“Ma chi cazzo è Giampiero Samorì”, chiese Maurizio Crozza. Aggiungete voi: “Ma chi cazzo è il Compagno G. Noi conoscevamo il Punto G. E ci bastava”

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In queste ore di febbrili interrogatori della magistratura, intorno alla vicenda dell’EXPO’ 2015, in molti, soprattutto tra i giovani giornalisti,  si chiedono chi sia in realtà Primo Greganti, sorpresi di quanto questa presenza nell’inchiesta faccia discutere. Marco Travaglio, che non mi appare, invece, minimamente sorpreso di questa presenza, giustamente, ricorda, ogni volta che gli capita l’occasione (quando questa informazione abbia un senso), di essere nato e cresciuto a Torino. La questione è tutta qui! Torino, oltre a essere stata, come detto altre volte, la città degli Agnelli e della FIAT, era, negli anni della “Guerra Fredda”, la città italiana che ospitava più “agenti segreti” di qualunque altra. A Torino, è stato arrestato “di tutto”, durante quel periodo storico. A Torino, inoltre, prosperava, per motivi di tradizione “risorgimentale”, una presenza importante di logge massoniche. Le scelte imprenditoriali del Gruppo Agnelli di andare a fare fabbrica a Togliattigrad, inoltre, si portarono dietro complessità e doppi giochi che ancora potrebbero avere una loro coda velenosa. Oggi è poca cosa l’avionica che si “fabbrica” in Piemonte ma, non è stato sempre così. Tenete conto che i cinesi, già allora, andavano a rubare segreti da quelle parti. Una storia emblematica per tutte è quella della dottoressa Wen Qiu Lin, esperta in diagnostica e decontaminazione da diossina, entrata in Italia con una borsa di studio all’Università di Venezia, sposata con un altro “ricercatore” cinese ,Yon Gwei Zhang, e poi trasferitasi a Torino, con altra borsa di studio. In Torino, la coppia comincia svolgere l’attività spionistica facendosi assumere presso la Sea Marconi di Collegno. Era il 1990. La Sea Marconi era una realtà imprenditoriale specializzata in brevetti nei settori ambiente ed energia. Ad un certo punto della storia, passati alcuni anni (siamo ormai nel settembre del 1992), il marito, improvvisamente, torna in Cina. In quegli stessi giorni, i dirigenti della Sea Marconi sorprendono Lin mentre fotografa documenti segreti dell’azienda. Chiamati i carabinieri, si scoprono presso l’abitazione della spia cinese altri materiali e floppy disk sui risultati delle ricerche che si svolgono in azienda. La Lin ammette di aver passato i documenti a cinesi che lavorano a Torino e in Svizzera. Fino a qui, tutto normale: spia maldestra o sfortunata, controspionaggio, arresto. Invece, l’epilogo è sorprendente: Lin viene denunciata, a piede libero, per violazione del segreto sulla ricerca affidatale e, giustamente, scompare. L’aspetto misterioso della vicenda è come possa avvenire una cosa del genere e chi consentì tanta ingenuità. Questo è un esempio di cosa accadeva a Torino in quegli anni mentre la città era sede di ricerche avanzatissime su tecnologie che facevano gola all’intelligence di mezzo mondo. Devo aver pubblicato un elenco di queste tecnologie in un vecchio post di Leo Rugens. Sono gli anni in cui si alternano ai vertici della sicurezza Fiat – Segreteria speciale, ufficiali dei carabinieri di grande capacità e prestigio.

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Tenete conto che nel capoluogo piemontese, non c’era solo la “sacra Sindone” ma anche il Museo Egizio e che, a forza di frequentare il salotto di Gustavo Roll, non pochi cretini/potenti/impotenti/occultisti/esoterici raccontavano, per effetto della suggestione “magica” che aleggiava in città, un sacco di cose proprie (e chi se ne frega, direte voi) ma anche “segreti” della Repubblica. Le logge massoniche e le sezioni del PCI/PSI/PRI, a Torino, morto Cavour (si fa per dire!), sono stati i luoghi ottimali per informare e contro informare l’Italia che contava. I tipi alla Primo Greganti, facevano parte di quel mondo. Punto. Non c’è nulla di misterioso. Primo Greganti è sempre stato “classificato”, sin da quegli anni, quale agente (poco segreto) al servizio di paesi terzi. E non si trattava degli USA, o dell’India. Tantomeno della Nuova Caledonia. Basterebbe chiedere, per riscontro, all’esperto di spionaggio e di doppio gioco, Giuliano Ferrara, che soggiornò a lungo nel quadrilatero piemontese per conto del PCI quando il “Compagno G.”, era già iscritto al Partito, se questa connotazione di Torino crogiolo di spie, è una mia esagerazione o se, viceversa, corrisponde alla realtà. Giuliano Ferrara era il Segretario della Federazione a cui era iscritto Primo Greganti. Primo Greganti è una vita che è organico a interessi di “altri”: prima per motivi ideologici, oggi “al soldo dei soldi”. Come è risultato “iscritto” a “qualcosa” ogni volta che lo hanno pizzicato, anche, pochi giorni addietro, in occasione dell’ultimo arresto, è risultato iscritto a “qualcosa”. In questo caso, al PD. Nulla cambia nel modello operativo del “compagno G”. Inutile e ipocrita  sospensione quella decisa, vit-vit, dalla direzione del PD renziano. I tipi alla “compagno G”, sono sempre uguali a se stessi. Perché quello è l’addestramento e quella è la formazione.

Basterebbe chiedere, con la dovuta insistenza, a Giusy La Ganga chi fosse Primo Greganti, per capire meglio quale scenario mi permetto di delineare. Basterebbe chiedere (con insistenza quasi scortese e quindi poco torinese), agli esponenti della super ricca famiglia Fassino chi fosse (o sia?) Primo Greganti. Basterebbe chiedere a Ignazio Moncada, che di Torino conosce vita morte e miracoli, quale mestiere facesse Primo Greganti nel PCI, certamente al servizio di Mosca. Domandando, comunque, bisognerebbe tenere conto che Greganti e sempre stato “un gregario” nel Partito. Fedele ma, un “greganti/gregario”. E questo, ritengo, ha continuato ad essere.Un collettore derl PCI/PdS. Per trovare le cifre che il solerte funzionario ancora faceva girare certamente, oggi,non si dovrà cercare a Mosca. Forse è più opportuno verificare, oltre che le tracce elettroniche della presenza, il mercoledì, ai varchi del Senato, i più difficili da “cancellare” voli internazionali che il “nostalgico” faceva.

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Verso lidi caldi.

Leo Rugens