La politica Estera è tutto. Ora che in India ha vinto Narendra Modi che per semplicità potremmo definire di estrema destra, è opportuno…

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La politica estera è tutto. Ora che in India ha vinto Narendra Modi che per semplicità potremmo definire di estrema destra, è opportuno … inviare come mediatore nella vicenda dei Marò, il nostro eroe Ignazio La Russa.

Da quasi cento giorni (quelli canonici di cui sempre si parla), “Attanasio Cavallo Vanesio”, alias Matteo Renzi, pretende di guidare il Paese, dopo aver tradito e, “scansato più in là”, il suo compagno di partito, Enrico Letta. Per le cose che ha saputo far credere agli italiani (popolo di creduloni, vedi Mussolini, Berlusconi) ha rimediato la fiducia di uno striminzito 23% degli aventi diritto al voto. Così, contro corrente, si esprime Leo Rugens. Perché, così è. Punto e basta. Il vanesio ritiene che si possa guidare il Paese, senza esprimere un solo “pensierino” in politica estera. Non parlo delle semplificazioni che, in piena euforia post elettorale, spaccia per “visione” geo politica. Renzi non formula un solo pensiero degno neanche (come, da saggio preveggente, diceva Crozza, mesi addietro) di essere trovato nell’incarto, come “valore” aggiunto, ai già squisiti, “Baci” Perugina. Cosa si pensi, viceversa, in Leo Rugens del peso che si debba attribuire nel valutare una classe dirigente alle posizioni che essa sa esprimere in politica estera è facilmente deducibile da quanto ci siamo esposti a dire in questi anni nel blog. Ribadiamo: la politica estera è tutto. Mussolini, fino al 1938, sembrava in sella al cavallo nero o bianco che fosse; anzi impugnava, a quella data, la Spada dell’Islam, e si proponeva quale difensore dei 250 milioni di musulmani  sparsi per il mondo! Dopo pochi mesi ha fatto irruzione la “politica estera” e, il Fascismo con il suo Duce, sono stati schienati. Così come è successo a quel provincialotto di Silvio Berlusconi: appena ha messo fuori il naso dai confini della Patria, si è dovuto limitare a fare lauti affari (per se) e scopate pirotecniche. Anche queste sempre per se e per il suo pisello.

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Abbiamo inutilmente atteso che “Attanasio Cavallo Vanesio – Matteo Renzi” dicesse due parole in croce sulle situazioni in Israele, Egitto, Libia, Nigeria, Siria, Turchia, Uckaina, Kazakistan. Niente! Eppure (lui che, per legge, guida e indirizza l’AISE), dovrebbe sapere che queste sono le priorità su cui si lavora nei nostri “Servizi”; dovrebbe sapere che si deve (per dettame costituzionale) provare a difendere gli interessi dell’Italia e, così facendo, riprendere quota e credibilità in quegli stessi ambienti, dove, negli ultimi venti (20) anni, situazione dopo situazione, abbiamo perso il rispetto degli specialisti di settore. La Geopolitica, come deve essere, è fortemente condizionata dalle agenzie di Intelligence dei paesi che ne sono protagonisti. In queste ore, è la CIA che prova a rimettere ordine (si fa per dire!) in Libia e in Egitto. Il nostro “Attanasio Cavallo Vanesio” non capisce veramente un’H di queste cose. Anzi, è ormai evidente, che chi di dovere, lo ha messo a Capo del Governo proprio per questo. Amici cittadini elettori italiani, la prossima volta prima di attribuire il 23% del consenso degli aventi diritto al voto, verificate che il Premier sappia soprattutto di politica estera. Mediterranea in particolare.

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Ovviamente, tacciamo della lontanissima India (“amorali organizzati” nel Governo italiano, vi ricordate che i Marò sono ancora in attesa di giudizio e che solo il 31 luglio 2014, cominceranno a capire che fine faranno?) dove, come si sapeva, si è conclusa, solo alcuni giorni fa, la più lunga votazione elettorale del mondo (un mese e mezzo). La sfida potrebbe essersi chiusa nel peggiore dei modi per i nostri soldati avendo vinto lo schieramento politico guidato da Narendra Modi, lui si peggio di Hitler, formatosi culturalmente e politicamente nell’Organizzazione nazionalista di estrema destra RSS, Rashtriya Swayamsevak Sangh che, e bene ricordare subito, armò la mano dell’assassino del Mahatma Gandhi. Per cominciare a dire quanto potrebbe complicarsi la questione Marò, e bene ricordare che la nuova guida politica dell’India è un hindù; forse, non tutti sanno che, per gli hindù, hindù si nasce e non si diventa. Gente complessa, da trattare avendo come dato di partenza il fatto che i Marò italiani hanno ucciso “due dei loro”. A meno che, non sia vero proprio il contrario e cioè, avendo, ormai, vinto le elezioni, gli ambienti che “elettoralisticamente” dovevano mostrare la loro intransigenza da hindù anche nelle questioni tipo, “chi ha ucciso chi”, ora si possa risolvere la vicenda dei nostri connazionali, con una maggiore flessibilità e abilità negoziale.

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Come consigliamo da sempre, ora deve irrompere la “cultura” e diplomatici che sappiano esattamente come prendere gente che si sente veramente, nel profondo, razzisticamente parlando, una razza superiore. Per questo atteggiamento mentale, da sempre il loro movimento RSS, e paragonato alla gioventù hitleriana. Non i grillini del M5S. Forse è ora di provare a mandare da quelle parti, con la scusa dell’estrema destra “nazista” salita ormai al potere in India, il vero colpevole di tutto,il camerata senza paura di niente e di nessuno, Ignazio La Russa. Tra camerati nazionalsocialisti potrebbero intendersi. Viceversa, la vediamo male per i Marò. Politica estera renziana dicevamo, caratterizzata da un assordante silenzio. Questo silenzio “di sostanza”, ci insospettisce ancora di più dal momento che, il toscano, risulta essere  spinto, da dietro, da veri specialisti in scenaristica internazionale quali, gli anziani Giancarlo Elia Valori e Michael Ledeen.

Mi direte: non si può avere tutto! Se non si può avere tutto, almeno, toglietemi da davanti Renzi che imita Crozza/Renzi. E, soprattutto, ripeto, proviamo a mandare Ignazio la Russa a recuperare i Marò.  Vedrete che qualcosa, di positivo, succederà.

Leo Rugens