Sarkozy va in stato di fermo: sante intercettazioni

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Le intercettazioni sono una componente ineludibile degli attuali metodi investigativi. Questo pensavamo anni addietro e questo, sempre di più, continuiamo a pensare oggi che il Governo Renzi/Ledeen mette le mani alla regolamentazione del comparto. Poter utilizzare sempre le così dette prestazioni obbligatorie e quanto più possibile l’ascolto delle intenzioni e del “clima” delle relazioni tra criminali, rende più efficaci le investigazioni. Le investigazioni, infatti, a differenza di quanto i “criminali” (soprattutto quelli che si sono organizzati sotto l’ombrello della politica) sostengono, sono rese molto difficili da quelli che oggi sono i veri rapporti di forze tra “guardie e ladri”. Come spesso dico agli amici, il male lavora full time e le forze dell’ordine, part time. Il crimine, in questa arena sanguinosa, usufruisce di ampie disponibilità economiche, oltretutto “a nero” (i proventi della droga, prostituzione, gioco – la mattina – in contanti, non si sa dove metterli per quanti ce ne sono); le forze dell’ordine, viceversa, sono sempre più sgarrupate e… non aggiungo altro.
Se gli togliamo anche le “sante intercettazioni” allora è preferibile moltiplicare le trattative stato – mafia e divenire, formalmente e non solo sostanzialmente, uno “Stato canaglia”. Qualche vantaggio per gli Italiani, certamente le mafie sapranno dispensarlo. Non siamo appassionati dell’ascolto a prescindere ma, se fossimo i cittadini organizzati nel M5S, non abbasseremmo di un centimetro la guardia su quanto è in corso, nel Governo e a Via Arenula, intorno a questo antico (irrisolto) problema e vigileremmo, soprattutto, su chi verrà incaricato di effettuare le “intercettazioni” (ambientali e “telefoniche”) e con che professionalità verranno effettuate tali prestazioni.
Mentre scriviamo arriva la notizia (non da poco!) che l’ex presidente Sarkozy, quello a lungo sghignazzante e cavalier servente di Carla Bruni, a volte alleato della tedesca Merkel, è in stato di fermo.
Ogni giorno, il dialogo con la Francia (e con la Spagna) si avvicina sempre di più. Forse, dopo secoli, l’espressione: “Franza o Spagna purché se magna”, potrebbe perdere significato. Se infatti avvenisse questo rivolgimento culturale nel Grande Lago denominato Mediterraneo tutto, compreso lo scoppio della Pace, sarebbe possibile.
Leo Rugens

Quando attacca a suonare la chitarra, Sarkò si chiude al cesso e tira lo sciacquone compulsivamente

Quando canta, lui si chiude al cesso e tira lo sciacquone compulsivamente

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Ciao Nicò, salutami Carlà

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Sarkò e Bush si divertono

Francia, ex presidente Sarkozy fermato per concussione

PARIGI – L’ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy è stato fermato oggi dall’ufficio anticorruzione della procura francese in un caso di traffico d’influenze. L’interrogatorio è in corso, i reati ipotizzati sono concussione e violazione del segreto istruttorio. Lo rivela l’Agence France Presse citando fonti di polizia. Ora la polizia ha fino a 48 ore di tempo per decidere se indagarlo ufficialmente.
Sarkozy è stato portato negli uffici di Nanterre, nei pressi di Parigi, su una vettura nera con vetri oscurati. L’indagine riguarda il presunto tentativo di Sarkozy di ottenere da un alto magistrato informazioni su un’inchiesta che lo riguardava, offrendo in cambio un posto di prestigio. 
Nell’ambito della stessa inchiesta ieri erano stati arrestati l’avvocato di Sarkozy e presunto intermediario, Thierry Herzog, e il giudice coinvolto, Gilbert Azibert, avvocato generale della corte di cassazione.
Le indagini si basano su alcune conversazioni intercettate tra l’ex inquilino dell’Eliseo e Herzog avevano evidenziato che i due erano a conoscenza di alcune procedure giudiziarie relative alle inchieste sui casi Bettencourt e Tapie/Lyonnais. A fornire loro le informazioni sarebbe stato Azibert, avvocato e amico di Herzog. In cambio il magistrato avrebbe chiesto di essere nominato per un incarico a Monaco. Le abitazioni e gli uffici di Azibert ed Herzog erano già stati perquisiti da inizio marzo, mentre telefono cellulare e materiale informatico erano stati sequestrati all’avvocato.
È la prima volta che un ex capo di Stato francese viene messo in stato di fermo ma non è la prima volta che Sarkozy o il suo entourage hanno problemi con la giustizia. La custodia cautelare permetterà agli inquirenti di poter trattenere e interrogare Sarkozy per un periodo di 24 ore, eventualmente prorogabile di altre 24.
La tegola odierna arriva nel momento peggiore per Sarkozy, visto che nelle ultime settimane era atteso l’annuncio del suo ritorno in politica, per riprendere la testa del suo partito, l’Ump, ora all’opposizione. Il partito è stato travolto da uno scandalo legato a false fatture. (repubblica.it)

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Sarkò e il Colonnello, un’amicizia finita malissimo

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Dagli amici ti guardi Iddio