L’astensionismo non colpirà il M5S e per vincere, basteranno, i nove milioni di voti avuti nel febbraio del 2013, più pochi altri “volenterosi”

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Pochi giorni e il dado sarà tratto. Avvicinandosi la data del 25 maggio 2014, doverosamente mi sono andato a rileggere alcuni interventi di Giuseppe Grillo, da Genova, detto Beppe. In modo particolare, mi sono soffermato sul discorso fatto in occasione dell’inizio dell’anno 2013. Poche settimane dopo si è votato e, nove milioni di Italiani, hanno delegato, ai cittadini organizzati nel M5S, di rappresentarli nelle Istituzioni repubblicane per provare a cambiarle, da dentro e democraticamente. Si poteva fare di più? Certamente.

Ad esempio, quell’intuizione contenuta nel discorso che segue, relativa a come sono ridotti i Consolati italiani, doveva andare oltre l’intuizione e quelle denunce minacciate, dovevano essere fatte. Anche formalmente! Almeno, per rafforzare, nell’opinione pubblica, il grado di informazione intorno a quegli “avamposti intelligenti” che dovrebbero essere le nostre strutture di rappresentanza nel Mondo. Grazie a questa azione robusta, poteva essere svelato come sono ridotti i consolati e le ambasciate e, a cosa “non” servono quei luoghi costosi e “senz’anima”. Grazie a ulteriori ragionamenti intorno allo spreco del denaro pubblico per non avere una politica estera (quindi una sovranità) si poteva provare a mostrare quanto “pericolosa” sia la situazione italiana disarmata, non da una assenza massiccia di F35, ma di un qualunque pensiero strategico geo politico. Qualche passo intelligente è stato fatto nel “caso Shalabayeva” e le relazioni con il  Kazakistan. Bisognava insistere in quella direzione e non farsi intimidire nella questione dei “marò”. Come si è visto ieri, in India, si sono concluse le elezioni più lunghe – si è votato per un mese e mezzo –  della storia dell’Umanità  e, come  Alberto Massari sosteneva sul blog “La Fucina”, l’esito elettorale (una grande e complessa svolta visto i numeri e il potere economico militare di quella federazione di Stati)produrrà grandi novità sullo scacchiere della scena mondiale. Difficilmente Fabrizio Cicchitto, puntellato dal prode Maurizio Gasparri, avrebbero potuto riparare i danni di quel geniale ministro della Difesa (Ignazio La Russa) che aveva deciso di imbarcare i marò a bordo delle navi commerciali italiane. Due nullità a mettere toppe all’agire di un “vigliacco” silente. Ma non si può avere tutto! Le donne e gli uomini “a 5 stelle”, così come hanno agito, dentro e fuori del Parlamento, sono stati preziosissimi. L’astensionismo del disgusto, non li deve colpire ! Repellenti, sono gli affiliati alle “sette partitocratiche”, finte di destra, di centro, di sinistra che, da decenni, saccheggiano lo Stato repubblicano e non, certamente, gli onesti cittadini “esordienti” (con i loro limiti) nel Parlamento. Ci vuole tutta la protervia e l’amoralità dei servi della dittatura, ideata e imposta dai “ladri di Pisa”, per starnazzare di colpe dei “grillini” nella malversazione continua e nella accertata perdita di qualunque sovranità nazionale. Gli elettori devono saper distinguere! Se così fosse, quei nove milioni di voti riconfermati, faranno la differenza. Tutti coloro che sono stati una prima volta “grillini” devono, in modo consapevole, tornare ad esserlo, anche il 25 maggio 2014. L’astensione di protesta colpirà ulteriormente tutti gli altri partiti, senza distinzione alcuna ma non deve riguardare il M5S. La partita si gioca sui numeri assoluti e non sulle percentuali dei sondaggi che oggi “danno avanti”, il PD renziano. La partita si gioca sui milioni di disgustati che preferiscono “non recarsi alle urne”. Ripeto, per gli amici che mi chiedono come può andare a finire: se lo “zoccolo a 5 Stelle”, rappresentato dai 9 milioni di elettori che a Febbraio 2013 si sono già espressi contro la dittatura partitocratica, dovesse tenere, basterà, per poter dire “abbiamo vinto noi” che, il 10% di chi oggi, 18 maggio, ha deciso di astenersi (il 38%!), esca di casa e vada a votare per la Lista M5S . Cioè per la Repubblica Italiana.

Rileggete e meditate

Leo Rugens

IL 1° GENNAIO 2013 BEPPE GRILLO DIXIT

Cari affezionati lettrici e lettori, pur rispettando la vostra buona memoria, mi permetto di ri-postare il discorso del 1° dell’anno di Beppe Grillo. Tenetene conto in queste ore dove i livelli di coscienza e la memoria faranno la differenza. Così come le chiacchiere dei partitocrati.

Oreste Grani

DISCORSO DI FINE ANNO DI BEPPE GRILLO

“Le uniche certezze che abbiamo sul 2013 è che l’economia sarà peggiore del 2012 e che i responsabili del fallimento politico ed economico dell’Italia non se ne vorranno andare. Alle prossime elezioni si ripresenterà tutto il ciarpame della Seconda Repubblica, da Berlusconi, a Bersani, da Fini a Casini. Le elezioni anticipate sono state decise a tavolino per escludere il M5S, non solo per una questione di numero di firme, ma per il pochissimo tempo a disposizione. Se non ci fossimo preparati per tempo, dalla scorsa estate, saremmo già fuori dal Parlamento.

Per la firma sulle liste elettorali bisogna disporre di due delegati ufficiali per ogni circoscrizione elettorale, avere le liste con tutti i nomi complete per ogni collegio elettorale, predisporre i moduli senza sbagliare una sola parola e i moduli sono diversi per Senato e Camera, per le Regioni a Statuto Speciale e per le Circoscrizioni estere, è necessario avere un pubblico ufficiale ad ogni banchetto per vidimare le firme, quindi portare i moduli nei Comuni dei singoli firmatari per verificarne l’appartenenza al Comune. Una volta fatto tutto questo, i delegati devono depositare le liste nei tribunali di rifermento delle circoscrizioni. Quando è avvenuto il colpettino di Stato con Rigor Montis che si è sfiduciato da solo senza sentire neppure l’obbligo di farlo di fronte alle Camere, il tempo a nostra disposizione era così limitato che solo alle 4 di notte siamo riusciti ad inviare i moduli ai delegati, era sabato mattina di metà dicembre, e nel pomeriggio abbiamo iniziato a raccogliere le firme. Io ho fatto due massacro tour in due fine settimana, uno al centro nord e l’altro al Sud con il camper, ho tenuto trenta comizi in quattro giorni.

Dopo, solo dopo, le firme necessarie sono state abbassate dal Governo a un quarto per favorire la lista Monti e la data delle elezioni è stata spostata di una settimana. Giochiamo contro dei bari della democrazia. In questa folle raccolta dalla quale sono esentati tutti i partiti presenti in Parlamento e chi si accorpa con loro, ho conosciuto una nuova realtà: i consolati italiani all’estero. E’ in atto un boicottaggio per impedirci di raccogliere le firme dei nostri emigrati. Quando si presentano trovano quasi sempre il consolato chiuso, se telefonano dicono che non sono competenti. Nessuno risponde al citofono. Questo è uno scandalo di cui chiederemo comunque conto e valuteremo gli estremi di cause legali contro alcuni consolati.

Faccio un appello in particolare alle città con più italiani delle quattro circoscrizioni: Londra, New York, Buenos Aires e Sidney. Andate a firmare. Ai loro parenti e amici in Italia chiedo di avvertirli. In questo percorso a ostacoli per impedire al M5S di entrare in Parlamento si gioca il futuro della democrazia in Italia. Se ci impediranno con la burocrazia o con altri mezzi di partecipare alle elezioni, ci aspetta un nuovo fascismo, un’Alba Dorata all’italiana. Senza un cambiamento democratico l’Italia è condannata.

Questi se ne devono andare. Se non sarà il M5S con le buone, arriverà qualcuno che lo farà con le cattive. Il M5S in fondo è la loro assicurazione sulla vita. Questa classe politica ha distrutto il Paese e ora ha la faccia di bronzo di proporsi come la cura. Gente come Monti, l’ex consulente di Cirino Pomicino allora ministro del Tesoro fece esplodere il debito pubblico, come Bersani che ha governato con il centro sinistra per dieci degli ultimi vent’anni il Paese, come il mentitore professionale Berlusconi, come Napolitano che denuncia i guasti della politica della quale vive dagli anni 50. Se ne devono andare con i loro giornali, i loro servi delle televisioni.

L’anticipo elezioni consente a Napolitano di scegliere il prossimo presidente del Consiglio, lui vuole Monti e Monti sarà. E’ un altro colpetto di Stato. Se le elezioni si fossero tenute ad aprile il prossimo presidente del Consiglio sarebbe stato nominato dal nuovo presidente della Repubblica eletto con i voti del M5S e allora addio Monti, Merkel, BCE. Dopo più di un anno Rigor Montis ha tradito ogni promessa, il debito pubblico è aumentato di 100 miliardi nonostante nuove tasse, disoccupazione mai vista dal dopoguerra, prodotto industriale in picchiata.

Monti ha fallito e deve togliere il disturbo insieme ai suoi sostenitori di Pdl, Pd e Udc che hanno votato qualunque infamia nel 2012. L’Italia deve riprendersi la sua sovranità, il suo futuro, ha bisogno di cittadini onesti e capaci e non corrompili dal vecchio Sistema, Nel 2012 il M5S è diventato il secondo gruppo politico, ha fatto eleggere sindaci giovani e capaci, come a Parma, è diventato il primo movimento politico in Sicilia. Leggete sul blog il programma, diffondetelo. Se il M5S andrà al Governo proporrà il reddito di cittadinanza come avviene nei Paesi più civili. Nessuno deve restare indietro. Nel 2013 il suo obiettivo è di vincere le elezioni e restituire la democrazia a questo Paese.

Buon anno a tutti. Sarà speciale, sarà micidiale, sarà un anno indimenticabile. L’importante è esserci per cambiare l’Italia.”

L’importante è esserci per cambiare l’Italia.

Oreste Grani