Frecciarossa…di sangue! Trovato morto in bagno con indosso trentamila euro che, di questi tempi, non ci sembrano pochi

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Un uomo di nazionalità straniera, dice il lancio stampa; forse, algerino. Certo è inquietante anche il resto delle notizie trapelate: in pieno giorno, qualcuno, su un treno ermeticamente chiuso, pieno di passeggeri e di personale viaggiante, se la rischia per accoltellare un tizio a cui poi vengono ritrovati indosso trentamila euro. Quindi, accoltellamento andato a vuoto, se il fine era la rapina. Il timore di qualcosa di peggio che essere ucciso, o l’estrema abilità del killer, ha impedito all’aggredito di chiedere aiuto, tirando, ad esempio, il freno a mano prima di rifugiarsi nella toilette. Da Napoli a Milano, ucciso in pieno giorno, su un siluro che viaggia a trecento chilometri all’ora e da cui, compiuto l’atto, si devono avere nervi veramente freddi per lasciare la scena del crimine, senza farsi notare. Anche perché, un accoltellamento così grave da determinare la morte si definisce, in ambienti dove si ha la licenza di uccidere gli avversari, “affari bagnati” proprio perché si sparge il sangue e il sangue sporca. Speriamo che sia una storia di delinquenza comune. o più semplicemente un suicidio. Fatto grave per  dinamica e circostanze ma di criminalità tradizionale o di autolesionismo. Speriamo, viceversa, che  non sia un episodio con, sullo sfondo, professionisti intervenuti per contrastare/prevenire una qualche azione di tipo terroristico. Sarebbe il segnale che sul nostro territorio si ricominciano a regolare conti tra le realtà protagoniste di quella guerra che in questo momento è drammaticamente visibile a Gaza e in Israele ma che, come sappiamo, si gioca a più largo spettro. Non a caso si chiama “Grande Gioco” e  non “Guardie e ladri”. Speriamo di sbagliarci.

Leo Rugens