Ucraina 2008, era già tutto previsto

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Segue un collage di citazioni da I tre imperi, di P. Khanna, pubblicato nel 2008 sul quale pare superfluo ogni commento, tanto appare esaustivo.

1. Questo [l’Ucraina] potrebbe essere anche un remoto angolo d’Europa, ma è l’epicentro della lotta contro la Russia

2. Se le grandi strategie si ordiscono a Washington, a Bruxelles [ne dubito ndr], a Mosca e a Pechino, le vittorie si ottengono sul terreno, ricorrendo a tutte le armi della globalizzazione: il denaro, gli oleodotti, le diaspore, i media.

3. La posta in gioco è alta: si tratta di mettere le briglie alla Russia e di espandere verso est l’impero europeo.

4. La politica occidentale degli anni Novanta, basata sulla dottrina del “prima di tutto la Russia”, ha lasciato l’Ucraina al punto in cui era stata per secoli: schizofrenicamente divisa lungo il fiume Dnepr, in due metà, una filoeuropea e una filorussa.

5. Come in Russia, anche qui il capitalismo ha perso la sua prima chance di fare una buona impressione.

6. Il governo del presidente Kucma organizzava elezioni che di trasparente avevano solo la loro fraudolenza e assomigliava più al modello degli autoritarismi soft dell’Asia centrale.

7. Con pazienza e astuzia i servizi di intelligence europei e americani sono riusciti a introdursi nella fessura dello spazio limitato da Kucma al parlamento e all’opposizione civile, congiungendo la diaspora scarsamente coordinata e le organizzazioni studentesche ai primi media indipendenti fino a riuscire ad aprire la porta a un malcontento popolare di massa.

8. [Parentesi arancione, Juscenko e Tymosenko ndr] Dopo due anni di impasse, con la guardia della rivoluzione arancione occupata a gestire il suo incestuoso gioco della sedia, il partito di Janucoviyc ha fatto man bassa alle elezione del 2006.

9. Un secolo fa lo stratega svedese Rudolf Kjellen vedeva nell’Ucraina e nei paesi baltici i due perni della difesa dell’«Europa culturale» contro «lo zarismo moscovita» della Russia, «contaminato dal mondo mongolico e dal desiderio illimitato di potere che è tipicamente asiatico».

10. L’aumento dei prezzi del gas e la costituzione di una società che controlla le forniture ha alienato le simpatie di quei milioni di russi che cominciano a intravedere un futuro migliore nell’entrare a far parte dell’Occidente.

11. Il cambio generazionale in Ucraina potrebbe significare la fine naturale delle manie di grandezza della Russia.

12. L’Ucraina ha riconquistato la sua orgogliosa eredità cattolica. Lo dimostrano le gite organizzate per visitare le chiese della Crimea.

13. La Russia non ha mai smesso di rivendicare il possesso della Crimea, ma nel 2015 finirà per sempre di godere del prestito delle attrezzature navali del porto di Sebastopoli.

14. Unione europea e Usa/Nato giocano partite diverse, mentre «la stessa esistenza dell’Ucraina come nazione indipendente sta trasformando la Russia».

Da notare l’assenza di riferimenti alla Cina e ai suoi interessi nell’area; nessuno è perfetto.

Dionisia

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