Al V° Municipio di Roma, grazie all’azione di quegli urlatori nulla facenti del M5S si comincia a parlare del “compostaggio di comunità”

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Conosco il nome di Gianroberto Casaleggio e il suo impegno etico/professionale sin da quando, nel 2002 (all’epoca era Amministratore Delegato della Webegg), sottoscrisse il Manifesto di BICA, Biennale internazionale comunicazione ambientale che io, in modo semplice, sostenni come manifestazione promossa da Fererambiente. Il primo firmatario del documento fu il Premio Nobel per la Medicina, Rita Levi Montalcini. Seguirono molte altre autorevoli firme dell’epoca quali Alberto Abruzzese, Gae Aulenti, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Domenico De Masi, Massimiliano Fuksas, Margherita Hack, Sebastiano Maffettone, Roberto Vacca, Nicola Aliperti, Gian Piero Beghelli, Aldo Burello, Francesco Caio, Andrea Cirelli, Petro Colucci, Givanni Felin, Vito Gamberale, Edoardo Garrone, Enzo Giochin, Massimo Manelli, Francesco Massari, Pasquale Pistoio, Roberto Renon Giuseppe Russo, Chicco Testa, Nicola Tognana, Stefano Zenti e, ultimo ma, non ultimo, Gianroberto Casaleggio. Un fritto misto di persone sinceramente ambientaliste e di grandi inquinatori pronti a lavarsi la coscienza con una firma. Casaleggio, ovviamente, era ed è rimasto tra i sinceri e intelligenti difensori dell’ambiente. Potete leggere il testo e spero che ne apprezziate la freschezza e le indicazioni di comportamento civile che ancora contiene.

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«UNA CARTA PER L’AMBIENTE

È maturata la consapevolezza che la sfida per un ambiente più vivibile non si vince esclusivamente attraverso le convenzioni internazionali, la formalità dei protocolli, le schermaglie diplomatiche fra i potenti della terra, né tantomeno tramite la delega a movimenti spontanei fortemente critici. Il progetto culturale, economico e sociale su cui fondare l’azione per sviluppare una migliore qualità della vita inizia. con il posizionare al centro dell’attenzione e della ricerca il binomio ambiente-economia. L’obiettivo è quello di perseguire uno sviluppo sostenibile, inteso come raggiungimento di un avanzato equilibrio fra crescita economica e salvaguardia del nostro habitat e delle sue risorse.

L’adozione di un metodo basato sul confronto tra tutti i soggetti della sfera produttiva, istituzionale e sociale, che prescinda da pregiudizi ideologici, è indispensabile all’impiego del concetto di “ambiente” come insieme di risorse da tutelare e utilizzare responsabilmente a garanzia delle generazioni presenti e future. Il senso di responsabilità dei cittadini riguardo la salvaguardia dell’ambiente è cresciuto parallelamente alla disponibilità ad assumere comportamenti positivi. Ciò nonostante rimangono numerose questioni aperte: dalle possibilità di accesso e di rispetto per le risorse ambientali, da parte di tutti gli abitanti della terra, al corretto utilizzo dei risultati della ricerca scientifica fino ad una comunicazione ambientale obiettiva e di reale utilità sociale.»

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Al pensiero di Rita Levi Montalcini, se ne deve aggiungere un’altro (è doveroso leggerli insieme) elaborato dal maestro di tutti gli strateghi, M.K. Gandhi:

«Ognuno deve essere lo spazzino di se stesso.Evacuare è altrettanto necessario che mangiare: e la cosa migliore sarebbe che ciascuno gestisse i propri rifiuti… Per anni ho pensato che ci deve essere qualcosa di radicalmente sbagliato là dove la gestione della spazzatura è stata resa attività di una categoria specializzata della società. Non abbiamo nessuna testimonianza storica sull’uomo che per primo assegnò il rango più basso a questo essenziale servizio. Chiunque sia stato non ci ha certo fatto del bene. Sin dalla nostra prima infanzia dovremmo avere impressa nelle nostre menti l’idea che siamo tutti spazzini… Occuparsi della spazzatura in un modo intelligente aiuterà ad apprezzare veramente l’uguaglianza umana.»

Una così ampia premessa per dire, semplicemente che, quei degenerati urlatori, stalinisti, nulla facenti dei cittadini organizzati nel M5S, residenti ed attivi nel territorio del V° Municipio di Roma, si stanno battendo, proprio nello spirito che il binomio di saggi eccellenti Montalcini/Casaleggio già allora indicava, perché si avvii la procedura amministrativa e politica per istallare, quanto prima, apparecchiature funzionali a quella prassi di civiltà e di economia, a Km Zero,  che va sotto il nome di, “compostaggio di comunità”.  Interrompendo finalmente la costosa prassi del trasferimento di una parte dei rifiuti in altre Regioni.

Leo Rugens