Claudio Martelli conobbe bene, in USA, Michael Ledeen. Per questo, tra l’altro, ero interessato a frequentarlo

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A chi, tra gli amici cari, tra gli ex collaboratori, tra gli immancabili denigratori di professione mi chiede, ancora oggi stupito per il disastro che nella mia vita privata e professionale ha generato l’aver voluto portare l’attività di “Ipazia”, a Siena, durante la campagna elettorale della primavera del 2011 (quella che vedeva avere al centro di un possibile dibattito la responsabilità del PD nella gestione disastrosa del MPS), perché lo avessi fatto, ho cominciato a rispondere, dal 22 giugno 2012, a cerchi concentrici (come solo so fare), con le parole scritte in questo blog e in particolare con quelle dedicate all’opportunità di poter frequentare da vicino, l’ex Ministro di Giustizia, Claudio Martelli.

Come affermato altre volte negli articoli postati, la Provvidenza, tramite un dipendente di Ipazia, tale Giampaolo Colletti (un giovane brillante che l’amica rete mi aveva spinto a conoscere ed ingaggiare professionalmente per le sue idee brillanti su come usare internet e frequentare l’infosfera) mi aveva fatto conoscere, sia pur in tarda eta (la sua e la mia), Claudio Martelli e il suo immancabile e inossidabile  scudiero Sergio Restelli. Quest’ultimo, proprio un bel tipo (Restelli) come, da soli, potete approfondire grazie all’amica rete.

Oggi è tempo di ben altra chiamata alle urne di quella “senese” destinata (così speravo), in quel momento, a battere la poltiglia bituminosa  rappresentata da Massimo D’Alema, … Bersani, Franco Ceccuzzi, Giuseppe Mussari, Denis Verdini, Silvio Berlusconi, Niki Vendola, Giovanni Berlinguer, Alessandro Nannini, Gustavo Raffi, Stefano Bisi, uniti in un solo osceno trenino, a Piazza del Campo, nel maggio del 2011; oggi, grazie a Grillo/Casaleggio e a tutti i cittadini che si sono autoconvocati nel M5S, si gioca ben altra partita, vitale per la sopravvivenza della democrazia in Italia e, quindi, sembra quasi inopportuno dedicare, anche solo poche righe, a quegli avvenimenti e a quei ricordi personali. Avvenimenti che hanno lasciato memoria – sostanzialmente – solo di errori e di racconti calunniosi dedicati all’azione politica e culturale invece pensata per ben altre finalità. Passo dopo passo, cerchio dopo cerchio, tornerò su quella vicenda politica fortemente “voluta” da me, in quel momento politico nazionale, prima della comparsa del burattino Renzi e prima ancora che si avessero certezze della forza del M5S.  Non lasciare nulla di intentato per far luce su quelle scelte e quegli errori da me fatti. Oggi voglio affidare all’amica rete (luogo che mi appare sempre più onesto testimone negli avvenimenti complessi) un fatto di dettaglio che, spero, non sfugga, ai cacciatori della Verità. Un dettaglio ma come vedremo utile ad una comprensione dell’intera vicenda. Nel 2010, negli Stati Uniti d’America, secondo la loro prassi, fu desecretata, passato il tempo di legge, una montagna di documenti della Cia e di altre organizzazioni la cui attività è stata spesso determinante per gli assetti globali. Carte anche relative all’Italia. In modo particolare videro la luce due relazioni della CIA – La fine dell’era democristiana?, 1984/1985, dedicate al solito timore dell’indebolimento della NATO ad opera di una Italia sempre più ventre molle del Mediterraneo e sempre più guidata da dei personaggi (democristiani), troppo ambiziosi e pronti a qualunque compromesso. Vedi Giulio Andreotti e la sua spregiudicata condotta pur di divenire Presidente della Repubblica. Gli americani “reganiani”, scelsero Bettino Craxi e in particolare gli offrirono l’amicizia dell’ex comandante delle forze NATO Alexander Haig, poi Segretario di Stato con Regan. Ed ecco il dettaglio che ancora oggi mi fa dire che Claudio Martelli (per capire non poche vicende complesse che riguardano la nostra storia recente – da Giovanni Falcone fino alla Achille Lauro) è persona preziosa per comprendere il senso degli avvenimenti che ci hanno travolto, come Paese e classe dirigente, togliendoci sovranità, soprattutto alla luce della sequenza drammatica (ancora in corso) definita da Aldo Giannuli, “la grande crisi del 2012/2013/2014”.

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Alla “Cerimonia di Insediamento” di Ronald Regan, per il PSI, partecipò Claudio Martelli scelto, ritengo perché colto e fluente in inglese. Era inoltre di famiglia di tradizione repubblicana – pacciardiana.

Di ritorno dagli USA (anche per il Paese guida del mondo occidentale quella cerimonia aveva avuto un particolare significato e segnava l’inizio di un periodo storico straordinario), Claudio Martelli scrisse una relazione (così si faceva un tempo nei partiti!), riferendo ai compagni della Direzione, di aver visto “… parecchia gente della nuova amministrazione ma ritengo di non poter fare nomi eccetto uno, quello di un collaboratore del Segretario di Stato Alexander Haig, il professor Michael Ledeen (già lui, sempre lui, ancora lui.ndr)

Mi ha confermato quella che mi sembra l’opinione più diffusa: nei rapporti tra gli USA e l’Italia, gli interlocutori del futuro, siamo noi socialisti e la DC ma a condizione che la DC si rinnovi”.

Spero che anche i cretini (ritengo, comunque, che non ce ne siano, tra i lettori di Leo Rugens) abbiano riconosciuto, nel nome di Michael Ledeen, l’attuale 72enne consigliere strategico di “Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi”. Forse il mondo è più complesso di come appare e il compito dell’Intelligence (soprattutto se ritiene di dover essere “culturale”) è quello di provare a tener conto dello “sguardo lungo della Storia”. Forse aver tentato di far stabilire un rapporto politico e, soprattutto, culturale tra Pierluigi Piccini e Claudio Martelli, durante il periodo della “maledetta” campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Siena nel 2011, non era proprio la pensata di uno sprovveduto squattrinato come poi mi sono ritrovato a dover essere giudicato dai ricchi, doppio giochisti e “ignorantissimi” senesi. Claudio Martelli, se gli infidi senesi con in testa i burattinai di Stefano Bisi, gli stessi che, adesso,  lo vogliono spacciare il giornalista per un Gran Maestro, non lo avessero subito preferito morto piuttosto che “al servizio” di ragionamenti necessari alla rinascita dell’Italia, oggi l’Italia avrebbe una sfumatura in più di opportunità di capire se stessa e chi la vuole “schiava”. A Siena abbiamo avuto contro, quegli stessi ambienti che ora pensano possibile ridare sovranità al Paese facendolo guidare dal più ignorante di tutti gli ignoranti, Matteo Renzi.

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La verità è che non avrei mai dovuto fidarmi di gente che pensava che Giuseppe Mussari fosse un banchiere; non dovevo fidarmi di gente che riteneva Lorenzo Borgogni, “l’americano” di Finmeccanica, un’eminenza grigia potentissima; non dovevo mischiarmi con gente che pensava che la Mens Sana (nella versione calcio o pallacanesto che fosse) sarebbe stata invincibile per l’eternità e non solo forte grazie ai soldi che nel MPS si distraevano, a vantaggio della vanagloria dei tifosi/elettori,  dai conti di tutti i correntisti d’Italia. Non solo da quelli dei senesi (quattro gatti) come i cretini ritenevano; non dovevo provare a far ragionare “capre ignoranti” (altro che conti da pagare!) affidando loro pensieri complessi quali quelli di Mario Luzi e il suo amore per Ipazia; la verità è che non dovevo fidarmi di personaggi para esoterici (in realtà ormai avvinazzatisi – oltretutto neanche affidandosi a un  buon Brunello nostrano  ma allo champagne acquistato, forse a poco, presso le enoteche parigine) che, a loro volta, ritenevano “fratelli” (da temere) gentarella come Denis Verdini e Stefano Bisi; non dovevo fidarmi di servi dei massoni francesi avversari strategici, da sempre della nostra bella Italia come insegna “Il Misogallo” di Vittorio Alfieri. Lui sì, massone. Chi se la fa con i francesi rimuovendo cosa sia stato l’Hyperion “brigatista” o la strage di Ustica, deve essere trattato come uno spergiuro e un traditore della Repubblica Italiana. Altro che denigrare la personalità di Claudio Martelli che avevo scelto perché utile alla comprensione di quei fenomeni geo politici complessi di cui, ancora adesso, la quasi totalità degli ubriaconi/cocainomani/promiscui senesi che si propongono come ceto politico dirigenziale, ignorano l’esistenza. Comunque, alla luce (!) dei prezzi che io e i miei (assolutamente non colpevoli) collaboratori abbiamo pagato, risceglierei, ancora una volta, la frequentazione, in tarda età, di Claudio Martelli, ma, mai e poi mai più, riproverei a dare, “perle ai porci”. Con rispetto, ai suini.

Oreste Grani

P.S.

Continuo a ritenere che, se la salute lo assiste, potrebbe arrivare, a breve, in Italia, Henry Kissinger. Se si trovasse un giornalista (basterebbe, anche mezzo), capace di fare le opportune domande al vecchio stratega, su Michael Ledeen e del suo ruolo di “filo conduttore” di Matteo Renzi,alla fine dell’intervista, ne potremmo sapere a sufficienza. Da questo primo riscontro, si potrebbe cominciare a lavorare,  ulteriormente, su Marco Carrai e l’amicizia che lo lega al Capo del Governo italiano. Così, quando dovesse venir fuori l’ennesimo caso di un “qualcuno di inopportuno”, (portatore di interessi diversi da quelli auspicabili per i cittadini italiani, cioè un agente d’influenza) trovato vicino – vicino, al nostro Premier di turno, non ci faremmo, per l’ennesima volta, trovare impreparati. Ripeto: è opportuno che qualcuno intervisti Claudio Martelli su chi sia Michael Ledeen e il peso che ancora potrebbe avere quando il tempo di Obama dovesse finire; sarebbe, altrettanto interessante, qualora dovesse arrivare il 92enne Kissinger, chiedergli, novelli Maurizio Crozza, “ma chi cazzo è questo Michael Ledeen?”. Attendo smentite su quanto postato nell’articolo e nel P.S.