Perché Chiara Schettini (Tribunale Fallimentare di Roma) rischia di aggravare la sua situazione giudiziaria con dichiarazioni tanto calunniose?

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Inizio citando il Dr Antonio Giangrande presidente della ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE:

Basta fallimenti truccati promossi dal sistema di potere, che distruggono aziende sane. Basta caste professionali, che gestiscono con arbitrio la svendita dei beni per arricchirsi alle spalle dell’indifeso cittadino imprenditore”.

Rita di Gioacchino, studiosa di realtà complesse, esperta e competente giornalista (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/rdigiovacchino/), ben introdotta negli ambienti giudiziari romani, a proposito dell’interrogatorio di 60 pagine reso alla magistratura dall’ex giudice Chiara Schettini si è così espressa:” … uno spaccato devastante del sistema di corruzione del Tribunale fallimentare di Roma”. “Spaccato devastante“, espressione inequivocabile. Ora ci aspettiamo che la “devastazione”,  faccia tabula rasa del sistema delinquenziale denunciato, con chiamate di correità circostanziate, dalla detenuta eccellente, già giudice delegata, Chiara Schettini. In un Paese dove fallisce una piccola o media impresa ogni due ore (avete letto bene!), ci si dovrebbe aspettare, come scelta di politica strategica, almeno un azzeramento dei vertici del Tribunale in oggetto se non, quando le nuove leggi lo dovessero consentire, qualche “fucilazione alla schiena”. In guerra, e l’Italia lo è da troppi anni, questa forma punitiva si usa per i traditori dello Stato. Passatemi l’eccesso ma, se si pensa a quanta sofferenza questa gentaglia ha provocato, alimentando ingiustizie, dando il via a rovine morali ed economiche, l’idea di eliminarli (almeno metaforicamente) si fa strada. Oltre, non è opportuno che un incompetente (quale sono), vada. Viceversa, nella materia che è più mia, mi sovviene che il padre della dottoressa, l’avv. Italo  Schettini, fu giustiziato dalle Brigate Rosse, il 29 marzo 1979. Nove giorni dopo l’assassinio di Mino Pecorelli e nove giorni prima della retata denominata “7 Aprile”. Lei aveva 14 anni e assistette, drammaticamente, all’esecuzione. Se ben ricordo, di lui, i proletari armati, non pensavano un “gran bene”. Schettini aveva fama di accaparrarsi case alle aste giudiziarie e da quei beni “legittimamente” acquisiti, sfrattare i non abbienti. Niente che potesse giustificare un’esecuzione crudele e in grande stile (mi sembra che ci andarono in sei ad accopparlo) come quella che gli fu dedicata ma… leggete le modalità con cui la signora degli spolpamenti giudiziari ha agito e ditemi se è mai possibile che il mondo sia talmente sottosopra che “le colpe dei figli ricadano sui padri”. Sapevo che, ingiustamente, fosse il contrario!

Di seguito potete leggere l’articolo di Rita di Gioacchino e, soprattutto un blog (fallimentareroma.wordpress.com) che, inascoltato, denunciava questa “bolgia satanica” da molti anni. Come vedete le fonti aperte e un po’ di text mining potrebbero fare la differenza per una giustizia giusta e la sicurezza dei cittadini.

Leo Rugens

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