Chi ha ucciso il giudice Paolo Adinolfi?

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I lettori di Leo Rugens sono, giustamente, attratti dal post PERCHÉ CHIARA SCHETTINI (TRIBUNALE FALLIMENTARE DI ROMA) RISCHIA DI AGGRAVARE LA SUA SITUAZIONE GIUDIZIARIA CON DICHIARAZIONI TANTO CALUNNIOSE? dedicato alle oscenità che venivano  commesse, anche in tempi recenti, al Tribunale Fallimentare di Roma. Alla luce di tanta legittima curiosità intorno a vicende che descrivono un clima torbido in una sede demandata a fare giustizia, sento il dovere di tornare sul racconto fatto il 2 gennaio 2013 sotto il titolo QUESTA VOLTA SILVIO BERLUSCONI HA RAGIONE: IL COMPLOTTO ESISTE MA … Dichiaro subito, per non fuorviare i soliti pochi ma attenti lettori, l’assoluta assenza di qualunque legame tra associazione delinquenziale a cui fa riferimento, oggi, la dottoressa Chiara Schettini e quella che, anni addietro, si deve essere fatta promotrice della eliminazione del povero e onesto giudice Paolo Adinolfi e di chi, coraggiosamente, ha continuato ad agire perché la verità venisse a galla. Altra gente, altri servitori dello Stato, altri delinquenti ma stesso luogo e stessa  materia scottante: i “fallimenti”.

Possibile che di molti delitti o oscure “sparizioni eccellenti” si debba ormai sapere quasi tutto e che, viceversa, degli assassini di Paolo Adinolfi non ci debba essere traccia?

Lo schema “investigativo” che ancora una volta pubblico, potrebbe o, meglio, dovrebbe dare un contributo alla soluzione del caso “freddo”. Come certamente sapete, per i reati quali l’omicidio, non è “mai troppo tardi”, per cercare il colpevole. Che qualcuno ci provi.

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Leo Rugens