Ulderico Pesce racconta Moro e la strage di via Fani

Ulderico Pesce

Ulderico Pesce

In altro post (il 30 giugno 2013), ho sostenuto che il Ministro dei Trasporti dell’epoca (1978), il socialista (P.S.I.) Claudio Signorile era abituale giocatore di poker avendo, come compagni abituali di “emozioni”, Lanfranco Pace (brigatista, ex Potere Operaio, latitante negli anni ruggenti a Parigi), Paolo Virno, colto esponente dell’Autonomia e anche lui dirigente di Potere Operaio, infine ma non ultimo, il bravissimo attore, Renato Salvatori.

Tre sono ancora vivi e, se io dico cose non vere, potrebbero smentirmi, con ampia soddisfazione dei miei detrattori. Io, viceversa, aggiungo che i quattro si mettevano a tavolino proprio nei giorni caldi del terrorismo e che la passione per le sfide con le carte, la coltivavano, intensamente, anche nei mesi che precedettero il rapimento di Aldo Moro. Una strana formazione per provare emozioni o provare a fare soldi per fortuna o abilità. Comunque, questo, da troppi anni, è il nostro Paese.

Ad altro tavolino, sedevano, a Bologna, i cultori dell’occultismo e dello spiritismo Mario Baldassarri, Claudio Clò, Romano Prodi e Tiziano Treu. I quattro dell’Ave Maria (si fa per dire!), nelle audizioni di legge, hanno sempre tutti sostenuto che era la “prima volta” che si cimentavano con il mondo dell’aldilà; che non sapevano bene come funzionava lo “stargate” per parlare con i morti ma, avendo avuto “culo”, ci erano riusciti subito. Forse, non potendo (anche su questa vicenda), apporre la dicitura “segreto di stato”, questi “bugiardi sfrontati”, potrebbero dirci la verità sulla “fonte bolognese” vicina all’Autonomia felsinea e, gli storici potrebbero, finalmente, trovare il rizoma che collega il tavolino dei “pokeristi” a quello dei “spiritisti dilettanti”, A/traverso questa ritrovata sincerità dei protagonisti dell’epoca. Così facendo, sapremo un “grammo” in più di quella verità necessaria a fare “piazza pulita” e girare pagina chiudendo con tutto questo “schifo” o, come “sanguignamente” dice la senatrice M5S Paola Taverna, con questo, “N I E N T E”. Comunque non rimarremo silenti ad assistere alla elevazione al soglio “quirinalizio” del ridanciano e strapagato consulente kazako, Romano Prodi. Questo post, in realtà, è il mio primo contributo (semplice nelle forme) alla circolazione di informazione intorno al lavoro teatrale “Moro – La strage di via Fani” che va in scena presso il Teatro Lo Spazio a Roma dal 3 al 15 dicembre.

Nei prossimi giorni, mentre vi invito tutti ad andare ad assistere allo sforzo creativo di Ulderico Pesce, continuerò i miei ragionamenti sui “55 giorni del rapimento Moro”.

Oreste Grani