È ora di azzardare previsioni per le elezioni europee

Schermata 2014-04-18 a 09.58.20

Finalmente, alcuni che sanno fare di conto (tra questi, l’ex ministro Mauro) cominciano a prendere in considerazione che il M5S possa stabilizzarsi al “secondo posto”, tra le formazioni politiche che si candidano alle prossime elezioni europee. Meglio tardi che mai. Per la prima volta sentiamo dire qualcosa che suona “realistico”. Anche se, signori della partitocrazia, non ci siamo ancora. Giustamente, alcuni si cominciano a chiedere che senso abbia un accordo tra il 1° e il 3° partito. Diciamo meglio questa cosa: il 1° e il 3° partito (Pd+Pdl o Pd+Forza Italia) sono, da alcuni anni (vedi elezioni a Siena già dal 2011), la stessa cosa, in una edizione, rivista e corretta, della pantomima dei ladri di Pisa.

Qualcosa, rispetto al copione scontato deciso tra Berlusconi e Renzi, in effetti potrebbe  ancora cambiare perché il toscano risulta avere veramente un animo da politico consumato, da prima repubblica e, forte di questa natura e formazione (non ha mai fatto altro che “politica”, nella vita), si compiace, sotto sotto, di avere una grande propensione al tradimento. Più di Berlusconi stesso che, tranne gli amici della prima ora, Confalonieri, Dell’Utri, Doris, Letta, ha provato a tradire tutti. Per prima la moglie e poi gli italiani che avevano abboccato all’amo “liberale”, “sposandoselo”. Torniamo a chi vincerà e a cosa si dovrà fare se, a urne scrutinate, il 1° concorrente dovesse risultare essere il MoVimento 5 Stelle. Mi sembra giusto cominciare a dire che le dimissioni di Matteo Renzi saranno doverose. A Torino, in questi giorni, Chiamparino, Fassino e Renzi di rincalzo, hanno aperto la campagna elettorale. Erano circa tremila “nostalgici”. Non saprei, ormai, come chiamare diversamente, le persone che torneranno a votare PD.

Oreste Grani

P.S.

Il nostro blog è stato tra i pochi che, in avvicinamento alle elezioni Regionali siciliane, ha centrato le  previsioni relativamente al successo del M5S. Successivamente, la nostra “preveggenza” ha centrato lo “sfondamento” del Movimento alle elezioni del febbraio 2013. Più difficile la previsione per le Europee.

A maggio, sarà determinante la percentuale dei votanti. Vorrei farvi un esempio: oggi, i sondaggi seri, proiettati sui numeri assoluti (vuol dire gente “vera” che esce da casa e si reca al seggio per votare il partito di Berlusconi), danno Forza Italia che quasi dimezza il risultato delle ultime elezioni nazionali. Parliamo di numeri assoluti e di altri milioni di elettori in libertà. Punto. Come sapete tutti, il numero degli astenuti, degli indecisi più le “oneste” schede bianche sono, ormai, il 54% degli aventi diritto al voto. La distanza tra Forza Italia e il PD risulta, in termini percentuali, incolmabile perché difficilmente il 35% di quel 100% rappresentato dal 54% di cui sopra, sceglierà (tanti dovrebbero essere) Berlusconi/Forza Italia dopo che Berlusconi/Verdini hanno “pompato” Renzi fino a farlo divenire il “loro” Presidente del Consiglio. Se proprio un flusso proveniente dai “non votanti e dagli indecisi”, ci dovesse essere, andrebbe a rafforzare il “giovane” Berlusconi (cioè Renzi) e scarterebbe il “vecchio” Berlusconi (cioè Berlusconi). La distanza quindi tra il PD e Forza Italia è incolmabile. Viceversa, i nove punti (ma sono nove?) che apparentemente dividono il M5S dal PD, potrebbero essere colmati proprio da un X% di quel 54% che, vedendo possibile la sconfitta del Duo Renzi/Berlusconi (cioè la sconfitta del sistema partitocratico), potrebbe decidere di assumere un comportamento responsabile e …”uscire di casa”. Se questo dovesse avvenire, la situazione si farebbe esplosiva. Tranquilli, parliamo metaforicamente. L’Ucraina non è vicina. Ma,il tempo dei grandi calci nel didietro, quello si che si potrebbe avvicinare. La speranza, come sapete, è l’ultima a morire.

Leo Rugens