I cittadini organizzati nel M5S appaiono sempre di più intelligenti anzi, come direbbe una mia amica, esponenti di una cittadinanza intelligente della complessità

OGGI E’ IL 29 APRILE 2017 E IL TEMPO PASSA. ANZI, CONTINUA A PASSARE. CHE SCOPERTA, DIRETE VOI!

850 GIORNI ADDIETRO POSTAVO IL PEZZULLO CHE OGGI RIPOSTO ALLA VIGILIA DELA PARTENZA DI LUIGI DI MAIO PER GLI USA, IMMAGINANDO GLI ALTRI SUOI COLLEGHI IMPEGNATI A MANTENERSI COERENTI CON LE DECISIONI A SUO TEMPO PRESE.

A QUEL POST “AUGURANTE” LA MASSIMA ATTENZIONE AL TEMA DELL’INTELLIGENCE, FACCIO RIFERIMENTO PER EVIDENZIARE CHE “VIAGGI E INTELLIGENCE” DOVREBBERO MUOVERSI SINERGICAMENTE. ANCHE ARRIVANDO A VIAGGIIARE INSIEME.

 

SPERIAMO CHE LA TRASFERTA AMERICANA SIA STATA VAGLIATA DA CITTADINI PENTASTELLATI , CONSAPEVOLI DI ESSERE ESPONENTI DI QUELLA CITTADINANZA INTELLIGENTE DELLA COMPLESSITA’ A CUI FACEVO CENNO.

 

ORESTE GRANI, ANNI DOPO.

kami-shintoismo

Luigi Di Maio, esponente di primo piano del M5S, nel confronto tenutosi ieri, in streaming (questa civile e democratica prassi a chi si deve, come è nata, come si è consolidata, in Italia, terra dei politici machiavellici e gattopardeschi?), con il garrulo Matteo Renzi, ha rappresentato, come meglio non avrebbe potuto, il mondo qualitativo di quei giovani italiani ancora pronti a battersi per la difesa delle proprie idee e delle regole necessarie alla sopravvivenza della stessa democrazia. Matteo Renzi, come al solito o più del solito, è sembrato il paladino del vecchio mondo partitocratico, paraculo e, ormai decisamente (ai miei occhi anziani e esperti), irrimediabilmente patetico.

I quattro cittadini organizzati, nel e grazie al M5S, Di Maio, Toninelli, Brescia e Buccarella mi sono apparsi forti nella loro idea di democrazia e ho sentito e visto, nella loro azione civile, la metafora, in forma gentile, di altre disperate prassi in cui i giovani – oggi nel mondo jiadista per poter aggredire il nemico preponderante, nel tempi passati sognando di fermare l’invasione americana nel Giappone ormai sconfitto – si immolavano e continuano ad immolarsi, sconfiggendo la loro stessa vita e distruggendo quella di altri, quasi sempre innocenti. I giovani per bene del M5S sembrano dei novelli kamikaze, senza cinture esplosive, e “intelligentemente” privi di aerei da pilotare senza altra rotta che quella scelta per lo “schianto”. Forse, senza “schianti”, ma armati della forza dirompente delle loro idee, i nostri giovani cavalieri, senza macchia e senza colpa, ci stanno facendo assistere ad una metamorfosi del sentire civile e politico: hanno la determinazione e la forza di un’idea e il loro coraggio lo “usano” con modalità mai comparse sulla scena della disfida politica italiana. Sì, ieri, in campo, nel luogo immateriale destinato alla rappresentazione della “disfida”, c’erano quattro kamikaze, ma, a differenza di quelli tristemente mortiferi, i giovani italiani, sembravano portatori di una capacità di diradare le zone d’ombra che da sempre connotano la scena pubblica nel nostro Paese.

kami

I kamikaze/5S, autentici interpreti della mitologia scintoista secondo la quale i “Kami” sono degli esseri superiori che popolano fiumi, rocce, alberi e sovrintendono a tutti i fenomeni naturali e il “kaze” è il vento, mi appaiono come portatori di quel “vento divino” che solo può nuovamente in-soffiare la vita in quel corpo catatonico che è la nostra bella Italia. I cittadini a 5 Stelle portano “Vento e Luce”, senza i quali la dichiarata trasparenza è un’ipocrisia o una chimera irraggiungibile. Viceversa, vento e luce, possono diradare nebbie e miasmi asfissianti. Ieri i 4 cittadini organizzati nel M5S, mi sono sembrati destinati a vincere (per noi) sostenuti dalla forza delle loro idee e dalle “informazioni”, cercate e trovate perché tutti le possano consapevolmente detenere. Come in molti sapete, il terzo Presidente degli Stati Uniti d’America e tra i padri dell’Indipendenza americana, Thomas Jefferson, affermava che la miglior difesa di una nazione è una cittadinanza informata. Oltre duecento anni dopo, il 23 marzo 2012, in un convegno da me voluto, una mia cara amica, studiosa di cose complesse, poteva affermare che la miglior difesa di una nazione è una cittadinanza “intelligente”; anzi, precisò: “una cittadinanza intelligente della complessità”. E ancora, in quella occasione pubblica vissuta all’interno di una sede istituzionale messa a disposizione dalla Camera dei Deputati, aggiunse: “… l’informazione, di per sé, per quanto ricca, accurata e dettagliata possa essere, non è uno strumento sufficiente di difesa. Anzi, ove fosse insensatamente sovrabbondante e ingestibile, può perfino diventare un elemento di rischio”.

Aggiungo oggi io: il rischio non si corre mai quando l’informazione è sostenuta, accolta ed elaborata dall’intelligenza. Anche di Stato. Cioè, l’Intelligence. Quella che, sempre di più, deve guidare l’azione politica e culturale dei cittadini organizzati nel M5S al servizio della Repubblica e della comunità italiana. A meno che non vogliano inutilmente “schiantarsi” contro la fiancata della “portaerei partitocratica”.

Oreste Grani

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