Dopo l’Ucraina tocca al Kazakistan; era già tutto previsto

Il presidente Nursultan Nazarbayev e Benedetto XVI

Il presidente Nursultan Nazarbayev presenta a Benedetto XVI il modello del Palazzo della Pace Universale realizzato dall’archistar britannico Sir Norman Foster

Caso Ablyazov, svelate le trame segrete tra Kazakistan e Ucraina

(lastampa.it  26.4.14)

La signora Alma Shalabayeva è una donna felice, protetta dall’asilo politico che l’Italia ha concesso a lei e alla figlioletta Alua. Madre e figlia, dopo la parentesi del ritorno coatto in Kazakistan […]

Adesso Alma Shalabayeva è raggiante. Anche se resta la preoccupazione per come andrà a finire la vicenda del marito Mukhtar Ablyazov […] sempre detenuto in Francia, in attesa di un nuovo processo estradizionale dopo che la prima sentenza – che l’avrebbe condannato a un trasferimento in Ucraina, a un passo dalle grinfie del suo arcinemico Nazarbaev – è stato recentemente annullato dalla Corte di Cassazione di Parigi.

E anche se l’Ucraina è precipitata in ben altri drammi, i legali di Mukhtar Ablyazov hanno avuto da Kiev incredibili novità. Le classiche scoperte che si fanno quando cade un regime. “Alla fuga dell’ex presidente dell’Ucraina – racconta l’avvocato Peter Sahlas – sono venute fuori le prove del pagamento di mazzette da parte del regime del Kazakistan al funzionario pubblico che in Ucraina aveva istruito il mandato di cattura internazionale contro il mio assistito. Ci sono alcune mail che svelano la trama di contatti tra i due regimi”. […]

Leggere le parole in grassetto deve fare riflettere chi ha sostenuto che la vicenda Ablyazov-Shalabayeva fosse finita lì e che non nascondesse un Grande gioco; roba da Circus, da DGSE o da Casaleggio (l’editore di: Massari, Shalabayeva – Il caso non è chiuso, Adagio), non da un Angelino qualsiasi, non da sbraitanti agenti incapaci di distinguere tra una “puttana russa” (con tutto il rispetto) e la moglie di uno scacchista, pardon “statista”.

Vero, falso o autentico che sia, immaginate la forza di chi, nel casino di una guerra civile in Ucraina, sia capace di trovare le prove della corruzione di un funzionario… complimenti avvocato Sahlas, bel colpo. Certo non bastano i soldi per queste imprese; ci vuole intuito, coraggio, spregiudicatezza, culo e, soprattutto, strategia e un piano. Lei, avvocato, è ben fornito da questo punto di vista, come dice bene il suo curriculum: dieci anni a Mosca, la Trudeau Foundation, larghi mezzi, la giovinezza. Certo di fronte si trova degli avversari non proprio formidabili, anzi divisi, anzi corrotti, anzi incompetenti, anzi proni e pronti ad “attaccare l’asino” dove desidera il padrone di turno in spregio della Repubblica.

Che i soldi non bastino, lo dimostra bene l’irrilevanza dell’agire di un prezzolatissimo aspirante Presidente della Repubblica qual è Romano Prodi, consulente del Presidente Nazarbayev, strapagato con i soldi dei contribuenti kazaki. O dobbiamo al suo lavoro il ritorno e la concessione dell’asilo politico alla signora Shalabayeva?

Di recente, abbiamo letto che Paolo Scaroni, fu presidente dell’Eni, sostiene la centralità del Kazakistan nel futuro energetico dell’Italia date le difficoltà di rifornirci di gas dall’Africa, peccato che Kashagan (41 miliardi di euro investiti in dieci anni) non dia un goccio di olio o di gas. Spetterà alla geniale fu presidente di Confindustria Emma Marcegaglia fare il miracolo? Colei la quale, quattro anni fa, sosteneva che la crisi fosse alle spalle.

“Se questo è un Paese”.

La redazione

PS Nel blog trovate numerose riflessioni in proposito, vai al link

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