Perché i soldi non sono nostri?

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Da alcuni anni e, soprattutto da quando impera la rete, circola la domanda: perché i soldi non sono i nostri?

Perché non siamo noi, ossia  i nostri rappresentanti politici, a stabilire quale sia la quantità di denaro necessaria alla vita dello Stato, e a stabilire il valore del denaro da mettere in circolazione, fabbricandolo direttamente? La risposta che viene data a questa domanda, ossia che i politici non sarebbero in grado di resistere alle pressioni dei cittadini per produrre più denaro di quanto necessario, provocando inflazione e le altre conseguenze negative collegate, è troppo ridicola per essere presa sul serio. Ci prendono in giro con questa risposta perché sono assolutamente certi che, come questa, qualsiasi altra risposta, purché fosse senza senso, andrebbe altrettanto bene. I politici hanno in mano il servizio sanitario, quello pensionistico, la scuola cui son affidati i nostri figli, il sistema fiscale e quello giudiziario, possono togliere, come hanno fatto con questo “non luogo” (l’UE), i confini al nostro territorio, dichiarare guerre senza chiedere permesso… Suvvia! la verità è che i banchieri ci prendono in giro, ci scherniscono, tanta è l’imbecillità e l’inerzia su cui possono contare. Se questa, infatti, come qualsiasi altra motivazione, contenesse sia pure una briciola di verità, allora saremmo consapevoli di aver dichiarato che i banchieri della Banca centrale sono i detentori ultimi della nostra fiducia, e che da essi, e non dai politici, dipende la vita dello Stato. La cosa più tragica è che di fatto le cose stanno proprio così.

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È un’enorme menzogna, ma ciò non toglie che sia vero. Soltanto che noi non lo sapevamo, nessuno ce l’ha mai detto. I banchieri della Banca d’Italia di cui si parla in questi giorni solo grazie al M5S e ai suoi anche troppo “buoni” rappresentanti, come quelli della Banca centrale europea, sono dei PRIVATI cittadini, ricchi a dismisura, ma privati, non eletti da nessuno. E ora provate a smentirmi! Occupano il posto che occupano perché sono di fatto i proprietari della Banca d’Italia e della Banca centrale europea, ne sono gli azionisti o partecipanti che dir si voglia. Se poi andiamo a guardare con attenzione i nomi di questi azionisti, ci accorgiamo che sono, più o meno a seconda delle quote che possiedono, sempre gli stessi: Banca nazionale della Germania (23,4 per cento), Banca d’Italia (14,57per cento), Banca della Francia (16,52 per cento), Banca della Spagna (8,78 per cento), Banca d’Inghilterra (15,98 per cento), e a seguire le banche degli altri Stati con quote minori. Per quanto riguarda la Banca d’Inghilterra, sembrerebbe un po’ strano che faccia parte della Banca della UE, visto che non adopera l’euro, ma tant’è: perché rinunciare ad una montagna di soldi? Le quote vere degli Stati, ossia le nostre e non di privati, sono in percentuali minime, concesse solo esclusivamente per avere solo la possibilità di “ricompensare” i politici. Detto tutto questo, la domanda chiave è:perché i politici hanno acconsentito a questa determinante perdita del loro potere, consegnandolo ai banchieri? Perché ammesso pure vi fossero stati costretti, non lo rivelano ai cittadini chiedendo il loro sostegno per riappropiarsene? Ne vengono forse ripagati in denaro o in altre forme?

Vengono aiutati nelle campagne elettorali e vengono collocati in posti di potere? Può essere, ma non mi sembra ne sufficiente ne credibile fino in fondo questa spiegazione. Perché i politici avrebbero rinunciato alla propria indipendenza nel gestire il denaro, e tutto quello che si ottiene con il denaro, consegnandolo ai banchieri e accettando di dipendere dai banchieri? Del denaro potevano fare quello che volevano, se lo avessero fabbricato e amministrato da se. Qualcuno dei pochi studiosi che si interessano di questo problema, risponde che la massa critica di denaro che circola fra banchieri e politici, proviene dal signoreggio, dal debito pubblico e che questa massa di denaro non esisterebbe se il denaro fosse prodotto direttamente da delle Banche di Stato, di proprietà degli Stati.

Può darsi che questo sia vero, che sia questa la risposta. Ne riparliamo. Comunque, non credo che questo tipo di dibattito, al centro della campagna elettorale per le elezioni europee del M5S, sarà impedito dalla messa in stato d’accusa di Giuseppe Grillo da Genova. Grazie Ida Magli!

Leo Rugens