Il denaro digitale è sempre più blue: da AMEX a Facebook senza ritorno

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Tre rivoluzioni hanno trasformato non solo la nostra comprensione del mondo ma anche di noi stessi: quella Copernicana (non siamo al centro dell’universo), quella Darwiniana (siamo parte del mondo animale), e quella Freudiana (non siamo del tutto trasparenti a noi stessi). L’informatica e le sue tecnologie ci presentano oggi una quarta rivoluzione, che possiamo definire di Turing: condividiamo la realtà, vista sempre più come una infosfera, con molti altri agenti, sia animali, sia artificiali, e non siamo individui separati ma organismi-informazioni, nodi di una rete che sopravvivono e prosperano grazie alle informazioni di cui possono usufruire.

Luciano Floridi

Facebook, come noto, ha una base incredibile da cui partire, fatta di oltre un miliardo di “amici” registrati e intrecciati gli uni agli altri. A cui di recente si sono aggiunti anche i 450 milioni di utenti di WhatsApp: che un domani, neanche troppo lontano, ci si possa scambiare denaro via chat, magari mentre si telefona ai propri contatti?

Simone Cosimi, repubblica.it, 14.4.13

Secondo gli adetti ai lavori, le carte di credito hanno vita breve.

Partiamo dal dato per cui le tecnologie sulla quali si basano le carte di credito sono la rete telefonica e l’elettronica. Quest’ultima, un tempo appannaggio di scienziati, militari e gruppi industriali o finanziari, fu l’ingrediente fondamentale per gestire centralmente flussi di dati altrimenti ingestibili. È chiaro che non fu l’elettronica a inventare le carte di credito, bensì lo strumento che ne sancì la diffusione planetaria; fu questo un primo contributo all’affermarsi della “quarta rivoluzione”.

Le società finanziarie e le banche che ebbero l’intelligenza e i mezzi necessari per trasformare il denaro in impulsi elettrici, divennero i padroni incontrastati del denaro digitale.

Fu un caso? A leggere l’huffingtonpost.com del 29.7.2010 dedicato alla poco nota struttura di intelligence statunitense The Pond (lo stagno) e attiva dal 1942 al 1955, parrebbe di no, dato che una delle società che la finanziava e la copriva era la American Express, insieme alla Philips e alla Chase National Bank. Per per essere precisi, un lungo articolo riportato nel sito della CIA non menziona né AMEX né Chase: The Pond: Running Agents for State, War, and the CIA The Hazards of Private Spy Operations Mark Stout.

Elettronica e intelligence, del resto, sono tutt’uno dalla Seconda guerra mondiale e non hanno cessato di esserlo, sebbene Assange e Snowden abbiano evidenziato quanta poca intelligenza vi sia applicata, ma questa è un’altra storia.

Così, se i servigi recati alla nazione potrebbero avere aperto le porte del magico mondo degli algoritmi alla AMEX, il presente e il futuro sarà, inevitabilmente, di chi gli algoritmi li crea e li ha saputi integrare all’esistenza di miliardi di individui. Algoritmi che plasmano miliardi di intelligenze e ne sono plasmati, come il professor Floridi insegna.

Sebbene si parli da diversi anni di tentativi da parte di Google, Apple e Facebook di irrompere nel mercato del denaro digitale, riteniamo che i colossi finanziari e bancari – supportati come ovvio da una componente dall’intelligence statunitense e dalle istituzioni preposte alla sicurezza nazionale – resistano da altrettanto tempo. Forse, la notizia relativa alle intenzioni di Facebook, rivela che si sia entrati in una nuova fase dello scontro.

L’avere avuto a disposizione gli strumenti più avanzati e grazie a essi avere contribuito alla creazione di una dimensione nuova (il denaro digitale), non è garanzia di riuscire a governare il proprio futuro. Così, una istituzione quale la AMEX, fondata nel 1850, vive il paradosso di essere sull’orlo del declino, grazie a quelle stesse tecnologie che l’hanno resa immensamente più potente di quanto lo fosse nel passato. AMEX, così come VISA o MASTERCARD infatti, essendo dei mediatori di istituzioni antiche e opache quali le banche, non potranno mai competere con attori quali Facebook, per il semplice motivo che le loro radici, il loro nutrimento è fuori dal web, fuori dalla quarta dimensione dei social network, lontano da chi vive – e spende – nella infosfera.

Una lezione per tutti.

Dionisia