L’acqua è un bene primario e come tale deve essere trattato normativamente e rispettato nella sua “sacralità”

L’acqua è un bene primario e come tale deve essere trattato normativamente e rispettato nella sua “sacralità”. Oltre un anno addietro ho postato un articolo che conteneva brani scritti, in modo “colto” e piacevole, proprio intorno al tema delle acque dal Rabbino capo di Napoli e del Meridione d’Italia, Scialom Bahbout.

ACQUE SUPERIORI E PURE

Etiopia, foto di Fabrizio Perilli

 

La tradizione mistica ebraica della Kabbalah individua nell’acqua il simbolo della sefirà Chessed che indica la qualità divina dell’amore, al contempo la Torà (il Pentateuco) è preso a simbolo stesso dell’acqua. Infatti, come la Torà simboleggia la vita morale, così l’acqua è lo strumento essenziale della vita materiale. Il termine ebraico che traduce la parola acqua è màim מים. Alcuni fanno derivare la parola shamaim (שמים cielo) dall’unione di esh (אש fuoco, formato da due lettere delle quali la alef, la prima lettera, è muta) e dimaim: i cieli sarebbero quindi l’unione di acqua e fuoco, oppure il cielo è il luogo in cui c’è l’acqua (shammaim).

Nell’ebraismo, l’acqua riveste un’importanza particolare. Se ne fa grande uso in molte circostanze: si lavano le mani al mattino, dicendo la relativa benedizione, versandola alternativamente sulle mani per purificarle prima di iniziare la giornata e porsi al servizio di Dio; si lavano le mani dicendo la benedizione prima del pasto (come facevano i sacerdoti prima di mangiare il proprio pasto sacro); le donne si immergono nel Mikvè (bagno rituale) alla fine del ciclo mestruale in segno di purificazione; lo stesso fanno anche gli uomini prima di alcune feste solenni; chi viene accolto in seno al popolo ebraico convertendosi, deve immergersi completamente in un bagno rituale oppure in acqua di fonte o nel mare. Una speciale festa era celebrata l’ultimo giorno della festa delle capanne (Simchat bet hashoevà) in cui si facevano giochi di acqua e molte manifestazioni di gioia.

Possiamo anche osservare che la parola maim מים (acqua) si scrive in ebraico con due mem diverse: la prima aperta e la seconda chiusa. Secondo i mistici questa particolarità rappresenterebbe allegoricamente l’acqua della creazione per la quale è detto: “Dio separò tra l’acqua inferiore da quella superiore”. L’acqua inferiore è quella tutti noi conosciamo, mentre quella superiore non ci è nota. Questo sarebbe il motivo per cui la prima מ è aperta, mentre la seconda ם è chiusa, per indicare che all’uomo sfugge il significato dell’acqua superiore, mentre rimane alla sua portata solo quella inferiore.

Le due acque sono separate dalla lettera ebraica più piccola, la jod י , che è la prima lettera del Nome quadrilittero della Divinità nella Bibbia: questo potrebbe forse insegnarci che, per preservarne la purezza, Dio ha voluto dividere le due acque. Sta all’uomo – che deve completare l’opera della creazione – far sì che le acque superiori alimentino quelle inferiori rendendole fertili.

 

Etiopia, foto di Fabrizio Perilli

 

 

 

Oggi trovo traccia nella rete dell’onesto agire dei cittadini organizzati nel M5S che ribadiscono questi principi di diritto e di attenzione, sostanziale, vigilando che nessuno faccia illeciti profitti intorno al bene primario. Proprio come ha ritenuto di fare quel galantuomo dell’ex Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che, per cercare di arricchirsi oltre al già lauto stipendio che percepiva, da oltre dieci anni, quale Direttore Generale del Ministero dell’ambiente, decise di andare fino nel lontano Iraq, paese martoriato di fresco dalla guerra e sgraffignare 3.4 milioni di euro sull’ammontare dello stanziamento, per aiuti “umanitari”, che lo Stato italiano (chi custodisce i custodi? chiede, da sempre, questo blog) aveva destinato alla terra del Tigre e dell’Eufrate, bisognosa di tutto, dopo i bombardamenti, a partire  proprio dall’acqua. Acqua che, anche da quelle parti, è considerata sacra.

Clini

L’estremista di cui aver timore è, ovviamente, Giuseppe Grillo da Genova che urlando invoca, per questo tipo di reato infame, il massimo della pena. Anzi, eccede in modo sguaiato l’invasato ligure, nemico giurato dei “moderati”. Povera gente questi “moderati” italiani, minacciati dal agire politico del M5S e dal suo fondatore. Un vero pazzo quello stalinista/polpottista di Beppe Grillo quando invoca delle “Norimberga” per fare giustizia dei comportamenti di mostri subdoli decisi ad arricchirsi speculando sulla sete dei popoli oggetto degli aiuti umanitari erogati dallo stesso organismo di cui uno è il massimo garante. Guardate con attenzione la biografia di Corrado Clini, scelto a suo tempo, da Mario Monti, nell’omonimo governo. Cercate nella sua biografia ufficiale (è in rete) le tracce degli interessi reconditi e, informazione dopo informazione, in special modo (messi sull’avviso dal modello criminale applicato all’opportunità Iraq) informatevi di quanto abbia saputo fare per le popolazioni del  Brasile, Cina, Messico, Egitto, Montenegro. Ricordando sempre che, il Signor Ministro, prima del giuramento alla Repubblica Italiana e alla sua bandiera aveva, in quanto medico, giurato anche ad Ippocrate. Nella sua visione, “ristretta” e giustizialista, Leo Rugens considera questa, un’aggravante: medico e ladro di denaro destinato all’acqua che, ovunque e in tutte le culture, è notoriamente la Vita e quindi la salute. Doppio criminale! Approfondite e, saggiamente, aspettate l’agire sinergico (ultima speranza) della Magistratura e delle forze dell’ordine alla scoperta dei comportamenti tenuti a discapito della Stato, suo datore di lavoro e delle popolazioni destinatarie degli aiuti. Di fronte a quanto continua ad accadere, ritengo che Giuseppe  Grillo  sia stato un vero ingenuo, un “pazzo” generoso quando, quella sera, per timore che la piazza desse l’assalto al Palazzo, non arrivò mai a Roma, lasciando migliaia di cittadini determinati “al peggio”, senza direttive. Quella sera Grillo salvò il Paese da un inizio di qualcosa che poteva facilmente degenerare e, come sempre dopo succede, conquistandosi, l’ingratitudine dei beneficiati. Torneremo su quelle ore drammatiche di cui si parla poco o niente.

Leo Rugens

Cari, pochi ma attenti lettori, voglio essere creduto!  Avevo finito di scrivere questo post circa alle ore 19:00. Pubblicato,prima   ho fatto altro e poi, come di abitudine, mi sono messo a vedere il telegiornale condotto, su La 7 , da Enrico Mentana. Quando il Direttore è arrivato a parlare della notizia dell’arresto di  quell’ipocrita e spergiuro di Corrado Clini, ho avuto un vero sobbalzo:il modello operativo criminale attuato in Iraq per cui ieri era stato arrestato, si ritiene sia stato ripetuto anche in Montenegro (15 milioni di euro) e in Cina per ben 200 milioni! Esattamente come, con tono provocatorio, avevo suggerito potesse essere il comportamento seriale.Ho scritto che sarebbe stato opportuno verificare i comportamenti tenuti dall’infedele servitore dello Stato anche in Brasile, Cina, Messico,Egitto, Montenegro. Cina e Montenegro, affondate in questa atipica “battaglia navale”. Come al solito i complici non vanno cercati dalle parti di Cosenza ma tra gli affiliati alla loggia/cosca denominata M5S. Siamo in attesa di conoscere gli importi delle operazioni “Brasile – Messico – Egitto”. Questa volta Leo Rugens ha stupito,quel fessacchiotto di Oreste Grani. O ,forse, come al solito, è Oreste Grani che stupisce Leo Rugens. Comunque sia, complimenti!
29 maggio 2014 , arrivano notizie di malefatte anche in Brasile! Troppo facile “investigare” su questi farabutti senza fantasia ! Basta seguire le donne, u’pilu, come insegna il il maestro dei maestri Cetto La Qualunque! Per 25 anni Corrado  Clini e Giuseppe Grillo, complici, hanno fatto come cazzo hanno voluto al Ministero dell’Ambiente e nessuno si era accorto di niente? Leo Rugens azzarda una ipotesi investigativa: vuoi vedere che, invece l’astuto Pecoraro Scanio li aveva scoperti e che, per quello, lo hanno tolto di mezzo? Chi vivrà, vedrà!
Leo Rugens ci rimette la firma e la faccia. Pardon,”il muso”.
P.S.
Rimangono fuori del piano criminale l’Egitto e il Messico.
Pazienza.