dei casi, “non ci hanno capito niente”, muovendosi come goffi elefanti nel “negozio di cristalleria” denominato, “Grande gioco”.

Perché di questo (cioè di una delicatissima questione geopolitica riguardante la sicurezza nazionale) si tratta e non di una “caccia al ladro” come hanno voluto farci credere, sin dall’inizio. O, meglio, “farvi” credere, perché, viceversa, per noi di Leo Rugens, la cosa ha avuto subito odore di bruciato. E, infatti, spinti dal nostro fiuto, ci siamo dedicati (dal giugno 2013), non tanto “alla caccia al ladro” che non era di nostra competenza ma, ad approfondire chi stesse tradendo l’Italia, tradendo così, come al solito, gli interessi della collettività. Perché agli interessi della stremata Italia questi non trasparenti rapporti con il ricchissimo Kazakistan, fanno da sfondo. Come ha ben delineato Alberto Massari, è la dirigenza dell’ENI che fa diplomazia in quei paesi e spesso non nello spirito patriottico che animava Enrico Mattei. Dall’aria che tira, abbiamo la sensazione di essere riusciti a richiamare l’attenzione di chi di dovere, certi di aver resa edotta, sin dal primo momento, attraverso un canale, prudentemente carsico, l’autorità repubblicana. L’azione giudiziaria in corso, potrebbe consentire il ristabilimento della verità e, fornendo le prove di chi lavora, per incompetenza o dolo, sempre, per qualunque altro interesse e padrone, tranne che per l’Italia.

Oreste Grani

SOGNO UN TRIANGOLO INTELLIGENTE AL SERVIZIO DELLA LEGALITÀ: PAPA FRANCESCO, NICOLA GRATTERI ED ENRICO LETTA

L'udienza generale del Mercoledì di Papa Francesco

Uscito di scena il pericolo pubblico n. 1 Berlusconi Silvio, tocca ad Enrico Letta pentirsi. Continua, invece, il silenzio assoluto di questo Governo sull’economia criminale.

A tal proposito, sarebbe interessante provocare un incontro tra il magistrato anti-’ndrangheta, Nicola Gratteri e l’attuale presidente del Consiglio, Enrico Letta, ambasciatore in Italia del Club Bildelberg e alleato, tra i più fedeli, tramite la Fondazione veDrò, di riciclatori “legali” di soldi quali, Lottomatica e Snai. Anni addietro, il dottor Gratteri, persona competente come pochi in materia di lotta ai criminali, ebbe modo di ascoltare un’intercettazione telefonica, in stretto dialetto calabrese (il magistrato non ha bisogno di “traduttori” perché è lui stesso calabrese) in cui, due uomini ridevano perché, per lungo tempo, avevano dimenticato dove avevano sotterrato 2 miliardi di lire in contanti. Quando i tipacci se ne ricordarono, scoprirono che le banconote erano state rosicchiate dalle talpe o erano marcite. I due ridevano spontanei, sinceri e indifferenti al danno subito, perché, per le mafie, i soldi non sono mai stati un problema.

Lo sono per gli Italiani che hanno impegni con la Comunità Europea per i prossimi 100 anni, ma non certo per chi vive di prostituzione, droga, sparizione di rifiuti pericolosi e di “fondi europei” che vengono acchiappati sempre dai soliti noti; gente, i mafiosi e i loro alleati, che vive di riciclaggio di denaro sporco grazie alle banche, ai “compro oro” e, anche, alla “monetina per monetina”, infilata nelle slot, rese lecite dagli “amici degli amici”.

I deputati e i senatori, opportunamente reclutati, trasversalmente nei partiti, hanno legiferato, infatti, disciplinatamente, perché le macchinette fossero distribuite, capillarmente sul territorio nazionale, e rese legali, proprio dai “piazzisti”, amici e sponsor di veDrò, il pensatoio delle strategie che guidano le politiche del Governo-Letta. Non ci sembra una buona compagnia.

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Nicola Gratteri

Nicola Gratteri, per i modi semplici, uniti ad un linguaggio di facile comprensione per chiunque, per i trasparenti valori etici a cui fa riferimento nel suo agire quotidiano al servizio della Repubblica, mi ricorda Papa Francesco. Il sogno è che, il magistrato onesto (ovviamente non solo lui), possa, un giorno non lontano, (fido nell’intelligenza di chi mi legge, quotidianamente, dall’interno della Città del Vaticano)  spiegare, al Papa gesuita/francescano, di cosa si parla quando si dice, da troppi anni inutilmente, che lo Stato italiano, deve mettercela tutta per aiutare i suoi fedeli servitori a sconfiggere il Male.

Non è andata sempre così: in Italia, per troppi anni, la Mafia non esisteva e, comunque c’erano uomini di governo che usavano spesso l’espressione….”non esageriamo”! Alla lotta al Male, al “contrasto” alle mafie, Papa Francesco ha dato un primo aiuto forte, pulito, di facile lettura, con la messa in trasparenza dello IOR. Quello che era di Sua competenza, lo ha fatto. Così come lo stanno facendo Famiglia Cristiana, L’Avvenire e tanti onesti religiosi impegnati nella battaglia contro il gioco d’azzardo, rovina donne e uomini deboli, lasciati soli con la loro dipendenza e, alla fine, sostanzialmente, disperati.

Ora aspettiamo un rapido e profondo pentimento del ragazzo per bene Letta Enrico (almeno relativo alla “debolezza” per il denaro che veDrò ha ricevuto dalla Lottomatica e dalla Snai). Dopo la presenza, quale Capo del Governo, ad Assisi e l’apertura sull’Italia che gli ha fatto Papa Francesco, io non ci penserei due volte, se fossi Letta Enrico, a chiedere udienza e a pentirmi per le cattive compagnie frequentate, in Italia e all’estero. Ricordando, con la dovuta attenzione, che Papa Bergoglio, ha  già dichiarato: “non sono mai stato di destra”.

Lo “stargate” verso un futuro con la coscienza tranquilla per Enrico Letta, si potrebbe chiudere, improvvisamente, come tutti gli “stargate”. E, a volte, come nei film di fantascienza, queste porte-ponte, non si riaprono più.

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Per riassumere: prima Nicola Gratteri apre gli occhi all’ingenuo/peccatore Enrico Letta; poi, chi di dovere in Vaticano, organizza un incontro tra “simili” (il magistrato nemico delle mafie e il Papa che ha smantellato lo IOR “lavanderia”); in fine, viene fatto accedere Enrico Letta, pronto a pentirsi dei peccati commessi.

L’Italia, con la messa al bando delle “macchinette rovina famiglie”, aprirebbe una stagione storica e culturalmente unica. Il buco per le casse dell’Erario, si può coprire facilmente: basta chiedere come fare, a  Gratteri e ai tanti suoi onesti colleghi che si battono, tutti i giorni, a rischio della propria vita e di quella dei familiari, contro le centrali dell’illecito e della violenza spietata.

In più, ci sono sempre gli inutili F35.

In via subordinata, un vero taglio agli stipendi dei politici. Ultimo ma non ultimo, un robusto contrasto (anche in questo caso, Nicola Gratteri e simili, possono essere utili) ai ladrocini che si attuano, intorno alla cosa pubblica, vedi TAV in Toscana o le imminenti (a ore!) denunce, preparate dagli esponenti del M5S, sugli sperperi attuati, da sempre, alla Regione Lazio. Basta!  Chi sono io per andare oltre?

Al resto  ci deve pensare Letta Enrico ora che dice di essersi liberato di Berlusconi. Ci faccia vedere, subito, che si vuole liberare anche dello stile di governo berlusconiano, dei sussurratori, dei burattinai e dei burattini ancora in mano agli avanzi di quel mondo pseudo-massonico che non consente all’Italia di definire una sua identità morale, attenta agli ultimi, capace di trovare una onesta e intelligente posizione geo politica, post “caduta del muro di Berlino e riunificazione della Germania”.

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L’Italia deve cominciare a cercare una identità e quella sovranità nazionale che le consenta di agire per la giusta e necessaria Pace nel Mondo ed, in particolare modo, per la convivenza civile e operosa, nel vicino e amato Mediterraneo. Difficile, diversamente, portare il lutto per i nostri fratelli annegati ed essere capaci, conseguentemente, di elaborare questo dolore.

Il tutto, senza ipocrisie o, peggio, senza veri e propri tradimenti della Verità. Impossibile essere autorevoli e guidare un Paese in difficoltà quando, troppo spesso, in pubblico, i cittadini organizzati nel M5S, ti danno del bugiardo. Potrebbero avere ragione loro.

Oreste Grani