L’esperto e sempre attento Athos De Luca chiede chiarezza, in Campidoglio, intorno al caso ACEA/Alfonso Messina/Security Service

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Questa notizia può sembrare una delle tante, in tempi in cui non si fa a tempo a contare quanti “uomini pubblici” assumono comportamenti fraudolenti a discapito della collettività. Non è così, intanto perché, raramente, un politico esperto come Athos De Luca (lo ricordo, personalmente, sin da quando era esordiente, negli anni migliori del Partito radicale ’70-’80) prende un granchio e poi perché, il settore di lavoro (lo chiamerò, per  semplificare, global service) in cui potrebbe essere stato perpetuato l’illecito, è uno di quelli più soggetti a comportamenti di natura illegale quale quella ipotizzata. Dietro al global service e alla security infatti, spesso, si delinea un mondo che non può più non essere indagato a fondo e “rivoluzionato” nella sua stessa concezione e finalità.

Il settore del global service (questo lo segnalo se ne avesse necessità – ma non credo – proprio ad Athos De Luca), ha non pochi lati oscuri, figli spesso di paradossi (alcuni luoghi sentinelle della legalità – Comando generale di….Direzione generale di… – si vedono costretti per restrizioni di budget a spingere di fatto le ditte appaltatrici a comportamenti non ortodossi) che si generano in attuazione dei contratti e di tagli dovuti alla continua riduzione dei servizi e, soprattutto, alle  gare al massimo ribasso che connotano questo settore. Dietro a questo mercato girano cifre macroscopiche e comportamenti che, passo dopo passo, consentirebbero di mettere ordine in CONSIP e nella spesa pubblica in generale. Questo universo non è leggibile solo attraverso tabelle orarie e retributive ma, soprattutto, andrebbe esplorato alla luce delle gravi incongruenze legate alle professionalità non riconosciute al livello contrattuale e di comprensione della vulnerabilità del settore in termini di nuova concezione della sicurezza. Per affrontare le grandi trasformazioni del lavoro, soprattutto nel  settore a cui si riferiscono le notizie stampa o le vicissitudini giudiziarie di quello o di questo, oltre che ad una nuova prospettiva di sicurezza sociale per i lavoratori genericamente pensati, occorre studiare il futuro di questo settore decidendo di tutelare un lavoro che si fa sempre di più con la testa (oltre che con un evoluto rapporto con le tecnologie) e dove sono richieste autonomia e capacità di iniziativa abbinata a delle ottime e  “intelligenti” capacità relazionali. Altro che gare al massimo ribasso per attività inerenti luoghi o attività di massima sicurezza. Lo strano caso che coinvolge l’ACEA, Alfonso Messina, la Security Service è un iceberg che, l’attento Athos De Luca, fa benissimo a seguire con la dovuta attenzione.

Oreste Grani

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