Mentre il Mondo prova ad affrontare le complessità in Italia finisce sempre tutto a puttane

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Abbiate pazienza e provate a leggere queste tre notizie tenendole strettamente in rapporto fra di loro. Provate, inoltre, ad estrarre ciò che c’è ma… non si vede! Buon lavoro.

1)

I servizi segreti russi (Fsb), (tenete conto che non si chiama più KGB ma sono sostanzialmente la stessa cosa anzi…) hanno raccomandato ai funzionari amministrativi locali di non usare i servizi di messaggeria stranieri, in particolare le caselle di posta elettronica Gmail. Una decisione, riferisce il quotidiano Izvestia (tenete conto che già sotto Stalin, l’IZVESTIA svolgeva il ruolo, specifico, della “trombetta ” dei Servizi Segreti sovietici), raggiunta dopo le rivelazioni sui programmi americani di sorveglianza da parte di Edward Snowden, l’ex agente della Nsa Usa che ha ricevuto asilo politico in Russia. Secondo il giornale, i dirigenti russi usano abitualmente e in maniera massiccia Gmail e altri server di posta elettronica straniera. Già due anni fa l’Fsb aveva lanciato l’allarme per la sicurezza del Paese derivante a suo avviso dalla posta elettronica Gmail e Hotmail nonché dal sistema telefonico online Skype. Dal Cremlino allora era arrivata una doccia fredda. Ora però, dopo il Datagate, si corre ai ripari o almeno si tenta di limitare i rischi di possibili intrusioni nei segreti militari russi e i servizi segreti cominciano col raccomandare di non usare le caselle di posta straniere.

2)

Wikileaks. Wp, Assange non puo’ essere processato negli Stati Uniti

(ASCA) – Roma, 27 nov – Incriminare il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, negli Stati Uniti “significherebbe portare in tribunale anche quotidiani come il New York Times, il Washington Post e il britannico Guardian”. Per questo motivo, “il dipartimento di Giustizia Usa sembra sempre meno propenso ad accusare Assange per avere pubblicato documenti diplomatici riservati e materiale militare top secret cosi’ come hanno fatto alcuni organi di stampa”.

Lo scrive oggi il Washington Post, secondo cui l’unico modo per incriminare Assange “richiederebbe che sia implicato in altre attivita’ criminali negli Stati Uniti”.

“Il problema che il dipartimento di Giustizia ha sempre avuto nell’indagare su Assange e’ che non c’e’ alcun modo di perseguirlo per aver pubblicato informazioni riservate, senza fare altrettanto con i giornalisti”, ha spiegato al Wp l’ex portavoce del dipartimento di Giustizia Usa, Matthew Miller. “Se non si incriminano giornalisti per avere pubblicato informazioni riservate, cosa che il dipartimento di Giustizia non fa, allora non c’e’ alcun modo di perseguire Assange”, ha concluso l’ex portavoce Miller. (fonte AFP).

Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

3)

«Ecco i manager e i politici corrotti con i fondi neri»

Sabatino Stornelli, ex ad di Selex service managment

Sabatino Stornelli, ex ad di Selex service managmentROMA – Soldi «in nero» ricavati con le sovrafatturazioni che servivano a finanziare la politica. Milioni di euro elargiti a parlamentari e manager grazie ai costi gonfiati degli appalti. Imprese «amiche» che dovevano vincere le gare, segnalate dagli stessi manager, ma anche dagli alti dirigenti dei ministeri coinvolti nei progetti. Sono soltanto alcune delle rivelazioni messe a verbale da Sabatino Stornelli, l’ex amministratore della «Selex service management» controllata da Finmeccanica, arrestato la primavera scorsa nell’ambito dell’inchiesta sul sistema di monitoraggio dei rifiuti, e di suo fratello Maurizio. E adesso le verifiche dei magistrati di Napoli e Roma si concentrano sui nomi e sulle circostanze contenute nei verbali che entrambi hanno riempito in questi mesi. Un lavoro effettuato in piena collaborazione tra i due ufficiali giudiziari, che avrebbe già consentito di trovare riscontro rispetto ad alcuni fatti narrati. E nei prossimi giorni potrebbe portare a nuovi e clamorosi sviluppi.

È il 18 aprile quando i due fratelli finiscono in carcere con l’accusa di corruzione, sospettati di aver gestito il giro di tangenti pagate per il Sistri, sistema satellitare di tracciabilità dei rifiuti costato oltre 400 milioni di euro e mai entrato in funzione. Gli uomini della Guardia di Finanza di Napoli guidati dal colonnello Nicola Altieri ricostruiscono il percorso dei soldi, individuano le aziende beneficiate da lavori in subappalto dal valore di milioni di euro che in realtà non hanno mai rispettato i contratti, identificano la «rete» dei funzionari di Stato che avrebbe consentito di snellire le procedure aggirando i controlli.

Qualche settimana dopo Sabatino e Maurizio Stornelli accettano di rispondere alle domande dei pubblici ministeri. Rivelano quali ditte abbiano accettato la sovrafatturazione per creare le provviste illecite e tra gli altri indicano «le società che fanno capo a Nicola Lobriglio». Indicano i nomi dei politici destinatari delle tangenti e forniscono elementi e dettagli per consentire agli inquirenti di far scattare gli accertamenti sull’effettivo passaggio di denaro. E svelano come «per l’affare Sistri c’era l’interesse della “Gsp Holding” gestita da Giovanni Sabetti che in realtà è un uomo legato al senatore Sergio De Gregorio». 

Una delle aziende maggiormente tenute in considerazione in questo sistema di assegnazione delle commesse è, secondo gli Stornelli, la Italgo di Anselmo Galbusera. «La video-sorveglianza delle discariche – si legge in uno dei nuovi verbali – è stata subappaltata ad una società di Elsag Datamat gestita da Francesco Subbioni che a sua volta l’ha affidata ad Anselmo Galbusera con la Italgo. Italgo mi venne imposta da Lorenzo Borgogni e Luigi Bisignani. La società è gestita da Galbusera che fa capo a Bisignani».

Esattamente lo stesso schema utilizzato, secondo l’accusa, nel 2010 per l’assegnazione dell’appalto sulla sicurezza delle comunicazioni di palazzo Chigi: la Italgo associata alla Selex service Management, grazie alla mediazione di Bisignani, se lo sarebbe aggiudicato illecitamente in cambio di favori al capo dipartimento della Presidenza del Consiglio, il generale Antonio Ragusa. In particolare «l’assunzione del figlio in Finmeccanica e la concessione di alcuni subappalti a ditte che a lui facevano capo». Tra le società che compaiono nell’indagine c’è anche la Micheli Associati spa che fa capo al finanziere Francesco Micheli, attuale vicepresidente dell’Abi. L’azienda figura infatti tra i soci della Italgo e secondo l’ex presidente del Poligrafico Roberto Mazzei, che di Bisignani è stato socio e amico, «Micheli è molto legato a Bisignani ed è socio di maggioranza di Italgo». 

Altro capitolo che i magistrati stanno esplorando riguarda la gestione degli appalti da parte del Ministero dell’Ambiente. Secondo Stornelli alcune ditte da far lavorare «mi furono imposte dal direttore generale Luigi Pelaggi», già comparso anche nell’inchiesta sull’Ilva per i suoi rapporti con la famiglia. Anche su questo il manager ha fornito nomi e circostanze che vengono adesso esaminate, soprattutto tenendo conto che il dicastero doveva essere il supervisore del progetto Sistri, assicurandone il funzionamento. Nel 2009 si decise che il sistema dovesse essere protetto apponendo il segreto di Stato. Ufficialmente il provvedimento doveva servire ad agevolare le procedure. In realtà il sospetto è che quel vincolo sia stato utilizzato per aggirare i controlli.  I fratelli Stornelli sono anche accusati di aver ottenuto a prezzi stracciati numerose case di Propaganda Fide. Affitti che in alcuni casi non raggiungevano gli 80 euro mensili per dimore da sogno nei quartieri più esclusivi di Roma che erano stati assegnati a loro oppure a alle loro amanti. Ma su questo non hanno voluto fornire alcun elemento avvalendosi della facoltà di non rispondere. 

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Perché vi ho invitato a tenere in stretto rapporto queste tre notizie? Le prime due, spero vi siano chiarissime le relazioni di sostanza e le “contaminazioni culturali” che ne nascono: nuovamente (ma quando mai ci si è fidati nel Grande Gioco?), nessuno si fida più di nessuno. La storia, invece, dei soliti approfittatori italiani, sempre più assomiglianti ad Alberto Sordi (a guardare Sabatino Stornelli) che a Michail Caine, non vi deve annoiare, nell’apparente ripetitività e, anzi, deve spingere i brillanti patrioti organizzati nel M5S, a non distrarsi, nemmeno un minuto, da queste vicende, pena perdere l’opportunità di una vera e propria rivoluzione “copernicana” nel settore della sicurezza nazionale. Bene quindi l’incontro con Assange per l’implicita e doverosa scelta di campo ma, coraggiosamente, giovani e onesti “cittadini” non mollate  “un centimetro”, sulla strada che vi porta  gli “armadi” che qualcuno vi tiene serrati quasi fossero (e lo sono!) il “Vaso di Pandora“. Bisogna romperlo quel vaso o, la libertà per gli Italiani onesti, rimarrà una chimera.

Intanto, mi permetto di far seguire, a questo incipit, alcune considerazioni di approfondimento sul tema Sistri ancora, sostanzialmente (se non ci pensassero i magistrati …), un vero tabù (se non un buco nero), pericolosissimo! Il metodo trasparente e di reciproca garanzia è sempre lo stesso: via telematica, alla vostra posta elettronica. Così, come insegnano i maestri Assange/Snowden, tutti sanno tutto e nulla è più rimovibile. Anche perché in Italia, per ora, non comanda Putin e il suo FSB (alias KGB). È iniziata la quarta rivoluzione informatica innescata dal grande matematico Alan Mathison Turing e “studiata”, con straordinaria raffinatezza intellettuale, dal Prof. Luciano Floridi, mente superiore, filosofo dell’informatica, di cui mi prefiggo di parlarvi quanto prima. Intanto andatevelo a cercare, nell’amica rete.

Oreste Grani

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Prima parte di un documento, lungo e complesso, solo apparentemente datato, che, letto con la dovuta attenzione, può aiutare i lettori di Leo Rugens a far luce su un mondo, quello dei rifiuti, intorno al quale si giocherà parte preponderante della necessaria Strategia di Sicurezza Nazionale.

SISTRI 

Obiettivo del sistema 

Il Sistri è il sistema nazionale di tracciabilità dei rifiuti, che consente di verificare la correttezza delle procedure tecniche ed amministrative previste dalla relativa normativa appositamente emanata. In estrema sintesi, il sistema prevede la progressiva sostituzione della documentazione cartacea (es.: “FIR”, “MUD”, ecc.), in favore di modulistica elettronica compilabile accedendo (secondo ruolo e relativi permessi) all’apposito portale Sistri (o mediante l’utilizzo dei servizi di interoperabilità messi a disposizione, che permettono ai sistemi applicativi dei clienti di interagire con Sistri anche senza coinvolgimento di attività manuali), ed il tracciamento del percorso effettivamente seguito dal veicolo durante il trasporto dei rifiuti, per verificare la correttezza dei percorsi stessi e, soprattutto, il comportamento effettivamente tenuto (sia in fase di carico e scarico, sia nei tragitti).  A tal proposito, vale la pena sottolineare come il Sistri non introduca particolari modifiche (né normative, né procedurali) rispetto alle procedure esistenti, bensì si proponga semplicemente di digitalizzare le modalità di produzione e scambio informativo: di conseguenza, paiono ormai1 in buona parte strumentali le rimostranze da più parti sollevate, soprattutto in considerazione del fatto che, a fronte di un oggettivo “onere di avviamento” inizialmente da sopportare, poi le singole operazioni non risultano affatto penalizzate (né in termini organizzativi, né in termini di tempo necessario ad evaderle), quantomeno se paragonate alle analoghe operazioni “corrette” (viceversa, possono comportare dei reali “oneri aggiuntivi” solo rispetto ad eventuali “scorciatoie” o, peggio ancora, “omissioni” o “deleghe improprie” che, seppure non consentite neppure oggi, l’attuale sistema cartaceo non riesce a scoraggiare in modo adeguato). 

Di contro, il nuovo sistema – peraltro perfettamente coerente con il naturale trend che sta progressivamente coinvolgendo la moderna gestione dei flussi informativi nei più disparati contesti applicativi – consente una serie di importanti vantaggi, fra cui: 

– La possibilità di acquisire in tempo reale, e conseguentemente di analizzare in tempi molto contenuti, i dati relativi alla produzione ed alla gestione dei rifiuti, speciali e non. Questo consente finalmente di poter realmente tracciare i flussi informativi in tempi utili sia alla individuazione immediata o quasi di possibili anomalie (potenzialmente indici di eventuali comportamenti illegittimi), sia alla analisi massiva dei dati acquisiti ed al loro “incrocio” con eventuali altri dati, utili all’identificazione di più complesse “anomalie strutturali” (che possono andare oltre il mero ambito della gestione dei rifiuti) o anche solo di inefficienze e/o processi migliorabili. 

Si noti che tali dati sono teoricamente desumibili anche dal cartaceo (ovvero nel contesto attualmente in essere), ma con inevitabili ritardi abbinati ad enormi difficoltà procedurali (si pensi che, essendo il FIR ed il MUD le sorgenti cartacee utili ai fini rispettivamente dei riscontri “singoli” ed “annuali”, ciò comporta la necessità di raccogliere, a più livelli, tali sorgenti fisiche, trasferirne i contenuti in sistemi elettronici – con gli inevitabili errori di trascrizione e/o trasmissione, predisporne le opportune aggregazioni e/o elaborazioni, ecc.). Di conseguenza, anche prescindendo da eventuali comportamenti fraudolenti (che il cartaceo rende più difficile combattere), gli eventuali “controlli” possono essere effettuati solo “ex-post” e solo dopo molto tempo (si pensi, ad esempio, che ISPRA oggi riesce ad avere dati aggregati sui quali poter effettuare controlli e valutazioni con almeno 2 anni di ritardo rispetto ai rispettivi accadimenti!): è pertanto evidente come solo in via puramente teorica tali dati possano essere realmente utilizzati ai fini degli scopi di cui in premessa (lotta all’illegalità, eventuali premialità per chi si “comporta bene”, incrocio con altre banche dati per controllo di gestione, ecc.).  

– Una notevole riduzione, a regime, dei costi di gestione, grazie alla quasi completa eliminazione del cartaceo, che comporta, ad esempio: 

• L’eliminazione dei costi di stampa di registri e modulistica varia, relativi controlli e vidimazioni, ecc. 

 • Eliminazione dei costi di stoccaggio ed archiviazione fisica (a favore della più sicura ed economica archiviazione digitale). 

Da stime preliminari, tali risparmi dovrebbero ampiamente compensare, nel tempo, sia i costi sostenuti dalle aziende per l’iscrizione e l’utilizzo del sistema, sia i costi di gestione dello stesso (infrastrutture e servizi). 

– Maggiore facilità di elaborazione dati e loro utilizzo a fini non solo di monitoraggio e controllo, ma anche di analisi statistiche (volte anche all’individuazione di eventuali necessità latenti, come l’insufficienza di eventuali infrastrutture di trattamento/smaltimento). 

È quasi superfluo sottolineare quanto tutto ciò possa agevolare la lotta ai comportamenti illeciti (ecomafie, ecc.), fermo restando che un sistema di tracciabilità non può evidentemente sopperire del tutto a forme di illegalità come, giusto quale esempio, le false dichiarazioni sul tipo e/o sul peso del rifiuto trasportato (allo scopo di smaltirne illegalmente delle parti) o il ricorso a soggetti esteri “fittizi” preposti allo scopo: aspetti che, in ogni caso, un sistema di tracciamento fine come il SISTRI rende comunque molto meno “facile”, sia agevolando i controlli in tempo reale (per gli accertamenti “in flagranza”), sia consentendo attività di business intelligence sui dati via via acquisiti. 

Da ultimo, va sottolineato come il recepimento di precise direttive UE in materia di gestione e trattamento dei rifiuti (es.: direttiva 2008/98/CE) avrebbero comunque comportato adeguamenti ed oneri aggiuntivi, che il Sistri ricomprende e, anzi, rende automaticamente soddisfatti in modo assai più naturale rispetto a quanto eventualmente ipotizzabile in sua assenza (ovvero con riferimento all’attuale scenario di gestione cartacea e relativi adempimenti aggiuntivi). 

Iter di progetto 

Committente:  Ministero dell’Ambiente 

Utenti

• Soggetti interessati dalla normativa: oltre 300.000 Aziende, che includono: “produttori” (tutti coloro che producono rifiuti la cui gestione è soggetta alla relativa normativa), “trasportatori” (soggetti preposti al trasporto dei suddetti rifiuti), “gestori” (soggetti preposto al trattamento dei suddetti rifiuti) e varie tipologie di figure “miste” 

• Utenti Istituzionali: (i) il Ministero che si avvarrà degli output del Sistri per raccogliere i dati relativi ai rifiuti oggetto dell’apposita normativa (in progressiva sostituzione dei dati precedentemente raccolti per via cartacea): (ii) coloro che utilizzeranno i report del Sistri per controllare il rispetto della normativa (es.: il NOE, ecc.) e, se del caso, per ottenere i dati necessari agli approfondimenti del caso 

Fornitore

Il Fornitore del Ministero è Finmeccanica. In particolare, l’appalto è stato a suo tempo assegnato alla società Selex Service Management (che attualmente – a seguito del riassetto, ancora in corso, del Gruppo Finmeccanica – è detenuta, per la quota di controllo, da Selex Elsag, sempre del Gruppo Finmeccanica, che dunque deve oggi intendersi come l’interlocutore di riferimento). In termini funzionali, attualmente il progetto fa capo alla Business Unit “Security” (in capo alla stessa Selex Elsag), la cui responsabilità è affidata all’Ing. Massimiliano Veltroni (che ricopre anche la carica di A.D. di Selex Service Management). 

Sotto-fornitori

Data la tipologia dell’appalto, Selex Service Management ha potuto acquisire (da diversi fornitori) i necessari strumenti infrastrutturali (es.: hardware, licenze software, ecc.), ma non ha potuto effettuare sub-appalti (dunque non esistono “sotto-fornitori applicativi”). Si è tuttavia servita, anche per le fasi di progettazione, sviluppo, test ed integrazione, di consulenze specialistiche, prestate da società esterne. 

 (Fine prima parte)
PS: perché finisce sempre tutto a puttane?
Oreste Grani