Nel maggio del ’90, a Dublino, “puntando i piedi”, si è riusciti a farla chiamare, “criminalità organizzata”, invece di “mafia”. Se non è zuppa, è pan bagnato.

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Prima di farvi fuorviare da abilità o meno, a gestire “semestri” italiani in Europa; prima di confondervi dietro a percentuali “democristiane” (40% ma, in realtà, solo il 23% degli aventi diritto al voto) che vi potrebbero far ritenere Matteo Renzi uno statista alla De Gasperi o, per chi fosse di bocca buona, alla Giulio Andreotti, facendo come sempre facciamo, noi di Leo Rugens, saliamo a bordo della nostra Macchina del Tempo e ce andiamo indietro, al 31 marzo 1993. Pervenuti a quella data e nel luogo opportuno, compriamo una copia del “Corriere della Sera” e, cercato l’articolo “La svolta venne da Kohl dopo il delitto Livatino”, torniamo a casa, al tempo d’oggi. Sia pur nella nostra frugalità, ci mettiamo comodi  a leggere l’articolo citato, a riflettere e condividere  il testo con la rete. Facciamo questa cosa complicata e “pericolosa” (la dematerializzazione per ritrovarci fisicamente in quel tempo e a quella data, è una operazione estremamente rischiosa!) perché, da uomini anziani quali siamo, abbiamo nostalgia di quegli anni e di quella stagione “anagrafica” che non potrà più tornare. Così, con questa scusa, andiamo da quelle parti e nel tempo opportuno. Viceversa, a voi consigliamo, banalmente, di chiedere agli archivi della rete  la copia di quell’articolo.

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Di Claire Sterling, interessante protagonista del pezzo, vi abbiamo già parlato quando vi abbiamo segnalato che, a nostro sommesso avviso, Matteo Renzi è seguito, troppo da vicino, da tal Michael Ledeen. Sputato il nostro solito veleno, rimaniamo sulle considerazioni che, in quegl’anni, venivano fatte, in sede CEE, sulla situazione italiana rispetto alle sue “mafie”, in particolare modo, dai nostri alleati/nemici di sempre, cioè i tedeschi. Le poche righe che seguono sono una lettura illuminante su quali siano, a volte, i veri motivi di sfiducia e di contrasto tra Stati,anche e soprattutto, nelle sedi internazionali. Buona “meditazione” a voi e auguri sinceri a tutti i neo deputati eletti al Parlamento Europeo che, decenni dopo, troveranno la situazione, soprattutto per quanto riguarda la penetrazione mafiosa nel Continente, ancora più complessa e motivo di tensione tra l’Italia e gli altri stati membri della Comunità.

Leo Rugens

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