Mentre anche i “bambini” cominciano a pagare il prezzo della “pandemia” del gioco d’azzardo, allo Studio Fantozzi non si cessa di brindare alle laute parcelle

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iNews – Bambini che giocano d’azzardo

May 03, 2014 | 10:02

Un gratta e vinci preso per gioco, poi un altro e un altro ancora… per sfidare la sorte e con la speranza, spesso vana, di mettersi in tasca qualche soldo. Oppure videopoker, slot-machine e superenalotto. Spesso a giocare, oltre i nonni, sono proprio i ragazzini, i minorenni. L’allarme arriva dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss). Per la prima volta, infatti, è stata condotta un’indagine nazionale da Datanalysis sul gioco d’azzardo nei minori presentata in questi giorni all’International Pediatric Congress on Environment, Nutrition and Skin Diseases di Marrakech.

Risultato? Almeno 400.000 bimbi fra i 7 e i 9 anni e 800.000 ragazzini italiani fra i 10 e i 17 anni giocano d’azzardo. Basta accendere il computer di casa, generalmente privo di filtri, per entrare in siti per il gioco on line vietato ai minori. Ma anche il 50% dei genitori frequenta sale scommesse più o meno abitualmente. In questa situazione, non stupisce, dunque, che il 55% dei ragazzi partecipi ai giochi d’azzardo dei grandi o chieda di farlo e che si parli di un vero e proprio fenomeno ampiamente diffuso: quello della ludopatia. Peccato però che dall’indagine svolta sia anche emerso che il 90% degli adulti (sono stati intervistati mille genitori) non abbia la più pallida idea di che cosa significhi ludopatia e di quale possa essere il grave rischio di dipendenza. Come si può intervenire? “Per aumentare la consapevolezza della popolazione sulle ludopatie nei giovani la SIMP e ha deciso di organizzare corsi dedicati agli studenti e ai pediatri, che poi potranno, a loro volta, sensibilizzare le famiglie. È fondamentale fare prevenzione spiegando che le scommesse possono diventare una malattia, una dipendenza con sintomi precisi che può avere conseguenze nefaste per se stessi e per la propria famiglia”.

Lo “Studio Fantozzi” (Via Sicilia, 66 – 00187 ROMA – Tel. +39 06 4200611 – Fax +39 06 42011976 studiorm@fantozzieassociati.it ) cura, da trenta anni, gli interessi della Phillips Morris (Malboro) cioè gente che ha fatto i soldi diffondendo “cancro” e infinito dolore nei parenti delle vittime dei tumori ai polmoni, alla lingua, all’esofago, allo stomaco. Milioni di persone precocemente “assassinate”, tra cui mio padre e mio suocero. Ha fatto meno danni il cartello dei produttori della coca colombiana. Augusto Fantozzi è stato, negli anni, per premio, nominato finanche Ministro della Repubblica Italiana. Lo Studio Fantozzi, ad esempio, ha curato le complessità amministrative tendenti a mascherare le reali condizioni in cui versava e ancora versa oggi, l’Alitalia. Lo Studio Fantozzi e tutti quelli che ci lavorano (tranne i dipendenti dell’agenzia di servizi che pulisce i loro “cessi”), in piena consapevolezza, vivono, da amorali, nel benessere, a discapito di altri milioni di esseri umani che soffrono. Ad esempio di “ludopatia”. Pandemia devastante che proprio i “professionisti” dello “Studio Fantozzi”, alimentano, servendo e proteggendo gli untori della peste del gioco d’azzardo: è lo Studio Fantozzi, infatti, che ha “sfilato” i 98 miliardi dovuti dalle aziende “biscazziere” allo Stato (cioè a tutti voi) in una scaltra trattativa di cui, prima o poi, si dovrà scrivere la “storia”. E, come molte delle storie italiane, potremmo scoprire che è una storia di corruzione. Anche con Augusto Fantozzi e compari, dopo il 25 maggio 2014, sarà opportuno “fare i conti”. Quando il 25 maggio andate a votare, ricordatelo: c’è un mondo che ritiene morale vivere dei proventi delle consulenze atte a proteggere gli interessi degli “spacciatori di morte” (che si chiamino Malboro o Lottomatica) e le persone che devono, se vogliono sopravvivere, chiedere aiuto alla Caritas.

Leo Rugens