Il 23.5% degli Italiani aventi diritto al voto decide per tutti che Renzi è, dopo Mussolini e Berlusconi, il nuovo salvatore della Patria. Rimaniamo in fiduciosa attesa

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Il 23,5% (decimale più, decimale meno) degli Italiani, aventi diritto al voto (questo dicono i numeri assoluti e non il 40,8%), ritengono che un tipo come Matteo Renzi, sarà capace di guidarli, con successo e in modo equo, nelle complessità geo politiche di un mondo quale quello che si delinea  soprattutto dopo i terremoti culturali e di potere politico avvenuti in tutti (dico tutti) gli altri paesi europei. Questa mattina, a tutte le latitudini, in tutte le capitali, in tutte le cancellerie (come si diceva un tempo) si cominciano ad esaminare, con grandi preoccupazioni, i dati di tendenza (pericolosissimi) che sono impliciti nel voto espresso da quei cittadini europei che sono andati a votare. Cioè solo il 43% degli aventi diritto al voto! Ovunque si peseranno le astensioni, considerando quelle masse di persone che si sono auto escluse, vera miscela esplosiva, soprattutto se messa in relazione “simpatica” con le dichiarazioni “di guerra” di tutti gli xenofobi/razzisti/antisemiti che si sentono (loro sì) i veri vincitori della “conta” appena avvenuta.

Mentre l’orrore di quanto accaduto negli ultimi sette anni, nel vecchio continente (ci metto come la vera causa scatenante le sofferenze dei popoli, una interminabile recessione voluta e organizzata da una banda di criminali assetati di denaro e potere) ha allontanato dalle urne il 57% di chi avrebbe potuto esprimere un’opinione sul futuro comune, in Italia, in molti, spensieratamente, hanno sentito una irresistibile attrazione per Matteo Renzi. L’Italia, evidentemente, è così ed io mi ci sono fatto vecchio senza capire che, agli Italiani, piacciono i tipi alla Berlusconi/Renzi piuttosto che gli onesti alla Luigi Di Maio. Unici in tutto il Continente, elettori italiani, avete pensato (in realtà, solo il 23.5% degli aventi diritto al voto) che fosse giusto affidarsi a chi ha fatto dare, ad alcuni milioni di voi, a poche ore dal voto, presi dalle casse dello Stato, ottanta euro! Nella storia c’è chi si è accontentato di trenta denari, chi di un piatto di lenticchie e chi, in questi giorni, di ottanta euro. Perché meravigliarsi: gli italiani sono quelli che, nel 1938, ritenevamo Benito Mussolini capace di tenerli fuori dal conflitto mondiale. Come è andata a finire è noto al mondo e il mondo ancora ride delle nostre viltà ed inadeguatezze espresse in un avvenimento tanto drammatico. Gli Italiani, guai a dimenticarlo, hanno creduto che uno come Berlusconi potesse, a prescindere dai meccanismi complessi che governano l’economia mondiale, generare, per suo conto, un milione di posti di lavoro. Adesso, hanno preferito stordirsi con un altro dei tanti Crozza/Renzi/Berlusconi, piuttosto che fare i conti con la realtà. Mentre il mondo si prepara alla complessità che è implicita nelle vittorie dei partiti antisemiti, ormai diffusi in tutta l’Europa, il 23.5% degli Italiani aventi diritto al voto, ha deciso, un’altra volta, di credere “agli asini che volano”.

La Storia, ancora una volta, sarà maestra di vita e mostrerà a quel 23.5% chi era il “buffone” e chi, viceversa, un sincero “royal fool”. Hanno scelto liberamente Matteo Renzi e hanno cominciato a “rimuovere” gli onesti cittadini confluiti nel M5S; quelli che si erano, poveri bischeri (dirà lo scaltro toscanaccio), “veramente” auto ridotti gli stipendi. Come al solito, quel 23.5% di cazzoni, fatto il guaio, si pentiranno. Ma, come al solito, sarà troppo tardi. A meno che, la maggioranza (ancora una volta troppo silenziosa) degli Italiani, fatti i conti con il pallottoliere, rendendosi conto che i “cretini organizzati” intorno a Renzi sono una minoranza, non decida di reagire. Ristabilendo il diritto dei più ad essere rispettati. Quando il troppo per bene Giuseppe Grillo da Genova diceva che il suo Movimento politico era l’argine che salvava “la pelle” alla partitocrazia, non si sbagliava di troppo. Come ho detto altre volte, quella sera, quando in molti circondarono i palazzi del Governo, chiedendo Stefano Rodotà alla Presidenza della Repubblica, Giuseppe Grillo “doveva” arrivare a Roma. La partita odierna si perse quel giorno. Oggi non sarebbero mortificati gli sforzi di milioni di Italiani che si sono illusi che fosse sufficiente scandire nelle piazze di tutta Italia, alta e forte, la parola “Onestà”, per vincere contro il 23.5% di un popolo che preferisce sollazzarsi con pratiche sessuali masochiste quali il lavaggio, con la lingua, dei piedi  dei potenti. Agli Italiani piace citare Pier Paolo Pasolini ma, delle sue fiere indicazioni, poco capiscono. Comunque grazie a quel 12,2% (è la vera percentuale degli italiani aventi diritto che ha votato M5S) che hanno voluto provare a non farsi guidare (come diceva il direttore del Il Sole 24 Ore, Roberto Napoletano) da un uomo “ignorantissimo”. Ma, aggiungo io, come sono troppi italiani, furbissimo!

Leo Rugens