La politica estera e la strategia di sicurezza nazionale grandi assenti dal dibattito elettorale. La cosa è di cattivo auspicio

AMBIENTE: DOSSIER WWF, ITALIA FAR WEST PER TRIVELLE

A Piazza Pulita ieri sera, 19 maggio, finalmente ho sentito un esperto di sondaggi, Luigi Crespi (simpatico o antipatico che sia), porre la questione del voto imminente in modalità corrette: numeri assoluti dei cittadini che si recheranno a votare e numeri relativi (percentuali) sui voti espressi. Se dovessero andare a votare “quattro gatti”, dopo l’illegittimità (vedi Consulta) del Parlamento e quindi del Governo Renzi, avremmo anche una grave situazione di non rappresentatività di un “esecutivo”, di fatto, confermato da  uno scarso voto popolare. Comunque votato/voluto da una “maggioranza” di una “minoranza”. Sempre che “vinca”, nettamente, il PD renziano. Se ci fosse un testa a testa, tra M5S e PD, la faccenda si farebbe ancora più delicata. Se vincesse il M5S, viceversa, si aprirebbe la stagione della chiarezza possibile e necessaria per risorgere. Meglio una fase drammatica che questa marmellata caratterizzata dai monologhi Crozza/renziani. Dico questo perché, le percentuali che potrebbero far gridare alla vittoria (ho avuto il 34% dei consensi e quindi comando io) riportate ai numeri assoluti potrebbero evidenziare che quel partito (PD) ha raccolto meno consensi dell’ultima volta che si è votato. Mi scuso di questi passaggi  ma bisogna in tutti i modi chiarire che se il Paese reale rimanesse, da una parte, emarginato, frustrato nelle sue volontà, i pericoli di una soluzione di “piazza” o, comunque, autoritaria anti popolare aumenterebbero. Se i risultati fossero, in modo manipolativo, non riportati alle percentuali dei voti espressi (dovesse votare solo il 55% – 60% degli italiani), io sento aria di “piazza” e di “violenza” incombenti. Dico questo perché il 34% del 55% ad esempio è il18,7% degli aventi diritto al voto e quindi una “netta” minoranza. Sarebbe anche possibile (paradossale ma, possibile) se il futuro si delineasse prospero e di facile lettura. Non sarà così, dal momento che chi governerà nei prossimi anni, ad esempio, dovrà gestire grandi conflitti sociali acuiti dagli effetti di complessità geo politiche macroscopiche quali quelle che sono in essere in Libia, Ucraina o, eventualmente intorno alla chiusura del Canale di Suez. Senza consenso sarà impossibile fare fronte. Oppure dovrà accettare di farsi guidare, nella trivellazione del mare Adriatico, alla ricerca del combustibile, da vecchi, scaltri, faraonicamente retribuiti, consulenti di paesi terzi. L’Italietta quindi, Europa o non Europa, senza una classe dirigente addestrata alla complessità imminente (questo, spero che ogni cretino accecato dalla  fede incommensurabile in Matteo Renzi, piuttosto che in Silvio Berlusconi o in Giorgia Meloni, lo capisca e lo ammetta) è sull’orlo del precipizio.

Berlu e ghedda

Non c’entra il catastrofismo di cui viene accusato il M5S. Non è Grillo che evoca il Leviatano. Non è Grillo che gioca sporco sul sottomare Adriatico. La situazione è questa: da quando Berlusconi baciava la mano a Gheddafi con cui pensava di fare “affari” e a cui si era impegnato a “restituire” cinque miliardi di euro per i danni provocati, illo tempore, dal colonialismo italiano, di acqua mediterranea ne è passata sotto i ponti. Solo per queste cantonate in politica estera (non aver previsto nulla e non aver fatto nulla perché questi accadimenti non avvenissero), Berlusconi e il suo gruppo dirigente, sopravvissuto in Forza Italia, non dovrebbe essere votati da nessuno. Anzi non dovrebbero poter parlare. Altro che danno erariale! Vedrete quando i disastri in termini di politica energetica (Libia, Algeria, Turchia, Kazakistan) del buon Paolo Scaroni saranno evidenti (tutti insieme) come ballerà il vascello italiano. Altro che carrette del mare! Che dire della percezione del grande statista (Silvio Berlusconi consigliato da Franco Frattini) che in Egitto stesse crollando il regime di Mubarak se l’unica vera informazione sulla stabilità di quel paese (ecco il riferimento al canale di Suez e a ciò che comporta già oggi per la nostra esangue economia il bagno di sangue in corso) era relativa al fondo schiena di quella ragazzina (Ruby) che, non lo dimenticate, si definiva (per millanteria telefonica?) “il culo” del Capo del Governo.

Ruby_Rubacuori_palpata_di_culo

In nessun paese del mondo, mentre la Libia viene scarnificata dagli effetti delle trame messe in atto dai nostri competitori nel Mediterraneo, un farlocco rincoglionito dalle “vergini” danzanti, sarebbe ancora in lizza per qualcosa attinente la politica di governo del Paese che ha portato alla rovina. Invece, il filodiretto Matteo Renzi, con un derelitto pericoloso per se e per gli altri di tale fattura (!), intende riformare il dettame costituzionale e le regole della convivenza civile necessarie ad affrontare le tempeste imminenti. Chi consiglia e spinge da dietro Matteo Renzi, come è notorio, non ha nessun interesse che l’Italia abbia una sua sovranità di pensiero e di strategia, particolarmente, in politica estera. Su questo aspetto pericoloso delle relazioni internazionali di Matteo Renzi c’è troppo silenzio, anche da parte degli esponenti del M5S. Loro, comunque, li giustifico perché sono arrivati ieri e addentrarsi nei meandri della geo politica e della implicita Strategia di sicurezza nazionale, è compito veramente arduo. Decidere quale Europa e da chi deve essere guidata doveva evocare un continuo dibattito di politica estera per l’evidente ruolo mediterraneocentrico della “penisola” italiana. Si studiava in quinta elementare. L’Europa a guida tedesca o francese avrà comportamenti relativi alle complessità che ho solo accennato, lontanissimi dai nostri interessi. Cosa ha saputo fare un “giornalista” (si fa per dire) come Antonio Tajani in Europa per l’Italia e per le rotte di navigazione mediterranee? Eppure è pronto ad essere rieletto per aspettare serenamente la sua pensione!

Mideast Egypt

La classe dirigente attuale e quella che si candida a governarci (Europa o non Europa) avrebbe dovuto parlare agli italiani di quali avvenimenti “rivoluzionari” li aspettano se gli scenari internazionali assumessero i colori che, nella sua semplicità, Leo Rugens, da anni prospetta. Dietro a Matteo Renzi ci sono dei vecchi furbi che tramano, da sempre, nel Mediterraneo, a favore di tutti tranne che degli Italiani. Nessuno chiede conto, nella rete e sui giornali cartacei, di queste realtà che riguardano una eventuale Strategia di Sicurezza Nazionale. Questo mi preoccupa prima ancora degli 80 euro per darsi alla pazza gioia. Il petrolio, il gas, le rotte di navigazione, i noli di carico e scarico nei porti, la sicurezza dei porti, l’innovazione tecnologica nei porti, la criminalità organizzata che controlla i porti. Posso continuare per ore. A che pro? Neanche i troppo giovani e inesperti esponenti del M5S, da soli, possono risolvere questo tipo di interdipendenze. Chiunque vinca (ovviamente mi auguro che, almeno, vincano gli onesti grillini) se non metterà mano alle complessità implicite nella politica estera (mediterranea) determinerà la sparizione dll’Italia. Per secoli o, per sempre.

Leo Rugens

Mappa-Trivellazioni-Adriatico

P.S.

Torneremo su questa questione del “corridoio adriatico” e il combustibile sottostante. Sperando di non doverci interessare ancora delle attività consulenziali del “negromante”, ciclista, di Bologna