Giovanni Berneschi: “Se parlo io viene giù il palazzo”. Accontentiamoci che ci parli delle 4 B: Berneschi, Bagnasco, Bertone, Burlando

Porto_Laspezia_nave_container6-H110831185723-002

Il figlio di Giovanni Berneschi, Presidente megagalattico della CARIGE, prima del magistrato, sentenzia e dice: “Mio padre è un ladro e pure un pazzo”. Anzi, è tanto ladro perché è pazzo, aggiungiamo noi.

E diamo corpo e movente a questa affermazione: da oltre 18 mesi, una giovane e intelligente startup che chiamerò con le sole iniziali T.P.L’I. Srl, ha chiesto, per le sue esigenze di cassa (piccoli sconfinamenti in attesa di veder entrare bonifici, mensilizzati, assistiti da contratti sottoscritti con società capitalizzate, che movimentano milioni di euro l’anno) un affidamento di 10.000 euro ad una agenzia della CARIGE di La Spezia. Niente, manco morti! Nel frattempo, la piccola srl ha fatturato, onestamente e dignitosamente, 20 volte quanto aveva chiesto di sconfinamento. Quel criminale compulsivo e la sua dirigenza avevano altro da fare che fare  da banca a piccoli onesti imprenditori. Ora si da il caso che per quel pezzente di Giovanni Berneschi sia arrivata la resa dei conti e tra i conti vorrei che gli fosse presentato (si fa per dire) anche quello dei miei conoscenti rimasti senza assistenza finanziaria. Come mille e mille altri liguri parsimoniosi e pronti a fare impresa.

porto_genova

Propongo di prendere alla lettera le smargiassate del signor presidente che non solo se ne sbatte il belino del Papa (“A me non me ne frega un cazzo del Papa”) ma dice che, se parla lui, viene giù il Palazzo. Siccome lo crede anche la redazione di Leo Rugens che nei meandri delle casse della Carige, gli investigatori potrebbero trovare non pochi cadaveri e non pochi sepolcri da scoperchiare, proponiamo di fare un’eccezione e sospendere, per qualche mese, le “garanzie costituzionali”, esclusivamente, per questo losco individuo. Si tratta sostanzialmente di accontentarlo consentendogli di parlare con “le buone”. Se si ferma e non collabora con la Repubblica (ecco la novità), con “le cattive”. Non credo che possa trovare un solo ligure, un solo italiano pronto a difenderlo. Non lo farà neanche il figlio. Certamente, non si deve consentire a questo delinquente di buttare lì le sue minacce spavalde e poi non “far crollare il Palazzo”. Come dice il grande investigatore Otello Lupacchini, in altro provvedimento (Mastrapasqua/Tronchetti Provera/Romeo) i magistrati “devono dare fondo a tutte le possibili attività investigative”. Le domande che il magistrato porrà, dovranno concentrarsi intorno a una disamina, ad esempio, della posizione geografica strategica della Liguria rispetto all’Europa e al suo territorio per la maggior parte costiero.

porti-liguria-

Coste e porti, territori prediletti, la butto lì, dall’ecomafia, soprattutto internazionale. Dal porto di Genova Voltri, ad esempio, prendono il largo la maggior parte delle navi porta container responsabili di numerosi traffici internazionali di rifiuti. È dalla Liguria amministrata “bancariamente” (e anche politicamente come insinua il pazzo Presidente Berneschi) dalla onnipresente CARIGE che si esportano illegalmente scarti di ogni genere verso i paesi asiatici, africani, medio orientali in quantità impressionanti. Tonnellate di rifiuti plastici, cartacei, elettronici e materiali derivati dalla rottamazione di autoveicoli prendono il largo dalla Liguria. Chi lo sa fare segua le scie delle navi e dei bonifici rintracciabili elettronicamente dentro i data base della CARIGE e ne vedremo delle belle. Come dice il Presidente ladro e pazzo, cadrà il Palazzo. Come sapete dalle parti di questo blog siamo dei veri cultori della memoria come arma strategica per la salvezza della Repubblica e siamo anche un po’ sbirri vendicatori. Ci ricordiamo ad esempio di quando, nell’ottobre del 2008, i Carabinieri del Noe di Genova hanno sequestrato al porto di Genova Voltri vari container per un quantitativo complessivo di 105 tonnellate di rifiuti metallici destinati alla Cina. Ci ricordiamo che dalla verifica radiometrica risultò che uno dei container era  positivo al torio, sostanza fortemente radioattiva.

Japan stocks drop on weak euro, eurozone debt woes

Tutti operatori del benessere collettivo che ovviamente, se avessero avuto bisogno della Carige per fare i loro business, l’avrebbero avuta schierata subito a supporto. Guardando nelle carte io non escluderei che molti dei protagonisti delle vicende che ora elenchiamo fossero correntisti della CARIGE soddisfatta dei volumi di questi correntisti e di queste movimentazioni con l’estero. Al tempo stesso, indifferente ai piccoli onesti imprenditori massacrati dalla crisi finanziaria internazionale. Tortura e squartamento per Giovanni Berneschi altro che garanzie costituzionali. Aspetto querele. Continuiamo l’elenco perché, come si vede, siamo memori e particolarmente incazzati con la CARIGE. Il 10 dicembre 2008 è la volta della Guardia di Finanza che sequestra presso i magazzini generali doganali di Genova due container destinati alla solita Africa, precisamente in Ghana. Il carico era costituito da tutto quello che di massimamente inquinante si può trovare nella demolizione di autovetture. Altro esempio: a Uscio, località ligure meravigliosa dove un tempo si recava per smaltire peso, presso la Colonia Arnaldi anche Umberto Eco, alcuni anni fa, i Carabinieri del NOE di Genova, sequestrarono un area di circa 40 mila metri quadrati in parte adibita a discarica di rifiuti speciali. Forse la CARIGE non si pose troppe domande quando finanziò l’operazione. Se i malfattori non avevano il conto alla CARIGE mi scuso o aspetto querele. Sempre nel territorio presidiato capillarmente dalla CARIGE, a Loano, un giorno i Carabinieri sequestrano un centro ippico contenente 72 mila chilogrammi di rifiuti in plastica triturati, pieni di piombo. Forse a quel centro ippico non fu rifiutato, da parte della solerte direzione della CARIGE, un mutuo per finanziare la discarica di rifiuti. Come continuo ad immaginare che sul territorio territorio ligure quei sei galantuomini che i carabinieri beccarono a gestire, in modo pericolosissimo per l’ambiente, 1.700 tonnellate costituite soprattutto da terre da scavo contaminate da idrocarburi provenienti a loro volta dai territori limitrofi alle raffinerie di petrolio, fossero a suo tempo correntisti affidati (loro sì) da mamma CARIGE.

porto_savona_DWN_4_DWN_1

E poi amianto, amianto e ancora amianto. E poi veleni provenienti da autodemolizioni, autodemolizioni, autodemolizioni. Da Langhirano che ricordavo famoso per il prosciutto, compagni modenesi spedirono veleni in Liguria sicuri che i porti fossero accoglienti e ben controllati dai compagni in loco. Tutti rigorosamente con il conto alla CARIGE. Presumo. Altrimenti, aspetto querele. Per non parlare della società Stoppani di Cogoleto (Ge), industria chimica famosa per la produzione di sodio, potassio, cromo e derivati. Correntista della CARIGE (presumo o aspetto querele), la Stoppani non riuscì a fare ulteriori danni ne inquinamento perché ci pensarono a commissariarla i funzionari irreprensibili del Ministero dell’Ambiente già guidati all’epoca (2008) dall’ultra morigerato vigile custode degli interessi nazionali che risponde al nome di Corrado Clini. Il danno presunto inferto alla collettività dall’ex correntista della Carige, Stoppani, fu stimato in 1.254 miliardi di cui 900 milioni per la bonifica. Queste sono cifre da interessi passivi e da pappata! Che cazzo volevano quei quattro sfigati della T.P.L’I. srl con la loro richiesta di scoperto temporaneo di 10.000 euro? Come si fa a pappare su 10.000 euro? Foste imprudenti nel rifiutare quella ingenua richiesrta di affidamento. Vi portò mala sorte! Ora vediamo, vendicativi e stronzi come siamo, cosa riusciamo a fare in modo che gli venga fatto, di terribile, al Presidente della CARIGE e al suo vertice direzionale. A Giuseppe Mussari (ABI e MPS), che ci è sembrato sempre altrettanto un malfattore, ieri, gli hanno chiamato i primi 7 anni. Per cominciare e per ricordare a tutti gli iscritti al PD che da questo momento in poi sarà difficile raccontare agli italiani che i responsabili del saccheggio della nostra bella Patria, sono quei mostri ibridi, un po’ grilli e po’ termiti, annidati nel M5S.

Da questo momento siamo in molti (compresi quei destabilizzatori sfascisti cittadini deputati e senatori organizzati nel M5S a cui indirizziamo il nostro appello) a vigilare che chi di dovere, dia piena soddisfazione a quel pazzo di Giovanni Berneschi. Ricordiamo quindi le 4 B: Berneschi, Bagnasco, Bertone, Burlando.

Leo Rugens