Dove è il petrolio e il gas dell’Iraq ? Dove risiede il futuro dell’umanità?

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Milioni di persone (oltre a quelle interessate a sapere chi potrà vincere i mondiali di calcio in Brasile), giustamente, chiedono alla rete che cosa stia succedendo in Iraq. In questo blog ci intendiamo di “calciocrazia” ma non di FIFA. Non siamo, quindi, adatti a fare “oroscopi” calcistici: saremmo noiosamente critici e perderemmo quei “quattro lettori” che ci seguono. Riteniamo invece di saper dare un contributo in risposta ai tanti (per fortuna) che sono giustamente veramente preoccupati per gli avvenimenti in corso in quella regione tormentata che è denominata Iraq. Alcuni, dei curiosi, arrivano fino a noi e, a loro, vogliamo offrire, con la solita “Macchina del Tempo”, alcune pagine di letteratura che abbiamo preso da “il migliore resoconto mai scritto sulle forze speciali in azione” (a giudizio del Sunday Time), cioè il libro di avventure militari “Pattuglia Bravo Two Zero. In missione dietro le linee nemiche in Iraq”. Per “forze speciali in azione” intendiamo lo Special Air Force britannico. L’autore del libro è Andy McNab, pseudonimo dietro il quale l’autore all’epoca si nascondeva per motivi di sicurezza, avendo realmente fatto parte del  SAS , dal 1984 al 1993, e avendo partecipato alla Guerra del Golfo.

Le pagine sono descrizione del dolore assoluto e della follia che si accompagna, da millenni ad ogni guerra.

Dov’è oggi il beneficio di tanti sacrifici e di tanta sopraffazione di uomini su altri uomini? “Il petrolio e il gas dell’Iraq”, si dirà! Dove è il petrolio e il gas dell’Iraq, chiedo io? Chi ha tratto, nella propria vita quotidiana, vantaggio da tanto dolore?

Dove sono le rendicontazioni del denaro “sottratto” alle casse dello Stato Italiano per seguire queste chimere grondanti sangue?

L’Iraq che gli americani ci chiesero di invadere, oltretutto non esisteva e non esiste: è uno stato solo sulla carta. Lo sapeva bene Geltrude Bell che per gli inglesi “lavorava” cento anni fa da quelle parti. Di fatto ancor prima della prima fucilata, l’Iraq appariva come un insieme di territori che esprimevano lealtà e interessi diversi. Si doveva fare di tutto tranne che una guerra tra il tigri e l’Eufrate. Mai sarà possibile uscire da questa situazione pensando di fare dell’Iraq uno stato nazionale.

Luciano Floridi e Bill Gates

Luciano Floridi e Bill Gates

Gestire con una forma di protettorato militare una cosa che non c’è è stata la prova che non possono essere persone senza cultura, profonda e articolata, i responsabili della soluzione dei grovigli che la Storia ci propone. Tutta la vicenda, andava trattata con “intelligence culturale”, dal primo momento. Come tutte le vicende che riguardano la geopolitica. Ormai, non esiste altra strada se non quella delle “interazioni pacifiche” (come saggiamente le chiama Bill Gates) per dare risposte ai grovigli bituminosi. Davanti a noi abbiamo solo l’obbligo di combattere l’ignoranza, l’oscurantismo, l’intolleranza, i fanatismi, il bigottismo, i pregiudizi come altrettanto saggiamente propone il filosofo Luciano Floridi. Sconfiggendo questi mali miglioreremo le vite dei più poveri, la loro salute, la nutrizione di tutti. E lo faremo proteggendo l’ambiente come casa a cui tutti hanno diritto e in cui tutti devono vedersi riconoscere pari diritti. Questo sarà possibile solo con la non violenza implicita nella negoziazione ad oltranza, scienza appunto denominata, “interazioni pacifiche”. Senza “interazioni pacifiche” e “intelligence culturale” che guidino, con fermezza, il governo degli uomini e delle cose, ci saranno sempre e solo degli inutili e crudeli interrogatori.

Leo Rugens

pattuglia bravo

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