Il Compagno Greganti voleva dare l’assalto a Finmeccanica. Veramente? “Non ci posso credere”, direbbe Crozza/Razzi

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Trapela sulla stampa “libera” che la “Banda Greganti ed altri”, mirava a colpire, ulteriormente, lo Stato, al “cuoricino”, andando, dopo l’Expo 2015, all’attacco di Finmeccanica. Dico rispettosamente e affettuosamente “cuoricino” perché l’Italietta, ormai, è, in tutto, sempre più piccola ed esangue. Provate a leggere questa informazione delle volontà criminali, alla luce di quanto sapete del “valore” (sia pur residuo) di Finmeccanica; provate a pensare quante volte questa realtà strategica è stata nominata, negli anni, a proposito di arresti, corruzione, perdita di credibilità internazionale, gentaccia che la frequentava e che la poteva rappresentare a piacimento; provate ora ad immaginare (quasi fosse la trama di uno dei tanti capolavori di Le Carré) che tutto questo non abbia niente di casuale e che “i faccendieri”, in realtà, siano agenti super addestrati al servizio di  interessi diversi e divergenti da quelli legittimi nazionali. Non dico tutta la banda ma anche solo qualcuno dei suoi membri. Come vedete, qualora fosse vero quanto affermo, di ben altro trattamento dovrebbe essere degno il traditore della Patria e degli interessi di tutti noi.

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Forse è ora di prendere in considerazione (scartando una semplicistica visione complottistica che anzi facendo confusione e folclore difende gli interessi degli aggressori) che i “Primo Greganti” sono agenti stranieri al soldo (la motivazione ideologica è svanita) di capacità di intelligence che, dalle nostre parti, tendiamo a non considerare come reali. Corrompere e penetrare sono, a volte, la stessa cosa. Corrompere, penetrare e “far scoprire” il disegno criminale potrebbero avere una stessa matrice ragionante. Informare, disinformare, organizzare un vero gioco a ribasso del Paese, potrebbe essere l’intendimento di chi si vuol comprare ad esempio, più che il 40% delle Poste e implicitamente della sua Banca del Mediterraneo, l’ENAV. Da cui, non lo dimenticate, parte, anni addietro, uno dei filoni di indagine che, passo dopo passo, ha fatto scoprire il bubbone in Finmeccanica. La sigla ENAV, che verrà “comprata” per pochi “euri”, sta per Ente nazionale di assistenza al volo. “Mica cazzi”, direbbe il sommo Crozza/Razzi. Che fa pure, rima. Forse è ora che la si smetta di farci passare sempre per fessi. Dai troppi “Compagni G” e dai loro burattinai!

Leo Rugens