Che fine ha fatto Maria Rita Lorenzetti? Riteniamo che il cittadino Gianfranco Chiarello abbia ragione

Lorenzetti

Un cittadino coraggioso, tale “Gianfranco Chiarello”, alle ore 14.07:32 del 23/6/2014, affida alla rete un suo onesto pensiero. Scrive infatti: “Se le Procure competenti per la Tav, avessero svolto seriamente le indagini, sarebbe emerso lo stesso sistema di corruzione, che è stato scoperto per l’EXPO e per il MOSE. Provate ad indovinare chi ha la fetta più grossa dell’appalto? Bravi! sono proprio le COOP Rosse”.

Accusa seria che viene formulata con la solita modalità “sintetica” in uso nel web. In realtà ritengo che il cittadino voglia evocare complessità con ben altre implicazioni.

Noi, in data 16 settembre 2013 ci siamo permessi di lasciare traccia elettronica sull’argomento, postando l’articolo “LA RESA DEI CONTI PER LA SQUADRA DI MORETTI È COMINCIATA: ARRESTATA LORENZETTI”. Inoltre, nel nostro modo usuale, indichiamo da sempre le Ferrovie dello Stato (continuiamo a chiamarle nostalgicamente così) come realtà   logistica di primaria importanza che deve essere trattata con la massima attenzione in quanto comparto altamente sensibile e tutt’uno con la Strategia di Sicurezza Nazionale.

Ci piace ricordare la nostra campagnetta (mini – mini), prolungata nel tempo, perché venisse rimossa, dal vertice delle Ferrovie, la salamandra Mauro Moretti. Alla fine è accaduto l’impensabile e l’oligarca rosso ha lasciato i suoi possedimenti e, da binari e traversine, è passato ad interessarsi di armi, in Finmeccanica. Molti commentatori hanno detto che il passaggio fosse in realtà un abile trucco gattopardesco perché nulla cambiasse: i “suoi” rimanevano alle Ferrovie e lui ad impratichirsi con il business delle armi di distruzione di massa. Dal rogo di Viareggio, “fatto” di pochi e dimenticati morti ustionati, al possibile azzeramento di intere popolazioni. Il salto, per il compagno sindacalista pacifista antimilitarista di un tempo, è fatto. Raccontata così, il trasferimento/promozione potrebbe sembrare la solita mostruosa ingiustizia italiana.

Noi, viceversa, fiduciosi, rimaniamo in attesa che l’uomo che ne ha viste di tutti i colori, nei decenni dedicati ai trenini elettrici, venga svelato per quello che pensiamo sia: uno che, sapendo quasi tutto quello che accadeva lungo i binari, alla fine è diventato un “intoccabile” ma non perché fosse quel “cavaliere senza macchia” che si è ritenuto essere. Ad esempio ci permettiamo di ricordare l’episodio (minore?) di mala amministrazione relativo alla TAV Toscana…e gli stretti rapporti che  intercorrevano  proprio  tra Mauro Moretti e l’ex Presidente della Regione Umbria…Intimità politiche e professionali che, con i dovuti approfondimenti, potrebbero rivelarsi l’ennesimo episodio imbarazzante per il PD e le sue aree di riferimento.

A cerchi concentrici, come recentemente ha suggerito, durante le lezioni su “Cosa nostra”, il Presidente del Senato, Pietro Grasso, noi c’e ne andiamo lontani da piazza della Croce Rossa 5, a Roma, su su, passando appunto per Firenze e la Toscana, verso il Piemonte occidentale, in Val di Susa e proviamo a capire, a che punto siano i rapporti di forze tra Coop Rosse e territorio, Coop Rosse e ‘ndrangheta, Coop Rosse e TAV, TAV e ‘ndrangheta. Appena intravediamo segnali di relazioni possibili, sarà nostro compito avvertire i cybernauti.  A naso, riteniamo che il cittadino Gianfranco Chiarello, abbia ragione.

Leo Rugens

LA RESA DEI CONTI PER LA SQUADRA DI MORETTI È COMINCIATA: ARRESTATA LORENZETTI

Lorenzetti & Moretti

TAV in Umbria e Toscana (non Val di Susa), viene arrestata Maria Rita Lorenzetti, una laurea in filosofia dal 1975 al servizio del Partito Comunista Italiano, un mito nell’Umbria rossa, anzi rosa, di cui è stata la penultima presidenta della Regione:

Tav Firenze: arresti ai domiciliari per Lorenzetti (Pd), ex presidente dell’Umbria.

Il potere, evidentemente, logora e da alla testa; è da troppi anni che, in troppi, fanno il bello e cattivo tempo nelle Ferrovie (come già detto tante volte) comparto infrastrutturale delicatissimo per la Strategia di Sicurezza Nazionale, come dimostra la questione “piemontese” irrisolta.

Moretti & Lorenzetti

Se accadono episodi di questa gravità vuol dire che le “relazioni pericolose” partitiche fanno pensare all’interessato/a che nulla potrà accadergli, e così deve essere stato anche per la “zarina umbra”. La Lorenzetti infatti ha assunto l’incarico onorevole e ben retribuito  di presidente della Italferr – società del gruppo Ferrovie dello Stato che opera nel settore dell’ingegneria dei trasporti ferroviari – raccogliendo il testimone direttamente dalle mani di Mauro Moretti ad delle Ferrovie ed ex presidente della suddetta società.

Avrà pensato la Lorenzetti: “A me chi mi tocca?“. Politicamente, infatti, la zarina è da sempre sodale di Massimo D’Alema e, nel mondo vaticano che contava fino all’arrivo di Papa Francesco, nella stima di mons. Vincenzo Paglia.

Oreste Grani