Gentile e giovane Debora Serracchiani, le auguro di non scoprire che il suo PD “renziano” è peggio del PCI di Antonio Bassolino e di Alfredo Romeo

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Se alla giovane Governatrice del Veneto, Debora Serracchiani, fosse concessa la facoltà di poter ascoltare il colorato (per il linguaggio) caledoscopio costituito dalle migliaia di “intercettazioni” riguardanti un malaffare pervasivo, diffuso, non solo nella destra dell’affarismo berlusconiano, ma anche nella sinistra avvolta nella bandiera sbiadita della diversità, ci risparmierebbe le sue insulsità sul PD e sui suoi compagni di avventura politica. Tutto il Veneto partitocratico, quindi anche il PD, risulterà coinvolto nella questione MOSE. Così come è il PD il primo responsabile del disastro a Siena e in tutto il territorio “servito” dagli sportelli del MPS. Ieri, finalmente, sono stati “chiamati” i sacrosanti (pochi) primi sette anni per il calabrese Giuseppe Mussari. Antonio Bassolino era ed è del PCI/PD e Alfredo Romeo, la Volpe di Posillipo, se ha avuto una tessera di un partito nella sua impegnata esistenza è stata certamente quella del PCI. Cosa c’entra questo improvviso desiderio di “caccia alla volpe”? C’entra, c’entra.

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Pazienza e vedremo se ci sbagliamo noi di Leo Rugens o le scimmiette del PD. Il compagno Romeo, spesso chiamato a rispondere di turbative d’asta e quindi di corruzione (materia da “alto tradimento” come improvvisamente se ne viene fuori il Traditore per antonomasia – vedi pugnalata ad  Enrico Letta – Matteo Renzi), nato a Cesa in provincia di Caserta, diventa l’uomo che oggi gestisce i patrimoni immobiliari dei comuni di mezza Italia (Firenze compresa, Venezia compresa, attenzione gentile Governatrice!) per conto dell’INPS, di dodici ministeri tra cui l’Economia, l’Interno, la Difesa, per il Consiglio di Stato e persino per il Quirinale perché la “sinistra” ne accetta metodi e convenienze da trentanni. Sinistra che è in continua inutile modificazione di denominazione formale,e a cui Lei appartiene e da cui lei è stata sostenuta organizzativamente. Anche nell’ultima elezione vittoriosa. Quella di Alfredo Romeo è una impresa pandemica (ritengo, logorroica governatrice,che anche lei sappia che le pandemie sono materia, nei paesi che ne siano dotati, della Strategia di Sicurezza Nazionale) che per vie, giorno dopo giorno, inchiesta dopo inchiesta, sempre meno misteriose, ha conquistato l’Italia città dopo città, appalto dopo appalto.

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In un Paese dove la magistratura è accusata di “indebita supplenza e  di presenzialismo  eccessivo, a noi terroristi di Leo Rugens, il fatto che Romeo sia sempre a galla, pone in realtà qualche domanda sull’efficienza giudiziaria rispetto ai casi (numerosissimi come anche lei scoprirà nei prossimi mesi – Renzi o non Renzi – Orlando o non Orlando) di turbativa d’asta e relativa (parolina magica) corruzione in cui potrebbe essere coinvolto. Romeo diventa, negli anni, ricchissimo e quindi ultra potente perché le amministrazioni di sinistra (qualche volta centro sinistra) gli hanno consentito di vincere gare al massimo ribasso e poi, chiudendo tutti e due gli occhi sullo scompenso tra prestazioni erogate e compenso ricevuto, fargli accumulare nuovi mezzi e potere per rivincere a ribasso la successiva gara. Anche una brava ragazza, come lei sembra essere, signora Governatrice del Veneto, capisce che in Italia, i grandi imprenditori di successo vincono con i dati truccati. E non solo Berlusconi.

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È la direzione del Casinò che consente ai bari di sedersi al tavolo; è la direzione del Casinò che dice al croupier di chiudere gli occhi quando si “gioca a dadi”. Quel che rimane dei partiti (e lei è sostenuta organizzativamente dal PD) è ridotto a sponda degli affari costruiti sulla spesa pubblica e sulle consorterie (leggi logge) per le quali i tradizionali concetti di destra e sinistra sono ormai un residuo giurassico. Che c’entrano Norberto Bobbio, Enrico Berlinguer e quei fascisti/sfascisti di Grillo e Casaleggio? Sono gli affaristi soprattutto cresciuti nel suo habitat culturale di “sinistra” che hanno azzerato ogni forma di ragionamento culturale. Che minchia c’entrano le barche di lusso, le scarpe fatte su misura, la cocaina a fiumi e le donne pronte a tutto con i diritti degli esseri umani? Che c’entrano gli umani con le imprese di Global Service? Che cosa c’entrano i pensieri profondi di Italo Calvino (noto grillino sfascista ante marcia) sull’onestà nel paese dei corrotti, con il PD? Niente, tranne che lei e Matteo Renzi siete eletti grazie alla macchina organizzativa del PD. “Non solo” e in questo avete ragione a dichiararvi “diversi”. Fino a quando non si capirà, grazie ad altri magistrati per bene alla Carlo Nordio, in che cosa consista questo “non solo”. Speriamo, sinceramente di non scoprire, che la diversità è peggio del male noto.

Leo Rugens