Rainews 24 titola: “EXPO 2015 polemica tra Renzi e Maroni”

Erri De Luca

Qual’è la notizia implicita? Che “BoBo” Maroni, in questo martoriato Paese, è arrivato a fare il Ministro dell’Interno? O che uno come Matteo Renzi è addirittura il Capo del Governo?

BoBo (come DuDù) si scopre pessimista sulla conclusione dei lavori EXPO 2015. Matteo Renzi parla, come al solito, senza sapere di cosa si stia parlando. Per avere un senso l’Operazione Esposizione Universale, aveva necessità di essere, per la parte infrastrutturale, conclusa già oggi. Da adesso, si doveva mostrare al “mercato”, per un anno, quasi fosse uno showroom permanente di prodotto, cosa cazzo si volesse dire con tutto questo bordello intorno alla scienza dell’alimentazione. Non solo non ci sono i contenuti ma questa volta non c’è l’involucro. Mentre due esponenti della classe non dirigente il Paese, si beccano, i carabinieri trovano cinquecento mucche, finte chianine, ammalate di tubercolosi, pronte ad essere macellate negli impianti clandestini delle mafie e poi, a tempo opportuno, vendute come carni di qualità superiore di allevamento italiano. Eventualmente, tra un anno, dentro gli stand enogastronomici di Milano EXPO 2015.

Che minchia c’entra l’ottimismo? Stiamo parlando della neurodeliri! Stiamo parlando della tubercolosi delle mucche! Siamo parlando dell’ennesima figura di merda “bovina” e delle mafie! Entrambi i nostri eroi, da anni, avrebbero dovuto sapere che cosa stava e continuerà ad accadere a Milano! Non dico che, come il preveggente Leo Rugens (all’epoca non ancora così denominato) avrebbero dovuto fare il tifo per l’assegnazione della sede per l’EXPO 2015, piuttosto che alla “bruttissima” Milano, a Smirne, “bellissima” città turca ma, almeno, tenersi informati leggendo giornali e libri.

Il ministro dell’Interno leghista (lombardissimo) attivando, ad esempio, le fonti a sua disposizione, compresi i “servizi segreti”. Se in un libro, scritto da Roberto Galullo, chiuso tipograficamente il 21 aprile 2010, Economia Criminale – Storie di capitali sporchi e società inquinate, edito da Il sole 24 ore (cioè, non proprio “pizza e fichi”), quotidiano della Confindustria, all’epoca, diretto da Gianni Riotta, si poteva leggere un intero capitolo intitolato “Guerre stellari nei traffici illeciti e guerre di mafia come a Reggio: la Lombardia si prepara a EXPO 2015”, mi dite perché e su quale latte versato questi due prototipi dell’ipocrisia politica partitocratica adesso piangono? A 12,90 euro potevano comprarsi il libro e trovare, scritte con chiarezza, quasi cinquanta pagine, fitte di informazioni, che non avrebbero dovuto lasciare dubbi anche a dei “cretini organizzati” quali sono gli esponenti politici sopra citati.

Quasi un anno prima la casa editrice Rizzoli, cioè Corriere della Sera (altra notoria realtà “pizze e fichi!), mandava in stampa, nel giugno 2009, al prezzo di 17,00 euro, il libro di Alberto Statera, altre volte da me citato e affettuosamente saccheggiato, Il Termitaio – I signori degli appalti che governano l’Italia. Il capitolo (da pag.137 a 158) intitolato, in modo inequivocabile, “Milano da mangiare – Il Formigone, l’EXPO 2015, gli uccelli e le aringhe rosse”, è costituito da 21 pagine che sono una guida certa a quanto ancora accade in queste ore. Mancano solo i nomi di Primo Greganti e di Gianstefano Frigerio per poter dire che era già tutto pre-vedibile. Infatti i due protagonisti sono citati, per altri episodi, solo alle pag. 106 e 113. Entrambi gli autori dei libri a cui faccio riferimento si soffermano, inoltre, a lungo (altre decine di pagine) a descriverci gli intrecci “veneti” (nel caso di Statera) tra Madame Richelieu (Amalia Sartori detta Lia), Giancarlo Galan (detto il Colosso di Godi), Claudia Minutiello (definita dall’infallibile Alberto Statera, amministratrice di una misteriosa Fondiaria Infrastrutture, allocata nel paradiso fiscale di San Marino), Irene Gemmo, e poi Enrico Marchi, Gaetano Ingui. Entrambi gli autori (quattro/cinque anni addietro!) ci documentavano su altre storie che oggi la politica partitocratica sopravvissuta chiama affari sporchi e da cui cerca di prendere le distanze. Lo stile letterario dei due giornalisti è diverso come certamente lo sono la storia professionale e il retroterra familiare dei ma entrambi mi colpiscono per come tutto ciò che sta accadendo fosse stato sostanzialmente da loro delineato. A volte necessariamente si doveva “intellegere”; altre volte era tutto di facile comprensione. Da anni! Ho riletto entrambi i libri e non mi meraviglierei se dalle cronache giudiziarie emergessero (esplodessero?) anche impicci e imbrogli intorno all’Alta Velocità in Piemonte e alle figure  dominanti (tipo Alfredo Romeo e il mondo legato ai “grandi lavori”) gli appalti della Pubblica Amministrazione decisi in INPS/Anas/Consip, Comuni e i loro patrimoni immobiliari. A quella data (imminente?), sarà difficile, ad esempio, giustificare l’atteggiamento “formale” assunto, dalle autorità, nei confronti dello scrittore Erri De Luca e della sua opinione a proposito di quanto è “implicito” nelle azioni affaristico/imprenditoriali che ruotano intorno alla TAV in Piemonte. De Luca, oltretutto, è un grande appassionato della natura ed in particolare delle montagne come luoghi destinati a stimolare l’elevazione spirituale nell’uomo. Erri De Luca, giustamente, ritiene che le montagne (come da sempre e ovunque nel mondo gli uomini saggi pensano) più che star lì per far fare affari ai violenti delle mafie insediatisi nei territori limitrofi  a dove si fanno i grandi buchi (costosissimi), abbiano altra e più sofisticata funzione. Certamente sulle montagne e sulla loro sacralità, la pensava in questo modo anche Pier Giorgio Frassati, eroe dell’Azione Cattolica, piemontese che oggi sarebbe sicuramente dalla parte dei “contestatori”. E, a proposito dell’incriminazione di Erri De Luca, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano proprio i vertici dell’Azione Cattolica che, ad oggi, non mi risultano aver “rinnegato” il pensiero ecologista, ante litteram, di Pier Giorgio Frassati. Tra Erri De Luca e le Mafie dovrebbe esserci una bella differenza e la scelta dovrebbe essere facile da farsi.

Grande fu l’errore di prospettiva quando si cercò di denigrare Roberto Saviano e il suo impegno civile e culturale sul tema della lotta alla Camorra; gravissimo sarebbe non ascoltare il suggerimento del più che morale Erri De Luca. Si preparano figure di merda intorno a chi aveva ragione e chi torto. Così come è opportuno che, chi ha la coscienza sporca, si prepari, scafandrandosi, alle tonnellate di fango putrescente che stanno per smottare su le altre questioni attinenti “capitali sporchi e società inquinate” evidenziate nei due libri profetici. Intanto tra non molto si vedranno i percorsi carsici che uniscono Venezia e Milano. Da Est ad Ovest, da nord a sud, la disinfestazione dei “termitai” è cominciata e non la fermerà certo “Il Garantista” di Piero Sansonetti

Leo Rugens

i 4 del poker

P.S.

Che paese è un paese in cui è lecito al brigatista Lanfranco Pace farsi “garante” di qualcosa? Quali diritti “garantì” ad Aldo Moro durante i 55 giorni del sequestro? Vi ricordo che Lanfranco Pace è stato prima di essere “giornalista”, il quarto a poker, durante il sequestro Moro, con Claudio Signorile, Renato Salvatori e Paolo Virno. Ma questa è un’altra storia.

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