3-Speciale slot. Sulla questione slot a Via Veneto 13, scriviamo direttamente all’Avvenire, SIR, CEI, Famiglia Cristiana, Radio Vaticana prima di disturbare Papa Francesco

L’Avvenire, organo della CEI, è, da sempre, in prima linea nella denuncia della diffusione criminale delle slot. Anche questa mattina titola, a tutta pagina, contro il cancro che genera la ludopatia. Non c’è solo l’AIDS! Di questa ennesima presa di posizione siamo molto soddisfatti. Viceversa, per mesi, abbiamo chiesto, genericamente alla”rete”e, non direttamente a chi di dovere (per evitare scandalismi ed eventuali imbarazzi), di sapere se risponda al vero che, in via Veneto 13, a Roma, la Sala “gonfia” di slot machine, che spenna i polli, paga l’affitto alla “Provincia Romana dei Frati Cappuccini”. Tutti tacciono, se non gli onesti lettori che, a centinaia, sono ormai informati del contenuto dei nostri “post”. Oggi, mandiamo in copia “elettronica”, a chi di dovere (L’Avvenire, SIR, CEI, Famiglia Cristiana, Radio Vaticana), questa richiesta per (come si diceva dalle mie parti) rendere edotto, di fatto, Papa Francesco di questa (eventuale) oscenità. Ci scusiamo anticipatamente, come già fatto negli altri post dedicati all’argomento, di questo (eventuale) “provocato allarme”. Viceversa, qualora Leo Rugens non si fosse sbagliato, vediamo se, da quelle parti, fanno spallucce anche al “Vescovo di Roma” a cui chiediamo, rispettosamente, di intervenire, senza se e senza ma, per interrompere le attività dei “vitelli d’oro” elettronici. Grazie anticipatamente, Santo e (questa volta, ci vuole) “severo” Padre.

Leo Rugens

DOPO IL MEA CULPA DI ENRICO LETTA PER VEDRÒ, LE SLOT E IL CONFLITTO DI INTERESSI, ASPETTIAMO QUELLO DELLA “PROVINCIA ROMANA DEI FRATI CAPPUCCINI”, VIA VENETO 13 ROMA

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Il 30 aprile 2013, postavamo, l’articolo “COSA LEGA LUIGI PREITI A ENRICO LETTA? IL GIOCO D’AZZARDO”con cui denunciavamo, per primi, le scaltrezze amorali, protrattesi per anni, che legavano Vedrò (fondazione voluta da Enrico Letta e cresciuta intorno all’ipotesi che lui divenisse “premier”) a non poche aziende (Alitalia, Telecom, Ferrovie dello Stato, Enel, Edison, Bombardier, Eni, Nestlè, IBM, Sisal, Lottomatica, …) che vivevano, lautamente o meno, a seconda delle decisioni governative: un macroscopico conflitto di interessi che ruotava intorno alla questione delle slot ed altre vicende giudiziarie (vedi Consorzio Venezia Nuova).

I giovani e onesti cittadini, organizzati nel M5S, hanno preso a cuore questa vicenda portandola a compimento, nel migliore dei modi: Enrico Letta si è presentato ieri al Parlamento, reo confesso e, per non dare adito a ulteriori imbarazzi, ha confermato di aver chiuso Vedrò.
Vi sembra poco?
Torniamo al merito della vicenda e, a chi ha protetto chi. L’ammenda comminata ai gestori dello spaccio elettronico, che ha visto il Governo/Vedrò “non vedere” era di due miliardi di euro. Capito la cifra?
E poi, questi signori, fanno gli indignati per Maradona e il gesto dell’ombrello, platealmente e “ingiustamente” mostrato in TV. Teniamo conto che, la cifra dovuta dal geniale fantasista argentino alla collettività italiana assomma a pochi “spicci” (39 milioni), rispetto a quella (decine di miliardi) non pagata dai “devastatori” di famiglie italiane e di indifesi pensionati. Almeno, il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi, agli italiani-spettatori, spesso, li faceva divertire.
Le macchinette  mangia soldi e i loro “padroni”, mai. Anzi, non pochi giocatori si sono uccisi per debiti e a causa della depressione indotta dalla spietata droga elettronica. Ora, dopo il “mea culpa” di Enrico Letta, ne aspettiamo un altro relativo alle eventuali complicità “morali” tra la “Provincia Romana dei frati cappuccini” e gli ambienti che controllano il gioco d’azzardo elettronico.
Ci aspettiamo, soprattutto, doverosa chiarezza, su perché una componente della “Chiesa” ospita, nei locali di via Veneto 13, un vero e proprio Casinò, come da noi documentato fotograficamente, il 5 settembre 2013, con il post, “Roma, Via Veneto : Slot e Cappuccini“.
Se quello stabile non è un bene della Chiesa , ci scusiamo sin da adesso. Intanto, reiteriamo la nostra segnalazione, rendendo edotto così, chi di dovere.
La megalomania di Leo Rugens, non ci spinge a ritenere che Papa Francesco ci legga personalmente ma, fidiamo nella sensibilità di chi, per ruolo, lo deve proteggere dalle complessità che Lo circondano. Siamo certi che il destinatario delle nostre prudenti segnalazioni ha a cuore, come noi, le volontà espresse dal Vescovo di Roma, perché la moralità e la frugalità tornino a trionfare nella Chiesa, determinando la sconfitta del “dio denaro“. Nulla assomiglia di più al “Vitello d’oro” di una slot in funzione, ricca di suoni, luci e di diabolici inganni.
La Redazione

ROMA, VIA VENETO: SLOT E CAPPUCCINI

Via Veneto, Roma. Panoramica del marciapiede sul quale si affaccia un locale dedicato al gioco d'azzardo

In un tratto elegante e prestigioso di via Veneto a Roma (al numero 13) denso di storia  – anche di quella che fu detta “Dolce Vita” – oggi c’è l’insegna della millesima sala slot di Roma. I beni immobiliari lungo questo tratto di marciapiede sono (quasi) tutti della Provincia Romana dei Frati Minori Cappuccini, afferente al convento della chiesa della S. Maria Immacolata, dove è custodito il più celebre ossario della città.

Sarebbe opportuno sapere, da chi di dovere, se il bene immobiliare affittato ai licenziatari delle attività massacra famiglie, sia ancora dell’ente religioso.

La redazione

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COSA LEGA LUIGI PREITI A ENRICO LETTA? IL GIOCO D’AZZARDO

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veDrò a Palazzo Grazioli.  GuarDa un po’.

Un paio di anni fa, esaminando il think tank fondato da Enrico Letta – “veDrò” –, ci venne il sospetto che il nipote di “zio” Gianni Letta stesse studiando per diventare Presidente del Consiglio. Ci rafforzammo nella convinzione in quanto veDrò aveva sede in Piazza Grazioli 18 a Roma. Lì, se non stava nell’appartamento di Silvio Berlusconi, allora era domiciliato presso “Reti” di Claudio Velardi (un ex [?] D’Alema boy che ha selezionato e fatto la campagna elettorale a Renata Polverini), due piani sopra a Red, la tv di Italiani-Europei il think tank di D’Alema-Amato (Giovani turchi o vecchie turche?). A prescindere dalla imbarazzante location e senza approfondire i personaggi che costituiscono veDrò, è da sottolineare il valore delle donne, in particolare, che hanno supportato il progetto dalla prima ora, dividendosi tra Reti e programmi televisivi, in particolare Ballarò, della trombetta Giovanni Floris (Luttwak & Ballarò, due bei soggetti per il Copasir e la commissione di vigilanza della Rai).Dopo tale premessa, è ora di venire al dunque, ovvero all’inscindibile intreccio tra l’attentato compiuto da Luigi Preiti – stessa età di Enrico Letta, ma sfortunato giocatore d’azzardo – e veDrò. Che “minchia centra” Preiti con veDrò?Stando alle dichiarazioni di Maria Pisani, amica della ex moglie, Luigi Preiti ha dilapidato tutti i propri soldi, oltre a quelli della consorte, giocando con le slot machine. Poiché è di dominio pubblico che slot machine e giochi on line siano una emergenza sociale e una questione di sicurezza nazionale – data la sovrapposizione con il crimine organizzato –, obbliga a una riflessione che SisalSuperenalotto e Lottomatica siano stati (dal 2010 al 2011) partner istituzionali di veDrò.

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Dal sito della Sisal un entusiatico commento alla collaborazione con veDrò: “un’ccasione unica per rafforzare il legame tra SuperEnalotto e il mondo delle istituzioni”.

Nella brochure del programma agostano di veDrò del 2012, tali società sono scomparse così come tutte le altre. L’unica a comparire, a sostegno di un evento artistico, è Telecom.

Chissà cos’è successo?telecom20102011 

A mo’ di conclusione, un invito ai giovani onesti e perbene del MoVimento 5 Stelle: “Rimanete congelati”. Con un “giovane” come Enrico Letta e i suoi esperti consiglieri non c’è da scherzare. La redazione di Leo RugensP.S.1. I lettori di Leo Rugens sanno il tema delle ludopatie appartiene alla sfera della sicurezza nazionale, come i  fatti hanno purtroppo confermato. Molto ne abbiamo scritto in proposito.2. Scorrendo l’elenco degli ospiti, collaboratori e non so che, passati per veDrò, troverete anche qualche ministro del governo Letta. Tutto ciò merita un post a parte.

veDrò ha nomi, volti e identità.

Benedetta Rizzo, presidenteRiccardo Capecchi, tesoriereEmanuela Lantieri, responsabile organizzativoMonica Nardi, responsabile media relationsLucio Palazzo, ufficio stampaErnesto Carbone, politiche istituzionaliLelio Alfonso, in-formazioneAngelo Argento, arte e culturaBarbara Carfagna, integrazione e percorsiEmanuele Caroppo, area scientifica e psico-analisiAlberto Castelvecchi, innovazione e Public speakingNunzia De Girolamo, MezzogiornoMonica Fabris, analisi e ricercheIsabella Falautano, fondazioni e associazioni internazionaliMaura Satta Flores, istituzioni, recruiting, startupPatrizia Ravaioli, no-profit e salute Nel corso degli anni, veDrò ha saputo poi coinvolgere numerose personalità del mondo della cultura, dell’impresa, della scienza e delle istituzioni. Fanno parte del nostro network:Accademici: Marco Almagisti, Filippo Andreatta, Massimo Bergami, Lorenzo Bini Smaghi, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Michele Corradino, Stefano da Empoli, Domenico De Masi, Pietro Ginefra, Michel Martone, Alberto Mattiacci, Roberto Menotti, Giulio Napolitano, Paul Ormerod, Andrea Paci, Vittorio Emanuele Parsi, Pier Luigi Petrillo, Pietro Pietrini, Anthony Quattrone, Carlo Ratti, Andrea Romano, Pier Luigi Sacco, Luca Scandale, Alessandro Schiesaro, Saverio Sticchi Damiani, Michele Trimarchi.Artisti, Attori, Poeti e Scrittori: Fulvio Abbate, Cristiano e Patrizio Alviti,  Enrico Bertolino, Paolo Briguglia, Mimmo Calopresti, Andrea Camilleri, Luca Carboni, Roberto Cotroneo, Gaetano Curreri, Carlo Degli Esposti, Sergio Garau, Massimo Ghini, Lillo, Enrico Lo Verso, Marco Malvaldi, Vinicio Marchioni, Andrea Pezzi, Marco Ponti, Efraim Medina Reyes, Antonio Scurati, Enrico Silvestrin, Riccardo Sinigallia, Folco Terzani, Adrian Tranquilli.Chef: Gennaro Esposito, Gaia Giordano, Filippo La Mantia.Curatori d’arte: Umberto Angelini, Luca Beatrice, Francesca Colombo, Anna Mattirolo.Giornalisti: Lirio Abbate, Marco Alfieri, Lelio Alfonso, Adriano Bacconi, Jacopo Barigazzi, Nicola Barone, Daniele Bellasio, Mario Calabresi, Barbara Carfagna, Mia Ceran, Luigi Coldagelli, Giuseppe Cruciani, Federica De Denaro, Fede e Tinto, Stefano Feltri, Jordan Foresi, Oscar Giannino, Paolo Giordano, Lucia Goracci, Eric Jozsef, Tommaso Labate, Franco Lauro, Massimo Leoni, Curzio Maltese, Stefano Menichini, Myrta Merlino, Gianluigi Paragone, Pierluigi Pardo, David Parenzo, Antonello Piroso, Antonio Polito, Vicsia Portel, Andrea Purgatori, Francesco Specchia, Gaia Tortora, Benedetto Valentino, Andrea Vianello, Nathania Zevi.Imprenditori: Anna Maria Artoni, Luigi Bonzano, Paolo Cellini, Mauro Del Rio, Matteo Fago, Gregorio Fogliani, Luca Josi, Ivan Lo Bello,  Paolo Merloni, Vincenzo Onorato,  Carlo Preve, Riccardo Preve, Domenico Procacci, Gian Luca Rana, Luisa Todini, Carmen Verderosa.Magistrati: Giuseppe Bianco, Raffaele Cantone, Stefano Dambruoso, Nicola Gratteri.Manager: Marco Airaghi, Ernesto Albanese, Marco Alboni, Domenico Arcuri, Roberto Arditti, Giuseppe Aridon, Franco Baronio, Paolo Bertoluzzo, Alberto Biancardi, Francesco Caio, Antonio Calabrò, Antonio Campo dall’Orto, Riccardo Casale, Gianluigi Cimmino, Katia Da Ros, Luca Dal Fabbro, Luigi De Siervo, Paolo Del Brocco, Carla Del Piano, Francesco Delzio, Giampiero Di Carlo, Isabella Falautano, Gian Arturo Ferrari, Patrizia Fontana, Simonetta Giordani, Giuseppe Giordo, Francesco Giorgianni, Stefano Lucchini, Nicola Maccanico, Marco Margheri, Laura Mirabella, Riccardo Monti, Mauro Moretti, Marco Morganti, Alessandro Padula, Luca Palermo, Angelos Papadimitrou, Corrado Passera, Gianluca Perrelli, Andrea Prandi, Anna Puccio, Patrizia Ravaioli, Cristiano Seganfreddo, Claudio Siciliotti,  Alessandro Usai, Michele Uva.Politici: Angelino Alfano, Angelo Argento, Anna Maria Bernini, Francesco Boccia, Giulia Bongiorno, Mara Carfagna, Vito De Filippo, Paolo De Castro, Nunzia De Girolamo, Luigi De Magistris, Paola De Micheli, Filippo Del Corno, Benedetto Della Vedova, Michele Emiliano, Massimiliano Fedriga, Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, Enrico Letta, Mauro Libè,Maurizio Lupi, Marianna Madìa, Giovanna Melandri, Marco Meloni, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Filippo Patroni Griffi, Renata Polverini, Laura Ravetto, Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Marco Stradiotto, Flavio Tosi, Adolfo Urso, Raffaele Volpi.Scienziati: Roberto Cingolani, Roberto Defez, Maurizio Porfiri, Giancarlo Scoditti, Roberto Vittori.Sportivi: Massimo Barbolini, Mauro Berruto, Jacques Brunel, Sandro Campagna, Jury Chechi, Josefa Idem, Annamaria Marasi, Marco Meoni, Gianluca Paparesta, Simone Pianigiani, Cesare Prandelli, Salvatore Sanzo.Uomini di dottrina: Luciano Larivera, Salvatore Martinez, Yahya Pallavicini, Maurizio Rossi.Venture capitalist e Startupper: Paolo Baronci, Mario Citelli, Augusto Coppola, Davide D’Atri, Giuseppe De Giorgi, Andrea Di Camillo, Peter Kruger, Massmimiliano Magrini, Luca Rossettini. 

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ENRICO LETTA È CON L’ACQUA ALLA GOLA

2011

Cari Vedroidi,

dopo l’annuncio dell’annullamento dell’appuntamento di veDrò 2013, giustificato con motivi a dir poco pretestuosi, mi dissi che l’intelligente Enrico Letta, per evitare di rispondere chi pagasse il conto per i numerosi ospiti delle puntate precedenti avesse ritenuto opportuno non offrire il destro a polemiche.

Oggi leggo invece che la sede di veDrò è stata perquisita delle Fiamme Gialle, in relazione ai finanziamenti (poche decine di migliaia di euro) versate dal Consorzio Venezia Nuova (quello dell’inutile e costosissimo MOSE).

Tirate voi le somme.

Così tra i gioielli dello zio, i soldi ricevuti da Lottomatica, Sisal e Lotto, oggi sappiamo che Letta Enrico, prendeva soldi anche dagli ipotetici grandissimi ladri alla direzione del Consorzio.

Così dopo Idem, dopo Procaccini e con un Alfano Angelo di Girgenti accusato dal Procaccini di essere un bugiardo, stai a veDere che il prossimo cetriolo sarà per l’Enrico.

La Redazione di Leo Rugens

Cosa lega Luigi Preiti a Enrico Letta? Il gioco d’azzardo